NOTE A MARGINE del Consiglio Comunale del 28 gennaio 2009

NOTE A MARGINE del Consiglio Comunale del 28 gennaio 2009

Le parole sono importanti per tutti, si sa. Ma per una persona che parli in pubblico essere attenti a ciò che si dice diventa di grande importanza. A maggior ragione se si riveste un ruolo politico.Più il ruolo diventa importante, maggiore dovrebbe essere l’attenzione del parlante per quello che dice.

Le “gaffe” di Berlusconi, vere o volute che siano, sono lì a dimostrazione della validità di questo concetto.
Per questa ragione l’altra sera ci siamo molto sorpresi nel sentire il nostro sindaco usare due espressioni.
La prima di queste è stata: “sviluppo urbanistico”.
Sviluppo urbanistico?  A Cesano?   Cosa significa, costruire ancora case e case e case?
Abbiamo meno di 4 chilometri quadrati di territorio e siamo in oltre 24.000 abitanti: più di 6.000 persone per Km quadrato. E c’è chi ancora parla (e quindi pensa) in termini di sviluppo urbanistico???
Ci piacerebbe che la campagna elettorale per le amministrative di giugno affrontasse con chiarezza questo tema: Cesano può, deve svilupparsi ancora urbanisticamente oppure è arrivato il momento di ragionare in altro modo?
L’altro sorpresa l’abbiamo avuta quando abbiamo sentito il Sindaco, ancora lui, riferirsi ad Acquaviva delle Fonti (BA) come  “il mio paese”.
Ora, Vincenzo D’Avanzo abita a Cesano Boscone dal 1962. Qui vive da quando aveva 16 anni. Qui ha famiglia e lavoro. Qui esercita l’incarico di primo cittadino dal 13 giugno 2004.
Credo ci possano essere tutti gli estremi per pensare che il “suo paese” sia Cesano Boscone.
L’altro sarà il paese d’origine, dove è nato, da dove viene lui e la sua famiglia.
Può sembrare una questione di lana caprina, ma a mio parere non lo è.
Esiste, o almeno esisteva, una profonda differenza tra l’idea di cittadinanza della sinistra e quella della destra. L’idea della destra è quella del legame di sangue; sei italiano anche se sei nato in America perchè tuo padre, tuo nonno, tuo bisnonno erano italiani.  A sinistra invece la si pensava diversamente: sei qui, vivi con noi, lavori con noi, paghi le tasse come noi, mandi i tuoi figli nelle stesse scuole dove li mandiamo noi…..quindi sei uno di noi!
A ben pensarci è un tema di una certa attualità….
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