Ancora sui cani

Di ritorno da una vacanza in Sicilia un’amica mi dice: “se penso a Milano mi vengono in mente i tanti cani che vedo. Se penso alla Sicilia invece penso ai bambini. Lì ce ne sono tantissimi”.
Pensandoci mi rendo conto che è vero: qui da noi moltissime persone hanno un cane. In primavera il Sindaco scrisse che a Cesano Boscone (quel pezzo di Milano dove abitiamo noi) risultavano registrati oltre 600 cani, ma che secondo le stime della Polizia Municipale ce ne sarebbero almeno 3.000 . Il cane è, tra tutti gli animali, quello che meglio riesce a vivere assieme all’uomo. Addomesticato oltre 10.000 anni fa per aiutare nella caccia e nell’allevamento, si è dimostrato utile in tante altre attività. Pensiamo ai cani poliziotto, a quelli usati in caso di valanghe o terremoti. Ma l’utilizzo oggi prevalente è quello di animale da compagnia. Viviamo assieme ad una cane per il piacere che ci dà la sua presenza in casa, per l’affetto e la dedizione che ci dimostra sempre. Un affetto senza SE e senza MA. Non importa chi siamo, se uomini o donne, giovani o vecchi, galantuomini o furfanti. Il cane, se lo trattiamo bene, ci accoglie sempre con grandi feste, con grandi dimostrazioni di gioia. Non a caso molti psicologi consigliano alle persone che soffrono di depressione, o alle persone anziane che vivono sole, la compagnia di un cane. Perchè il cane si relaziona con la persona, le ricambia l’affetto ricevuto moltiplicandolo, la costringe ad uscire di casa più volte al giorno, obbligandola pertanto a muoversi, a socializzare con altri, la fa sentire importante e gratificata. Ecco alcuni dei motivi che spingono molti di noi ad avere un cane in casa. Tante persone che compiono la stessa scelta pongono una domanda a chi amministra il territorio: cosa fai tu amministratore per gestire al meglio questa realtà? La presenza di tanti animali può generare conflitti con chi la tollera poco, i cani possono anche non piacere a tutti, giustamente. Allora si tratta di trovare le giuste modalità di convivenza, quel compromesso che non sacrifichi nessuno. Ed è esattamente questo il compito affidato a chi amministra, un compito pertanto politico in senso proprio.
Ecco quindi la domanda: cosa sta facendo l’Amministratore Pubblico cesanese per gestire al meglio questa realtà che ha lui stesso denunciato, ovvero la presenza di 3.000 cani?
I provvedimenti presi recentemente sono stati due: la chiusura del Parco Pertini anche al solo transito, e la ristrutturazione del parco di via San Francesco con l’abolizione dell’area riservata ai cani. Due divieti quindi, senza nessuna proposta positiva. Due divieti, mi permetto di aggiungere, poco intelligenti. Sul Parco Pertini abbiamo già scritto in passato e quindi mi limiterò a sottolineare come vietare il transito (oltre che la permanenza) dei cani costituisca un grosso problema a chi debba anche solo recarsi da una parte all’altra di Cesano, costringendo a lunghe peregrinazioni. Rispetto a via San Francesco ci pare di ricordare che l’intenzione dell’Amministrazione sia quella di chiudere qualunque area cani si trovi ubicata in una posizione che obblighi all’attraversamento del parco per potervi accedere. Questo per evitare qualunque contatto tra bambini e cani (per via della 150 diverse malattie che i cani trasmetterebbero ….ricordate?).
Forse sfugge a chi prende di queste decisioni un piccolo ma importante particolare: i cani devono uscire tutti i giorni e più volte al giorno, anche solo per poter fare i loro “bisognini”. Questo significa che escono 365 giorni all’anno, in diversi orari, quindi anche quando piove, fa freddo, è notte. Se l’area cani non c’è, cosa impedisce di pensare che tutto il parco sia un’area cani? E che quindi si decida di lasciar correre gli animali dove vogliano? Non è pensabile che tutti i parchi siano presidiati dai vigili sempre, come pure è limitata nelle 24 ore la presenza degli altri cittadini. Quindi chi controllerebbe i cani ed i loro proprietari?
Ecco, a mio avviso basterebbe questa banale considerazione per comprendere come la linea scelta dal sindaco D’Avanzo su questo tema non sia destinata al successo. Così il problema non lo si sta gestendo….tutt’altro!  Forse sarebbe meglio sposare l’idea che i cani ed i loro proprietari siano una risorsa per la città. Proprio per le ragioni dette prima ci sono in giro per Cesano occhi ed orecchie che vedono e sentono tutto ciò che accade, giorno per giorno. Un gruppo consistente di persone che potrebbero esercitare un “controllo del territorio” impensabile a qualunque forza di polizia e decisamente più efficiente di 100 telecamere. Perchè non valorizzare queste persone, che vedono il formarsi di una buca prima che qualcuno ci caschi dentro, o il deposito abusivo di immondizia (a proposito ogni tanto qualcuno fa un giro intorno al nuovo cimitero? o dietro la piattaforma ecologica?)  o il teppista che rovina dei beni pubblici?
Provare a ripensare al modo migliore di trattare questo argomento ed aprire finalmente un dialogo con questa importante fetta di cittadinanza evitando di prendere in solitudine decisioni tanto draconiane quanto inapplicabili, potrebbe fare del bene a Cesano ed anche a chi la amministra.

09/09/2009

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