La risposta di D’Avanzo a David Gentili

Riprendiamo dal sito dell’Incontro un intervento con cui il Sindaco D’Avanzo risponde alle dichiarazioni del consigliere milanese del Partito democratico David Gentili.
qui l’intervento di Gentili o anche qui
tratto da: http://www.lincontro-cesano.it
Ancora D’Avanzo: in un lungo comunicato la risposta alle accuse di questi giorni
MARTEDÌ 29 MARZO 2011 10:50 REDAZIONE
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David Gentili: il consigliere in cerca di visibilità
In Consiglio comunale a Milano nelle fila del Pd, spara a destra e a manca falsando la realtà, senza confronto e senza documentarsi
” 

È passata quasi una settimana da quando un consigliere comunale di Milano, David Gentili, ha deciso di attaccarmi sul nulla, scrivendo a tutti i giornali. In un primo momento avevo deciso di non rispondergli, perché contrariamente a lui, io sono una persona corretta, che rispetta i ruoli e l’organizzazione del Partito democratico del quale faccio parte. E quindi ho continuato il dialogo e il confronto, già iniziato oltre un mese fa, all’interno del mio partito prima e della maggioranza tutta poi. 

Non avrei voluto alimentare una polemica e un modo populista di far politica, che rischia solo di disorientare, di confondere i cittadini, di disaffezionarli. Un populismo dal quale il Pd deve necessariamente prendere le distanze, altrimenti si rischia di non essere credibili. Se si tratta di difendere la legalità, non mi tirerò mai indietro. Se invece si intende percorrere la strada del becero giustizialismo, allora non ci sto. Perché se vogliamo essere un partito riformista, dobbiamo necessariamente rigettare i metodi che altre forze politiche hanno fatto propri, rinnegando persino il rispetto della persona.

Però mi sembra sia doveroso dire basta! E non lo faccio solo per me, ma per tutti quei cittadini che mi hanno votato, per tutti quei candidati nelle mie liste che hanno deciso di essere dalla mia parte riconoscendo in me onestà, impegno, rispetto. Lo faccio per tutti gli assessori, per i consiglieri della mia maggioranza, che hanno deciso di mettere a disposizione il loro tempo, la loro passione, le loro conoscenze e professionalità per affrontare insieme una sfida difficile: governare una città complessa come Cesano, con le restrizioni imposte dal governo centrale.

Dico basta perché il livore di David Gentili, che non ho mai incontrato nonostante lo avessi chiesto, mi pone di fronte a un interrogativo: perché e per chi lo fa? È un sospetto angosciante. Se lo chiedono tutti i cittadini cesanesi. Forse perché non sono mai sceso, non scendo e non scenderò mai a compromessi con nessuno?

David Gentili mi accusa di volermi difendere sui giornali e non davanti ai garanti del partito. Se si fosse minimamente informato con la segreteria metropolitana milanese del nostro partito avrebbe saputo che il confronto interno è iniziato da tempo e le risposte sui giornali sono arrivate solo dopo che alcuni esponenti dell’estrema sinistra, anche loro evidentemente in cerca di visibilità, hanno deciso di esternare delle considerazioni del tutto gratuite. Ho incontrato tre volte il segretario milanese del Pd e ho spiegato per filo e per segno cosa fosse accaduto e il perché di quelle telefonate. Ho anche ribadito di voler rispettare alla lettera le indicazioni del partito e che mi sarei presentato davanti ai Garanti nel momento in cui la segreteria milanese me lo avesse chiesto.

David Gentili, estrapolando strumentalmente una frase da una mia lunga risposta a una richiesta avanzata da un giornale locale, ha usato la solita strategia giustizialista del non poteva non sapere. E pone delle domande, alle quali non ho certo timore di rispondere.

La prima è se è giusto che un sindaco chieda a un imprenditore di assumere una persona. Non meriterebbe neanche una risposta, vista la sua banalità. Evidentemente il consigliere non sa che un amministratore pubblico deve avere costanti relazioni con il proprio territorio e cercare di aiutare chi ha bisogno. Una richiesta di colloquio credo non solo sia legittima, ma doverosa. L’importante è lasciare libera scelta all’impresa stessa. Tanto è vero che il professionista che avevo segnalato non ha mai lavorato per la società Kreiamo.

Alle altre due, sul come faceva a non sapere che Alfredo Iorio e Andrea Madaffari erano indagati, rispondo che nel mio precedente mandato ho ricevuto più di 7000 persone, e a tutte ho cercato di dare una mano nei limiti del possibile, nel rispetto del ruolo di un sindaco e sempre nella legittimità degli atti. Senza mai utilizzare le istituzioni per scopi personali, politici e/o economici. Perché concetti quali onestà, eticità, senso del dovere sono nel mio dna.

Proprio in virtù di quanto detto, citare la relazione di Ferdinando Pomarici e i riferimenti all’ex assessora provinciale Bruna Brembilla sono chiaramente strumentali e nascondono evidentemente un conflitto politico interno del quale non mi interessa far parte. Non sapevo del passato del padre di Andrea Madaffari, perché all’epoca ero forse poco più che trentenne e dedito a altro.
Una mia leggerezza non averlo saputo? Forse. Però ho sempre cercato di amministrare con attenzione la mia città, forse concentrandomi troppo (è una colpa?) sui numerosi problemi che mi sono trovato di fronte, anche quelli di sfidare frontalmente la ‘ndrangheta quando nel corso delle ultime elezioni ha deciso di scendere direttamente in campo. Cosa che ho saputo da rappresentanti delle forze dell’ordine.

Poi Gentili, che non conosce i fatti e non si documenta, racconta una grande falsità affermando che Iorio “avrebbe portato a casa la delibera prima della chiusura del mandato” e che avrebbe dovuto convincere un “consigliere di opposizione a non opporsi”. Ma mi faccia il piacere! Almeno si legga bene i verbali dei quali è in possesso.

Giusto per informare tutti coloro che non conoscono i fatti (e tra questi anche il consigliere regionale Giulio Cavalli), il Piano Demas è stato portato in Consiglio comunale non per far contento il signor Iorio e la sua società, ma perché avevamo ricevuto un’esplicita richiesta dei proprietari dell’azienda cesanese con la quale si sottolineava che l’approvazione entro maggio del Programma integrato di intervento (relativo all’ampliamento della superficie commerciale senza opere aggiuntive) avrebbe garantito l’assunzione di oltre una decina di persone. Il progetto era stato presentato dalla Kreiamo perché i proprietari della Demas si erano rivolti, così dissero ai nostri uffici, al più grande studio di progettazione del sudovest. Il Piano – che come hanno verificato anche gli investigatori incaricati dalla Magistratura, era un atto dovuto – NON è però stato approvato, caro consigliere Gentili, “prima della chiusura del mandato”, ma addirittura cinque mesi dopo!

La telefonata intercettata, concordata con tutti i consiglieri della maggioranza, riguardava la pregiudiziale d’urgenza, proprio per assicurare posti di lavoro, che però doveva essere votata da tutti, altrimenti non se ne sarebbe fatto nulla. Siccome ciò non è avvenuto, ho telefonato, concordandolo con tutti i consiglieri della maggioranza, ad Alfredo Iorio, in quanto referente locale di tutto il centrodestra (il coordinatore locale del Pdl era un componente del suo studio), dicendogli che il Piano non sarebbe stato votato. E il Consiglio è stato sciolto.

Altra cosa sono le continue pressioni su altre questioni portate avanti da un consigliere di minoranza che aveva sostituito il padre deceduto di Alfredo Iorio. Una cinquantina di istanze anche alla Corte dei Conti, al Corecom e al Prefetto, tutte finite in un nulla di fatto, che però avevano sovraccaricato gli uffici comunali e messo sotto pressione la politica locale nel periodo pre elettorale, già difficile dopo la scelta di un assessore socialista di lasciare, nell’agosto 2008, la Giunta e candidarsi come sindaco del centrodestra.

Ultima questione riguarda l’assessore Francesco Francica, nei confronti del quale Gentili insiste sulla linea del non poteva non sapere. Non sapere cosa? Il presidente di un Collegio dei revisori dei conti di una spa, ripeto, esercita un controllo legale sui conti e non entra nel merito della gestione. Se altre società del gruppo, tutte srl, avevano una “contabilità occulta”, alla spa poteva non risultare. Tanto è vero che lo stesso Commissario giudiziale, nominato dal magistrato che ha coordinato l’inchiesta, ha chiesto al professionista di rimanere al suo posto, dopo aver accertato per filo e per segno la correttezza del suo operato.

A questo punto credo che il Pd provinciale dovrebbe verificare quali sono gli inquietanti secondi fini del consigliere Gentili, che dovrà pur giustificarsi davanti ai Garanti del partito!

Vincenzo D’Avanzo

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