Comunicazione del Sindaco Vincenzo D’Avanzo nel Consiglio comunale del 15 marzo

Comunicazione del Sindaco Vincenzo D’Avanzo nel Consiglio comunale del 15 marzo
notizia pubblicata in data: venerdì 18 marzo 2011
Egregio presidente. Cari consiglieri e consigliere di maggioranza e di minoranza.
Ho chiesto di fare questa comunicazione in apertura di Consiglio comunale perché credo sia doveroso, oltre che rispettoso nei confronti di questa autorevole assise, ma anche di tutti i cittadini, dare una risposta precisa alla richiesta di dimissioni avanzata nei miei confronti.
Dopo i chiacchiericci, le prese di posizione da parte di alcuni esponenti dei partiti di centrosinistra, come di centrodestra, fino alla diffusione agli organi di informazione – quindi senza alcun rispetto per le istituzioni e le leggi – di una mozione di sfiducia che questo Consiglio tratterà in una delle prossime sedute, ritengo fondamentale fare un’importante comunicazione a tutti e tutte voi che rappresentate il massimo organo di garanzia delle istituzioni locali.
Prima di farla, però, credo sia indispensabile spiegare le ragioni della mia scelta, che, in coscienza, ritengo da parte mia irrevocabile.
Nel 2009, contestualmente all’arresto dei vertici della società Kreiamo spa, sono stati resi pubblici i contenuti di una relazione della Direzione nazionale antimafia, all’interno della quale vi erano specifici riferimenti a una serie di intercettazioni che gli indagati avevano intrattenuto con diverse persone, fra le quali anche il sindaco. Intercettazioni, e lo voglio dire con chiarezza per evitare qualsiasi equivoco,che riguardavano solo ed esclusivamente coloro che sono stati indagati, sottoposti ad avviso di custodia cautelare e poi condannati. E fra questi ovviamente non ci sono io.
Nella documentazione, molti di voi, sia dei partiti di maggioranza sia di minoranza, ricorderanno che erano contenuti numerosi omissis. Non perché gli investigatori e i magistrati volessero nascondere qualcosa, ma semplicemente, come è stato appurato con certezza in seguito, perché tutte le parti senza alcuna rilevanza penale erano state stralciate, in quanto ritenute assolutamente irrilevanti sotto tutti i punti di vista, dalla relazione finale e dai dispositivi dei Gip che avevano convalidato le richieste dei Pm di arrestare persone ritenute colluse, a vario titolo, con organizzazioni criminali, riconducibili in particolare alla ‘ndrangheta.
Le indagini condotte dalla Procura milanese, voglio ricordarlo, riguardavano un filone ben preciso: cioè le collusioni tra amministratori o funzionari pubblici e soggetti malavitosi o comunque imprenditori che erano scesi a patti con organizzazioni criminali.
L’intento era di scovare corrotti e corruttori. E devo riconoscere, come sicuramente molti di voi, che è stato fatto un ottimo lavoro. Da una parte sono stati fatti riscontri accurati su tutte le persone che, a vario titolo, erano in contatto o erano entrati in contatto con gli indagati, in un primo tempo solo sospettati di essere collusi con la ‘ndrangheta e poi, invece, arrestati e condannati. Persone facilmente riconoscibili in una cittadina come la nostra. Imprenditori edili, progettisti, consiglieri comunali, segretari di partito, capigruppo in consiglio comunale, assessori, giornalisti di testate locali.
Per ciascuno di loro sono state condotte accurate indagini, così come, ne sono certo, sulla mia persona. Non posso chiaramente rispondere di come siano andate le cose per gli altri. L’unica cosa di cui sono sicuro e che voglio far sapere con chiarezza a tutti voi, cari consiglieri e consigliere, è che io non sono mai stato né indagato, né sentito. Perché? Forse perché le chiacchierate telefoniche tra me e Alfredo Iorio, che conosco da quando era bambino, sono state considerate senza alcuna rilevanza penale. Anzi, dirò di più. Sia la magistratura sia gli investigatori hanno voluto evidenziare che il mio comportamento, come quello dei funzionari comunali, è sempre stato trasparente e corretto, rispettoso delle leggi e delle istituzioni, riconducibile in una normale dialettica tra una persona che rappresenta un’istituzione e imprenditori, allora non inquisiti, che operavano sul nostro territorio. E con i quali mezza Cesano aveva relazioni a vario titolo.
Mi riferisco a intercettazioni che risalgono al 2008, a due anni e mezzo fa, e conosciute fin dal 2009. Eppure qualcuno ha voluto, io credo strumentalmente e non senza secondi fini, ritirarle fuori. Anzi,portare alla luce solo una decina delle quasi duecento pagine di intercettazioni, per mettere in cattiva luce un sindaco che ha fatto sempre del rispetto della legalità e della difesa del bene pubblico dei principi irrinunciabili.
Guarda caso in un momento molto complicato per le autonomie locali, per Comuni come il nostro messi in ginocchio da politiche scellerate e spregiudicate di un governo nazionale che non permette di dare risposte concrete alle domande dei nostri cittadini. E intendo risposte relative alla manutenzione stradale, dell’illuminazione pubblica, delle grandi opere che non si possono portare avanti senza le risorse necessarie. Decisioni folli, che ci impongono di non spendere risorse che abbiamo a beneficio della città e dei cittadini.
Un estratto di intercettazioni, guarda caso, diffuse in un momento in cui stiamo lavorando al nuovo Piano di governo del territorio. Stiamo cercando di tracciare un nuovo volto sostenibile alla nostra Cesano, salvaguardandola anche per il futuro da qualsiasi tentativo di speculazione.
Di fronte a uno scenario come quello che si è delineato nell’ultimo periodo, dove chiunque, di ogni parte politica, si è voluto ergere a paladino della legalità o, forse meglio, di un discutibile giustizialismo credo siano doverose due precisazioni. Una da sindaco e una da cittadino.
Come sindaco, voglio confermare che ho incontrato gli imprenditori del piano di intervento Demas, istruito dagli uffici tecnici da molto tempo. Gli imprenditori mi hanno chiesto di verificare se vi fossero le condizioni per portare il piano all’attenzione del Consiglio comunale. Così ho informato, come è mia abitudine, tutti i componenti della Giunta e i consiglieri dei gruppi di maggioranza, al fine di prendere la decisione giusta nell’esclusivo interesse della città. Credo che questo sia un preciso dovere di un sindaco.
Come cittadino, voglio porre a ciascuno di voi una domanda: chi può negare di aver avuto, a vario titolo, delle relazioni con la famiglia Iorio? Io, in piena onestà, lo ammetto, anche perché gli Iorio erano molto conosciuti. La mamma di Alfredo è stata per dieci anni consigliera comunale, negli anni Settanta, della Democrazia cristiana. Il padre era anche lui della Dc, poi è diventato socialista. Era uno stimato funzionario comunale e non ha mai negato di voler sostenere il suo partito e i suoi esponenti, alcuni dei quali siedono anche in questo Consiglio comunale, sia tra i banchi della maggioranza sia tra quelli dell’opposizione. Poi Achille Iorio è passato, nel 2004, a Forza Italia oggi Popolo della libertà, dove è rimasto capogruppo fino alla sua tragica scomparsa, nel 2008. Alcuni di voi ricorderanno che io stesso, in qualità di sindaco, tenni il discorso in occasione della cerimonia funebre. Una cerimonia dove erano presenti migliaia di persone.
Credo che allora nessuno potesse mettere in dubbio i comportamenti dei figli.
Io, per la mia onestà intellettuale, etica e lealtà politica e privata, non ho mai parlato di soggetti, di persone che hanno avuto rapporti con Alfredo come di gente che avesse leso l’immagine della politica.
Di fronte a questo tentativo di gettare fango sulla mia figura e sulla mia persona, con la maldestra volontà di sovvertire l’ordine istituzionale, io vi dico che resto al mio posto, perché ho la coscienza a posto. Disposto a qualsiasi confronto, non consento a nessuno, e ribadisco a nessuno, di mettere in dubbio la mia integrità morale, il mio senso civico, il mio rispetto per le istituzioni e per le leggi.
Non ho mai utilizzato le istituzioni che rappresento per fini personali. Non sono il cittadino più ricco di Cesano Boscone, ma sicuramente tra i primi contribuenti. Non ho mai percepito somme in nero, né avuto mai bisogno di fare affari con chicchessia.
Per tutte queste ragioni ho dato mandato ai legali, per quanto sarà possibile utile e opportuno, al fine di tutelare la dignità e onorabilità mia personale e delle istituzioni che rappresento,in relazione alle cose dette e scritte.
Il sindaco
Vincenzo D’Avanzo
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Una risposta a Comunicazione del Sindaco Vincenzo D’Avanzo nel Consiglio comunale del 15 marzo

  1. RUBY ha detto:

    “”””” SIAMO CERTI CHE ANCHE CON IL VOSTRO AIUTO CI RIUSCIREMO.”””” ….che in termini di campagna elettorale significano V O T I !!!!!!!!!!!!!

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