Consiglio comunale del 25 maggio 2010

La seduta del consiglio comunale di martedì 25 maggio 2010 è iniziata con un minuto di silenzio in memoria del sergente Massimiliano Ramadù e del caporal maggiore Luigi Pascazio, i due alpini italiani uccisi in Afghanistan lo scorso 17 maggio da un attentato talebano.
Ha preso quindi la parola il Sindaco, Vincenzo d’Avanzo, per una comunicazione riguardante la costruzione della piscina. Il Sindaco ha spiegato che il Concessionario non ha rispettato i tempi e gli impegni, come è facilmente verificabile a vista. Inoltre, il 5 marzo 2010, i consiglieri di minoranza hanno protocollato una diffida chiedendo la revoca della convenzione nei confronti dell’Amministrazione minacciando altrimenti un ulteriore ricorso alla Corte dei Conti dopo quelli già presentati.
Il Concessionario lo scorso mese di settembre ha chiesto un riequilibrio del piano economico-finanziario sollecitando al Comune l’erogazione di un contributo a fondo perduto per 638.000 €, un
contributo annuale per il servizio alle scuole di 130.000 €  e una proroga della concessione sino al 2039. L’amministrazione ha respinto queste richieste.

A questo punto le soluzioni possibili sono due, ha spiegato il Sindaco:

1) rilevare la quota del gestore che sta edificando la struttura. Si tratta del 70%  di proprietà di una società composta per il rimanente 30% dalle tre aziende costruttrici.
Sono state effettuate delle perizie sul valore della società e si è trovato un accordo che prevede l’acquisizione delle quote del Concessionario (il 70% appunto) per un valore di 300.000  €.
In sostanza il Comune di Cesano Boscone, spendendo 300.000 €, rileva le quote di maggioranza della società che sta edificando la piscina e ne diventa il gestore. Ovviamente dovrà rilevare anche i costi già assunti da questa società.
Il costo complessivo dell’opera nel 2009 era stimato in quasi 6 milioni di euro.
Oppure, in alternativa:
2) risoluzione per inadempimento del contratto, ipotesi questa che aprirebbe probabilmente un lungo contenzioso giudiziario e che allontanerebbe ad un tempo indefinito la realizzazione della piscina.

Le ragioni proposte dal Sindaco a spiegazione delle ragioni per cui oggi ci si trova in questa situazione sono state così riassunte:

  1. il cimitero, che è un servizio essenziale (a differenza della piscina), a proposito del quale la minoranza consigliare ha presentato un esposto alla Corte dei Conti;
  2. un tentativo di usucapione del terreno in via salvo D’Acquisto;
  3. i contenziosi legali a proposito degli espropri dei terreni su cui formare il Parco Natura;
  4. il contenzioso con Rete Ferroviaria Italiana a proposito del parcheggio di fronte la fermata della linea ferroviaria Milano-Mortara;
  5. il contrasto con le categorie commerciali a proposito della chiusura del centro storico e necessità di un parcheggio auto.
Pare di capire, ma è un’interpretazione nostra, che il sindaco con questo elenco abbia voluto rimarcare i problemi di cui si è dovuto occupare e che ne hanno distolto l’attenzione.

La piscina non è un servizio essenziale, ha ribadito il Sindaco. Il consiglio comunale può indicare soluzioni utili al completamento dell’impianto sportivo.

A questo punto, terminata la propria comunicazione, il Sindaco ha fatto distribuire a tutti i consiglieri un documento di 4 pagine preparato dalla Direzione Generale. Il documento riassume i principali passaggi della vicenda piscina con i relativi costi, e ci permette di scrivere questo articolo con un minimo di chiarezza.

La cosa strana è che il documento sia stato reso disponibile ai consiglieri solo durante la riunione e non nei giorni precedenti. Inoltre lo stesso documento, assente dal sito internet del Comune, era presente la mattina stessa di martedì 25 sul sito del PD cesanese.

Per regolamento una comunicazione non deve essere votata o discussa. Tuttavia era stato convenuto che i capigruppo avrebbero potuto commentare.

Ha preso quindi la parola Santi Raimondo, del Popolo della Libertà. Il PdL vuole la piscina e le azioni amministrative prese dalla minoranza sono legittime e meritorie in quanto tese  a mettere in guardia sui rischi . Il sindaco, ha proseguito Raimondo, ha sempre avuto un atteggiamento arrogante col PdL. Se si fosse intervenuti per tempo forse oggi la piscina sarebbe già conclusa. C’è una forte divergenza tra il Concessionario ed il Comune, il Concessionario sotiene che il Comune debba farsi carico dei costi derivati dalla variante deliberata dalla Giunta Comunale nel maggio 2009.
La responsabilità di trovare una soluzione spetta al Sindaco ed alla Giunta, sperando che l’accordo trovato non penalizzi la cittadinanza.
Raffaele Angiolicchio, della Lista Civica per D’Avanzo Sindaco,  ha sostenuto che la piscina la volle la Sindaca Brembilla e che l’attuale amministrazione non abbia alcuna responsabilità.
Alessandro Cozzolino, della lista civica La Svolta, sostiene che quello della piscina sia un grande pasticcio. A maggio 2009 la Giunta ha autorizzato opere aggiuntive per un milione di euro, che hanno permesso a Sport Management di sospendere i lavori senza subire penali.
La Svolta si riserva di esprimere il proprio giudizio quando verrà richiesto.
Daniela Molteni della Lega Nord ha lamentato come la documentazione non sia sufficiente a capire cosa sia successo. Certamente l’Amministrazione doveva intervenire prima. La Lega vuole la piscina, ma la soluzione spetta a chi amministra.
Giovanni Addonisio, del Nuovo Gruppo per l’Unione, ha parlato di telenovela piscina. Inutile la ricerca di responsabilità. Si è dichiarato favorevole all’acquisizione delle quote ed ha, richiamato tutti all’assunzione di responsabilità.
Alfredo Simone Negri , del Partito Democratico, ha parlato di situazione complessa. Non è stata la delibera del maggio 2009 ad affossare il Concessionario che era già in difficoltà.
A differenza dei suoi colleghi di coalizione Negri ha ammesso che la responsabilità politica della mancata realizzazione della piscina, spetti alla maggioranza. Assunzione di responsabilità apprezzata anche dall’opposizione. Ora la piscina dobiamo farla, perchè l’abbiamo promessa in campagna elettorale. Il PD, ha concluso Negri, ha collaborato propositivamente alla ricerca di una soluzione ed è favorevole all’acquisizione delle quote di maggioranza.

In conclusione ha voluto riprendere la parola il sindaco il quale ha esordito in questo modo:

“dovevo nascere muratore o idraulico per poter dare una mano”.  “Non era possibile chiedere le sanzioni prima che l’opera sia conclusa” ha poi proseguito, “ora è il momento di dimostrare coi fatti se la minoranza vuole davvero la piscina” . “Il centro sportivo è stato sfortunato, come capita nella vita. E la sfortuna non è coniugabile con le responsabilità. Se vogliamo aprire la piscina all’aperto, almeno per una parte della stagione estiva, il consiglio comunale può esprimere un indirizzo nelle prossime settimane”.

Così, declinando qualunque responsabilità politica ed amministrativa ed in evidente polemica col capogruppo del Partito Democratico Simone Negri, il Sindaco ha concluso la comunicazione.

Ci permettiamo però di rilevare questo: dei due Project Financing stipulati a Cesano, nessuno ha mantenuto le promesse . Uno doveva dare a Cesano un nuovo cimitero l’altro una struttura sportiva con piscina all’aperto ed al chiuso, senza costi per la cittadinanza. In entrambi i casi il Comune è stato chiamato in causa dall’operatore privato ed ha dovuto mettere mano al portafoglio.

Non sappiamo se sia stata sfortuna, incapacità, una miscela tra le due cose. Quello che è certo è che entrambi i project financing sono stati fallimentari.

E la piscina chissà quando arriverà.

 

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