Consiglio comunale di martedì 20 luglio 2010.

Seduta aperta da un ordine del giorno illustrato dal consigliere Ennio D’Ercole del PdL. L’OdG chiedeva che il preannunciato passaggio dei componenti la squadra di manutenzione dalle dipendenze del Comune a quelle della società patrimoniale fosse definitivamente sospeso in quanto la Legge Finanziaria in discussione al Parlamento prevede che tutte le società create dai comuni inferiori ai 30.000 abitanti, come appunto la Progetto Cesano, debbano venire sciolte entro il 31 dicembre 2011. Non avrebbe dunque più alcun senso far passare ora questi lavoratori alle dipendenze della Progetto Cesano srl per poi doverli riprendere alle dipendenze dirette del Comune il prossimo anno. Questa proposta, definita “pleonastica” dal sindaco in quanto comporta un’azione che sarà resa obbligatoria dalla legge è stata votata da tutti i consiglieri all’unanimità, ma ovviamente con accenti differenti.
Alcuni consiglieri di maggioranza, Addonisio per esempio, hanno sottolineato con rammarico come questo scioglimento privi i comuni della necessaria elasticità. Per esempio grazie alla patrimoniale era stato possibile assumere del personale che lavora per il comune, di fatto aggirando il blocco delle assunzioni. Ora questo personale, assunto direttamente dalla Progetto Cesano rischia, con lo scioglimento, di rimanere senza lavoro. Il Sindaco ha comunque garantito il massimo sforzo per impedire che ciò avvenga. Augurandoci che sia così non riusciamo a non rilevare l’incongruenza di uno Stato che da una parte obbliga gli enti Locali a bloccare le assunzioni, mettendoli in grave difficoltà, dall’altra permette loro la costituzione di società di diritto privato, interamente possedute dai comuni, con le quali quegli stessi blocchi venivano aggirati. Era ovvio che questa situazione venisse, prima o poi, sanata obbligando tutti a dei comportamenti più coerenti. Come pare certo che la strenua battaglia portata avanti da questo gruppo di operai, che ha raggiunto il culmine quando quasi tutti i dipendenti comunali hanno scioperato ben due volte, è stata finalmente vinta non perchè l’amministrazione si sia ravveduta ed abbia mutato opinione ma solo perchè costretta da disposizioni di legge.

Il Consiglio ha quindi iniziato una discussione per approvare uno Statuto della Festa Patronale.

Ha quindi preso la parola il sindaco, il quale ha ricordato come l’attuale Festa Patronale sia ormai alla sua trentesima edizione e che quest’anno (un fatto importante; l’ha definito) verrà proclamata la Madonna del Rosario come patrona della città di Cesano Boscone.
La festa ha rappresentato tutte le regioni d’Italia presenti a Cesano e negli ultimi 5 o 6 anni ha visto la presenza di tutte le parrocchie cesanesi, grazie anche alla multiculturalità ed alla presenza di varie etnie .
Quest’anno, ha proseguito il sindaco, sarà la volta di Palestina e Israele e dell’Abruzzo.
Cade quindi a proposito la costituzione del Comitato per una  Festa che ha il patrocinio della Regione e della Provincia.

Il Sindaco non ha illustrato nulla del regolamento che il consiglio si apprestava a votare in quanto “già discusso in commissione istituzionale”. Non possiamo aggiungere molto a questo proposito perchè, come già ricordato in precedenti occasioni, le riunioni delle commissioni sebbene aperte a tutti non vengono mai pubblicizzate, e quindi nè i cittadini nè  la stampa locale riesce ad assistervi. Inoltre alla stampa locale non viene mai fornito nessun tipo di materiale o di informazione prima dei consigli comunali, impedendoci di raccontare altro che le poche cose che si sentono durante le discussioni pubbliche in consiglio.

Nello specifico ci pare di aver capito questo: esiste un Comitato Esecutivo della Festa che sarà composto dalle tre Parrocchie di Cesano e dal Sindaco. Il Direttore della Festa sarà scelto dal Parroco della Chiesa di San Giovanni Battista sentito il Sindaco.
Inoltre è stato proposto, dal capogruppo del PD Negri, un emendamento che si propone di individuare tre persone, tra  quelle che compongono il comitato, per responsabilizzarle rispetto alla compilazione del Bilancio della Festa Patronale. Bilancio che sarà reso pubblico obbligatoriamente.
Raimondo, del PdL, ha chiarito che lo scopo dello Statuto sia quello di disciplinare e rendere più trasparente l’organizzazione della festa, mentre Mainardi, Lista La Svolta, ha sottolineato come nel Comitato i rappresentati del Consiglio Comunale presenti siano solo 3 sul totale di 16 componenti (poi ce ne sono 6 delle Parrocchie, 4 dei quartieri, 1 della Sacra Famiglia), e questo, ha detto Mainardi non pare coerente col fatto che la festa 2009 sia costata 167.000 euro di cui 80.000 messi a disposizione dal comune. Quindi contribuiamo per il 50% ma contiamo solo per il 20% ?
Altri coniglieri intervenuti, Addonisio, Ursino, Robbiati, hanno sottolineato come ci sia la necessitàdi andare verso una maggiore sobrietà della festa.
Negri ha dichiarato che ora lo statuto getta le basi per i futuri cambiamenti della festa che verrà. Questo è un passo avanti verso un pieno coinvolgimento di tutte le Parrocchie. Inoltre, ha proseguito Negri, ora sarà possibile controllare il bilancio della festa, che verrà pubblicato sul sito internet. Altri soggetti dovranno essere coinvolti dal Comitato e già da ora il consiglio Comunale dovrebbe dire che il prossimo anno non potremo rendere disponibili 80.000 euro per la festa.
La festa deve contemperare sia le componenti religiose che quelle laiche.
Addonisio ha sottolineato come non sia importante  se la festa sia o meno religiosa, ma che sia popolare e partecipata. Anche lui come Ursino ha pronosticato una minore spesa per le future edizioni.
Infine, tra chi ha ricordato come la festa sia un’importante occasione di lavoro per i commercianti del centro (Tango) e chi ha sottolineato che per la prima volta nel 2010 ci sarà l’attivazione di un gruppo di giovani per i giovani (Petti) il sindaco in conclusione ha voluto ricordare che senza il Comune la Festa Patronale passerebbe alle Parrocchie e che la scelta fatta sia stata quella di unire nella festa momenti religiosi a momenti laici, “noi abbiamo scelto di rinunciare alla sagra di paese 30 anni fa” ha aggiunto. Alla festa di Cesano vengono persone da tutti i paesi del milanese, si stimano in 80.000 – 100.000 le  presenze.
Infine il sindaco ha ricordato che anche sui costi si tratti di questioni di scelte: “o si lotta contro i tagli oppure no” ha detto, lasciano forse intendere, ma è una nostra interpretazione, di non essere troppo convinto della necessità di ridurre i costi della festa.
Sinceramente, a commento della discussione, non possiamo non dirci perplessi. La festa, che su questo giornale abbiamo più volte criticato negli ultimi anni, pare andare avanti ignara di qualunque osservazione o suggerimento. Sembrava già lunga quando durava oltre 10 giorni, ed ecco che quest’anno viene annunciato un calendario che va dal 3 al 20 di settembre.
Da registrare sotto il segno positivo solo due punti: il primo è che finalmente il consiglio comunale ha, per una volta, discusso in qualche modo della festa. Non lo aveva mai fatto negli ultimi anni. Certo, nessuno ha messo seriamente in discussione l’impianto della festa, la sua durata, i suoi contenuti culturali. Solo qualche accenno alla necessità di ridurre i costi in futuro, nulla di più.
L’altro punto positivo è quello relativo alla pubblicizzazione del bilancio della festa. Il nostro giornale, anche recentemente, ha provato a chiedere al Comune copia del bilancio. Dopo settimane di attesa ci fu risposto di rivolgerci al Presidente del Comitato Festa Patronale, il quale, semplicemente, si è rifiutato di darcelo.
Naturalmente noi ne siamo venuti in possesso lo stesso, grazie alla cortesia di qualche consigliere comunale, e nei prossimi giorni metteremo questi bilanci sul nostro sito internet. Una festa che nel 2009 è costata ben 167.000 euro, ma nel 2008 era arrivata a 194.000 e nel 2007 a 197.000 euro merita una organizzazione più strutturata di quella sin qui vista. Come pure pensiamo sia importante che venga rivista tutta la filosofia ispiratrice della festa stessa. Sono passati 30 anni, appunto, e si sentono.
Quella che era un’organizzazione funzionale ad un accordo politico tra parti fino ad allora avverse, diciamo Compagnia delle Opere e Lega della Cooperative, oppure Comunione e Liberazione e  PCI-PdS-DS oggi dovrebbe evolversi e indirizzarsi su altre strade.
Questa riteniamo sia la necessità, ma da quanto abbiamo sentito ieri sera, dubitiamo fortemente che questo ceto politico possa e voglia imboccare questa strada.
Non ci rimane dunque, anche in questo caso come in quello della Progetto Cesano, che confidare nell’azione di “San “ Giulio Tremonti, il tagliatore di bilanci pubblici.  Come dire: non sempre tutto il male viene per nuocere!

 

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