CANI a CESANO. In COMUNE qualcuno NON li ama…..

Per quanto ne sappiamo noi la prima vittima è stata Akira.  O meglio, i genitori della proprietaria di Akira che stavano facendo una passeggiata al Parco Natura. Akira è una dolcissima femmina di Labrador di 5 anni. Dolcissima, tranquillissima, Akira si è resa “copevole” di non essere legata al guinzaglio. Dei signori in divisa, pare appartenenti ad una associazione chiamata A.N.P.A.N.A. (crediamo sia questa) con la quale il nostro Comune ha recentemente sottoscritto una convenzione (delibera n. 20 del 2011) , gli hanno “appioppato” una multa di ben 50 euro perchè il cane (Akira appunto)  non era legata al guinzaglio.
Il Parco Natura è stato aperto un anno fa, anno passato senza alcuna regolamentazione dell’accesso al Parco. I proprietari di cani hanno frequentato liberamente l’area, come già facevano prima che il Parco fosse ufficialmente aperto e addirittura anche quando il Parco non esisteva proprio e, ovviamente hanno sempre deciso se liberare o meno dal guinzaglio in loro cani discrezionalmente.
Poi in un bel sabato di primavera dei tizi, mai visti prima, si sono presentati al Parco per la prima volta e a suon di schiaffoni (come altro definire una multa di 50 euro per un’inezia ?) hanno “fatto presente” agli ignari cittadini che era entrato in vigore un’ordinanza sindacale, cioè firmata dal Sindaco di Cesano Boscone, la n. 3 del 2011 (leggi qui) che all’art. 3 comma 1 recita: “E’ consentita su tutta l’area del parco la circolazione dei cani se tenuti al guinzaglio e sotto la diretta vigilanza del proprietario che ne risponde direttamente.
Naturalmente di questa ordinanza del Sindaco datata 5 aprile 2011 nessuno ne sapeva nulla, come nessuno sapeva nulla della convenzione con questa associazione che ha pensato bene di presentarsi a Cesano Boscone in un modo piuttosto discutibile.  La notizia ha fatto immediatamente il giro del Parco, raccogliendo commenti tutt’altro che positivi tra i tanti proprietari di cani, i quali hanno verificato l’effettiva comparsa di stralci dell’ordinanza, e nemmeno in tutte le bacheche presenti nel Parco, in quella stessa giornata.
La novità, perchè di vera e propria novità si tratta, non è stata adeguadatamente pubblicizzata dall’Amministrazione, come non lo è stata la comparsa di questi nuovi “figuri” appioppatori di multe, nel panorama cesanese.
Quindi per prima cosa diciamo che le modalità con cui la novità è stata “spiegata” ai cittadini cesanesi si sono dimostrate del tutto inadeguate.
A questo punto, in presenza di un Regolamento che ORDINA ai fruitori del Parco di attenersi a delle precise prescrizioni, non possiamo non osservare che:
1)      il Sindaco ORDINA. Ma nel Piano di Mandato del Sindaco non c’era la partecipazione alle scelte? Convocare un’assemblea dei fruitori del Parco, discutere con chi il Parco lo usa  prima di decidere nella solitudine del proprio ufficio non sarebbe stato più saggio?
2)      a Cesano Boscone ci sarebbero, la fonte è lo stesso Sindaco , almeno 3.000 cani. Vogliamo fare una media di due adulti (cioè elettori) per ogni animale? E sottolineamo la parola elettori;
3)      nel 2009, dopo una ristrutturazione del Parco Pertini, i cani (ed i loro proprietari) vennero espulsi da quel Parco. Secondo l’ordinanza sindacale n. 03/2009 (la leggi qui) i cani non possono nemmeno attraversare il Parco. Anche in questo caso nessun confronto e nessuna comunicazione preventiva alla popolazione, la cosa si seppe il giorno della riapertura del Parco. (Quella mattina chi scrive si presentò alla cerimonia di inaugurazione col proprio cane al guinzaglio. Nessuna delle “Autorità” presenti gli disse nulla. Fu il gestore del baretto, al pomeriggio, ad avvisarlo dell’ordinanza);
4)      Successivamente furono ristrutturati i parchetti di via san Francesco e via Patellani. Le aree cani presenti vennero semplicemente abolite.
Questi sono i fatti. Fatti che parlano di un atteggiamento ostile da parte di questa Amministrazione nei confronti dei cani, e quindi dei loro proprietari.
Ora parliamo del Parco Natura.
Si tratta, e su questo blog lo abbiamo già detto, dell’opera migliore compiuta da questa Amministrazione. Sono 186.000 metri quadrati di verde pubblico messi a disposizione dei cittadini, i quali mostrano di gradire . Dopo le iniziali e spesso solitarie frequentazioni dei proprietari di cani, ora al Parco Natura ci vanno tutti: podisti, mamme col passeggino, camminatori solitari o in gruppo.
Di questo successo non possiamo che rallegrarcene e rendere merito a chi lo ha pensato e realizzato.
Ovviamente, poichè le fruizioni del Parco sono diverse, possono generarsi potenzialmente dei conflitti tra utenti.
Compito di una buona e saggia Amministrazione è quello di prevenire i possibili conflitti e comunque di gestirli al meglio quando e se si manifestano.
In questo senso esprimiamo una semplice e chiara proprosta:

tutta l’area del Parco che parte da via Vespucci e da via Salvo d’Acquisto  fino alla vietta che porta al Nuovo Cimitero, venga dichiarata area di libero accesso per i cani.

Nel senso che in questo spazio i cani, a discrezione e sotto la responsabilità dei loro proprietari, possono essere lasciati liberi di correre, giocare eccetera.

Ovviamente nel rispetto delle regole vigenti: raccolta delle deiezioni e via discorrendo.

L’area a destra della stradina che porta al Nuovo Cimitero sia, come prevede l’Ordinanza sindacale, accessibile ai cani ma solo se tenuti al guinzaglio. Mentre l’area più a ridosso degli stagni rimanga interdetta ai cani.

A nostro parere questa proposta ha il pregio di soddisfare le esigenze di tutti i cittadini evitando il sorgere di conflitti fastidiosi quanto inutili.
Chi frequenta l’area dove i cani possono correre liberamente, diciamo la prima parte del Parco venendo da via Vespucci, sa che lì i cani possono correre, ruzzolare, saltare ecc . Se non lo gradisce può passare direttamente alla seconda parte del Parco, dove i cani o sono al guinzaglio o non ci sono proprio. E lo stesso vale per i padroni dei cani, che sanno di poter liberare i loro animali in una zona, ma non nelle altre.
In questo senso va subito respinta l’idea di gestire la cosa “all’italiana o a umma a umma”.
Cioè di lasciare l’ordinanza così com’è, ma di far capire a tutti che comunque nella prima area i cani possono anche girare liberi e che le autorità chiudono un occhio o anche due.
Ma perchè accettare una situazione simile? Perchè i proprietari di cani dovrebbero sentirsi costretti a violare un’ordinanza sindacale e prestare comunque il fianco a critiche o osservazioni di chiunque passi? Con le conseguenti ed antipatiche discussioni ?
Perchè a Cesano non si può fare la stessa cosa che è stata fatta al Parco Nord di Milano?
Al Parco Nord di Milano ci sono varie ZONE CANI LIBERI. A chi chiede di recintare le aree per i cani viene risposto: “..il significato profondo del  Parco è proprio quello di indurre ad apprendere la serena convivenza tra interessi a volte giustapposti ma, che almeno qui, in un tempo di relax, possono riuscire a convivere”. (vedi qui…
Capiamo bene che ci siano proprietari di cani che non raccolgono le deiezioni dei loro animali e che questo comportamento infastidisca molti cittadini. Compresi tutti gli altri proprietari di cani che invece il loro dovere lo compiono fino in fondo. Che costoro vengano sanzionati ! Non per questo debbono essere prese decisioni inique, quali la multa data ai proprietari di Akira in ottusa applicazione di un’ordinanza sbagliata.
Infine ci chiediamo: a cosa servono i ripetuti appelli che l’Amministrazione trasmette tramite il Cesano Notizie invogliando ad adottare i cani ricoverati nei canili se poi non esiste un posto, in tutta Cesano, per poter liberamente lasciar sfogare il proprio cane? Se poi si avverte sempre una crescente ostilità nei confronti di questi animali?
Abbiamo indicato una precisa proposta che ci sembra un ottimo punto di equilibrio tra gli interessi di tutti i fruitori del parco. Non ce lo siamo nemmeno inventati noi, ci è stato riferito che in un incontro, promosso dall’Uffico Diritti Animali con i proprietari di cani era stata indicata come  soluzione . Una soluzione certamente logica e saggia.
Come mai non sia contenuta nell’ordinanza sindacale non lo sappiamo.
Forse si è trattato di un errore a cui sarà semplicissimo porre rimedio.

Matt 1

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