Consiglio comunale del 23 novembre 2009

La notizia più importante l’ha data il Sindaco Vincenzo D’Avanzo, Cesano Boscone non intende più rispettare il Patto di Stabilità.
Ma andiamo con ordine: l’argomento forte in discussione al Consiglio Comunale di lunedì 24 novembre è “l’Assestamento della Variazione alle dotazioni di competenza del Bilancio di Previsione 2009”. In altre parole si tratta di rettificare le previsioni fatte per il bilancio 2009, di cui il Consiglio ha discusso già altre volte, l’ultima il 29 settembre. La notizia della serata è già trapelata e tutti i presenti la conoscono: i famosi 5.000.000 di euro che l’Amministrazione pensava di recuperare dall’area adiacente la fermata ferroviaria della linea Milano-Mortara devono essere tolti dal bilancio perchè non esiste nessuna possibilità di fare un accordo con RFI. La quale anzi  sta continuando i lavori per un parcheggio di 300 auto in previsione della prossima inagurazione della nuova linea che dovrebbe avvenire il giorno 13 dicembre.
Dopo due mesi di scontri accesi tra l’Amministrazione e i partiti di opposizione: con un esposto al Prefetto di Milano ed alla Corte dei Conti l’opposizione denunciava un probabile Falso in Bilancio e chiedeva lo scioglimento del Consiglio Comunale mentre l’Amministrazione rispondeva con conferenze stampa, nuove perizie tecniche sull’area e una riunione di Giunta svoltasi di fronte al cantiere di via De Nicola.
Dopo due mesi di discussioni incandescenti ci si aspettava che l’opposizione mettesse l’Amministrazione con le spalle al muro. Le osservazioni portate la sera del 29 settembre sulla irrealisticità della cifra scritta a bilancio, a fronte della quale erano già previste delle spese, si sono dimostrate attendibili, al punto che lo stesso Assessore al Bilancio, Francesco Francica, ammetteva la straordinarietà di una variazione di bilancio che superava il 2 o 3 % del valore del bilancio stesso.
Ma un errore tattico nella conduzione dello scontro in consiglio comunale ha permesso alla maggioranza di monopolizzare il dibattito della serata. L’opposizione infatti presentava un emendamento che chiedeva di ripristinare alcune voci di spesa tolte, spese però che erano quasi tutte riconducibili a finanziamenti tagliati da altri Enti, quali la Regione Lombardia ad esempio. Avevano così buon gioco gli Amministratori ed i consiglieri di maggioranza a focalizzare l’attenzione del pubblico presente sulla necessità di respingere un emendamento presentato alle 21,15 di quella stessa sera e giudicato già inamissibile dalla nuova Segretaria Comunale, la dottoressa Giuliana Sogno, perchè mancante dei pareri obbligatori degli Uffici Comunali.
Eppure, se nel 2003 l’allora Amministrazione Brembilla ipotizzò la necessità di dotare la fermata ferroviaria di servizi commerciali ed altro, e nel mese di novembre 2009 si deve malinconicamente constatare l’impossibilità di realizzare quanto desiderato, la responsabilità non può essere ricercata altrove se non nelle persone degli Amministratori cesanesi. In questi anni a Cesano non solo c’è stata continuità politica, ma addirittura c’è stata continuità personale: D’Avanzo diventò sindaco nel 2004, ma dal 1999 al 2003 fu vice sindaco e prima ancora era presente in Giunta come Assessore al Bilancio.
Diventa quindi poco credibile sostenere che la causa di questa situazione sia da ricercarsi nell’esposto presentato dall’opposizione nel mese di ottobre 2009.
Chi amministra è lo stesso soggetto, umano e politico, che amministrava all’inizio di tutta questa partita, e sarebbe opportuno che la smettesse di avanzare scuse poco credibili rievocando in chi lo ascolta l’immagine di John Belushi nel film Blues Brother.
Guidare responsabilmente un paese come il nostro significa anche saper ammettere ad alta voce i propri errori. Avremmo preferito mille volte che l’Amministrazione, il Sindaco, i consiglieri di maggioranza avessero detto: “su questa area abbiamo sbagliato. Qualcuno ha dormito e ci siamo fatti scappare una grossa opportunità. Adesso però chiediamo a tutti, a cominicare dai consiglieri dell’opposizione, di darci una mano nell’interesse di Cesano, per convincere RFI a cambiare idea”.
Invece da mesi assistiamo all’esibizione triste dell’eterno e fanciullesco gioco dello “scarica barile” accompagnata dall’arrogante proclamazione di auto sufficienza.
Abbiamo capito che il Sindaco ha intenzione di “resistere” al futuro esprorio dell’area da parte di RFI (che avverrà entro gennaio 2010). Questo potrebbe portare all’insorgere di una lite giudiziaria tra il Comune di Cesano e RFI. Ci auguriamo che chi ha il potere di farlo rifletta bene sui costi ed i benefici di questa scelta. Le liti civili in Italia durano anni e costano molto.
Infine un’ultima considerazione: il problema di fondo da cui nasce tutta questa “querelle” è dato dalla necessità di garantire al bilancio comunale dei finanziamenti in entrata. Il taglio dell’ICI è stata la mazzata finale per i bilanci comunali. A questo punto rimane solo la “valorizzazione delle aree” ovvero la vendita di territorio agli operatori immobiliari. Anche per questo in Italia negli ultimi anni si è costruito così tanto e dappertutto, senza peraltro risolvere il problema della casa. Siamo molto preoccupati che questa logica venga addirittura accellerata a Cesano Boscone. Per quanto il paese possa già sembrare eccessivamente urbanizzato agli occhi di una persona normale, non lo vedono di certo così coloro che pensano di poter fare dei buoni affari costruendo.
Non vorremmo che si imboccasse ancora più decisamente una strada che invece deve essere abbandonata.
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