Finalmente una buona notizia !

Per fortuna in politica, come nella vita, ci sono le sorprese positive. Come quella di ieri a Milano. Il candidato era quello giusto, la campagna elettorale è stata azzeccata, concentrata sui problemi veri di Milano e articolata zona per zona, ma nemmeno il più ottimista tra i sostenitori di Pisapia si aspettava un risultato tanto brillante.
Segno, indiscutibile, che il tempo di Berlusconi sta davvero finendo. Milano ha una tradizione positiva negli ultimi 150 anni, di città guida dell’Italia intera. E’ stata la città industriale per antonomasia, pur continuando ad avere un settore agricolo di prim’ordine, la città in cui masse di lavoratori hanno cercato opportunità di una vita migliore arrivando dalle campagne circostanti,  dalle vallate prealpine e alpine e infine dal sud. Qui hanno trovato, con difficoltà certo e con grandi sacrifici, ma hanno trovato un lavoro, una casa, una scuola (spesso una scuola serale) per se stessi e i propri figli. La città è stata ed è la capitale economica e culturale d’Italia, non soltanto perché qui è insediata l’industria del libro e del disco, ma perché qualunque movimento culturale, politico, ideologico doveva passare da Milano per potersi imporre in Italia. Da almeno venti anni Milano era stata retrocessa al rango di paesone informe e disorganizzato. Tolto il settore finanziario, la Borsa, e quello della moda, sembrava che  a Milano non succedesse altro d’interessante. La città ha perso il suo ruolo di riferimento e guida per l’intero paese, la città più europea d’Italia è stata ridotta alla dimensione della provincia più retriva. Ora, da ieri, è possibile sperare che questa caduta si interrompa e che, piano piano, Milano possa risorgere al ruolo che le compete. Certamente questo non succederà solo grazie ad un sindaco, ma grazie alle energie positive, alle speranze che si sono rimesse in movimento, alle idee che hanno ricominciato a circolare. Per farlo era necessario che le ipotesi politiche e culturali rappresentate dal berlusconismo e dalla Lega venissero sconfitte. E questo è quello che è successo ieri. Milano ha detto NO a Berlusconi e a Bossi. Certo, è stato solo il primo tempo di una partita che non è ancora terminata, occorrerà vincere il ballottaggio, ma finalmente questa possibilità non è un’ipotesi astratta ma concreta.
Si è dimostrato sul campo che il centro sinistra per poter vincere non deve mettersi alla ricerca ossessiva del candidato più moderato, ma del candidato giusto. Pisapia lo è stato, e lo è stato anche grazie all’intelligenza di chi, come per esempio l’arch. Boeri, pur avendo perso le primarie ha offerto una generosa e intelligente collaborazione. E questo, è giusto rilevarlo, è una dote che distingue il candidato “giusto” dagli altri: la capacità di saper “fare squadra” e creare un gruppo positivo intorno a sé.
Forse e qui mi rivolgo al PD cesanese, in politica occorre anche avere coraggio e saper rischiare.
Rimane il dubbio che,  se nei mesi di febbraio e marzo il PD avesse avuto il coraggio di scaricare un sindaco ormai impresentabile  e avesse accettato il rischio di una nuova elezione, forse oggi  staremmo anche noi festeggiando una vittoria.
Se il vento cambia a Milano perché non può cambiare a Cesano, che in fondo è solo un quartiere della grande città ?
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