Milano si è liberata. Adesso liberiamo Cesano Boscone!

Dopo la grande soddisfazione per i risultati delle elezioni amministrative, che hanno segnato una dura sconfitta di Berlusconi e della Lega, dopo l’entusiasmo per la grande novità della vittoria a Milano e Napoli torniamo ad occuparci della politica locale cesanese.
Alcune notizie apparse recentemente offrono scenari inquietanti sullo stato dei rapporti all’interno della maggioranza, e in particolare del Partito Democratico.
Ci riferiamo all’articolo che il capogruppo Simone Negri ha preparato per il Cesano Notizie e anticipato sul proprio blog (leggi qui…), e all’articolo del Si e NO con annesso commento di Giuseppe Gallo, il coordinatore cesanese del PD (leggi qui…).
In sostanza si tratta di questo: la Giunta cesanese, composta da Sindaco (PD) e cinque assessori (di cui tre del PD) avrebbe pensato di inserire nel bilancio di previsione 2011 la vendita dell’area comprendente l’asilo nido di via Garibaldi e la cessazione dell’attività di Oltre il Nido. In sostanza la Giunta pensa di recuperare dei soldi  da mettere a bilancio vendendo un asilo (spostando eventualmente i bambini in un altro posto) e chiudendo un servizio. Questa la notizia che avevamo già anticipato su questo blog nei giorni scorsi (vedi qui…). Ma ora succede un fatto policamente clamoroso: il capo gruppo del PD ci informa che il suo gruppo consigliare ha preparato un emendamento da discutere nel prossimo consiglio comunale, in cui queste scelte fatte dalla Giunta verranno respinte. Inoltre il portavoce del Partito dà ragione al capogruppo e quindi torto alla Giunta di cui fan parte ben 4 esponenti dello stesso partito su 6. Normalmente contrasti di questi tipo di smussano prima, nelle riunioni di partito ed in quelle di maggioranza. Ma se si arriva al punto che la Giunta presenta un programma di tagli al consiglio comunale e il principale partito di maggioranza predispone un’emendamento che contrasta ed annulla le principali scelte della giunta è evidente che siamo di fronte ad conflitto politico senza precedenti ed a persone che non riescono più a mettersi d’accordo su nulla.
Non è difficile rintracciare le ragioni di questa situazione nei ripetuti fallimenti della Giunta D’Avanzo, nell’ostentata volontà di governare senza condividere le scelte, nell’incapacità di comunicare e nella crisi di fiducia che investe questa amministrazione dopo la diffusione delle intercettazione della Direzione Distrettuale Antimafia.
Ancora una volta dobbiamo chiederci se la scelta della maggioranza di respingere la richiesta di dimissioni del sindaco la sera del 31 marzo sia stata una buona scelta.  Le difficoltà di relazione tra Giunta e consiglio comunale, se le cose stanno così, saranno esplosive in occasione della discussione del bilancio preventivo. Un Sindaco ed una Giunta che si vedono modificare in aula le principali scelte fatte ad opera della propria maggioranza, per dignità dovrebbero dimettersi.
Alla luce di quanto accaduto ieri a Milano e ancor più a Napoli, il PD ha  fatto bene i suoi conti quando ha scelto di non pretendere le dimissioni di D’avanzo?. Come pensano sia possibile andare avanti altri tre anni in questo clima di reciproca sfiducia?  Insistiamo sul PD perchè appare ormai evidente a tutti l’assoluta incapacità da parte del centro destra cesanese di fare una qualunque opposizione a questa amministrazione. In consiglio, come abbiamo più volte sottolineato ci sono validi consiglieri: D’Ercole, Raimondo, Mainardi, ma l’opposizione si esaurisce lì. Quello che il centro destra cesanese non riesce a fare è un opera di informazione e di agitazione politica tra la cittadinanza. Le questioni nascono e si esauriscono nell’ambito istituzionale e sono conosciute solo dai pochi cesanesi che seguono queste cose.
Ecco perchè riteniamo che l’onere di liberare Cesano da questa amministrazione incapace, inefficace e pericolosa stia tutto sulle spalle del centro sinistra ed in particolare del PD.
Certo ci vuole coraggio, occorre mobilitare anche quel pezzo di Cesano che a inizio anno ha fatto finta di nulla e ha girato la testa dall’altra parte, sostenendo ipocritamente che spettasse alla politica risolvere il problema D’Avanzo. Ci riferiamo alle associazioni culturali presenti a Cesano e tutte gravitanti nell’area del centro sinistra.
In politica a volte il coraggio paga, e occorre che il PD, il centro sinistra cesanese tutto prenda il toro per le corna.
Milano si è liberata, adesso liberiamo anche Cesano Boscone.
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3 risposte a Milano si è liberata. Adesso liberiamo Cesano Boscone!

  1. Giuseppe Gallo ha detto:

    Carissimo Walter,

    io apprezzo sempre i tuoi commenti e li leggo con piacere. Però il paragone che hai fatto non è condivisibile. Milano doveva liberarsi da un governo quasi ventennale di destra. E l’Italia cerca di liberarsi dal berlusconismo che – a giudizio unanime – ha ricevuto un colpo mortale da queste elezioni. La vera inquietudine sono i suoi possibili colpi di coda. Non ne vedo altre.

    La situazione cesanese è totalmente diversa. Dobbiamo ricompattare il centrosinistra. Questa è la priorità. E dobbiamo creare consenso. Ma al governo siamo noi, non altri. Non dobbiamo liberarci di nessuno. Semmai – ed è un’opinione personale – dobbiamo avere più coraggio. Perché questa è la lezione dell’ultima tornata elettorale: gli elettori premiano le proposte politicamente chiare, non ambigue, non pallide.

    La scelta degli emendamenti è obbligata. Non ha un intento polemico e non intende affatto essere una bocciatura. Vuole essere un intervento migliorativo. Non è fatto alle spalle del sindaco, e non è conflittuale.

    E’ vero poi che c’è una dialettica interna. Lo sapete tutti. Ma è una dialettica che mira a scegliere il meglio, non a spaccarci. E’ ben diverso. E’ la normale “concordia discors” del dibattito politico. Possiamo certo essere in disaccordo con alcune scelte della giunta. Ma con onestà. D’Avanzo rimane il nostro sindaco. Lo abbiamo tante volte e lo ripetiamo. Lo abbiamo difeso dagli attacchi della destra. E lo faremo ancora. D’altra parte, gli riconosciamo anche i suoi meriti: anzitutto aver salvato il patto di stabilità. In una valutazione obiettiva, queste cose vanno dette.

    Ora, la passione politica è una forza poderosa e necessaria, perché senza passione non si realizza niente. A volte però porta le persone a radicalizzarsi. Per evitare questo rischio è bene che la passione politica sia mitigata dall’intelligenza politica, che deve avere sempre ben chiaro lo scopo del nostro agire: governare il paese. Sono sicuro che su questo punto siamo tutti uniti, senza eccezioni: sindaco, capogruppo, consiglieri, partito. La passione può a volte dividerci, l’intelligenza no.

    Di più. Sono sicuro che l’intera sinistra – unita nella volontà di mandare a casa Berlusconi – sarà anche unita nel rilanciare nel 2014 un governo di centrosinistra a Cesano. Occorre innovazione, occorre coraggio, occorre chiarezza d’idee, occorre valorizzare i tanti giovani che abbiamo e che stanno dando un apporto notevole alla politica cesanese. Andiamo. Procediamo su questa strada. E’ ora di guardare avanti.

    Tu e la tua pubblicazione on line potete darci tanti stimoli.

    • Adonella Gandini ha detto:

      Caro Beppe,
      è vero che la passione politica non dovrebbe portare a posizioni radicali, ma è altrettanto vero che alle volte un po’ di coerenza non guasterebbe. Inoltre consentimi di dire che non è vero che lo scopo sia quello di “governare il paese”, ma quello di “come” governare il paese.

      Mi fa molto piacere apprendere che il PD cesanese stia preparando un emendamento al bilancio di previsione per salvare il nido Garibaldi ed il progetto pedagogico di “Oltre il nido”.

      Mi spiace invece constatare come il PD, sottoscrittore del programma di coalizione che a chiare lettere diceva “no ad ulteriore consumo di suolo”, consenta a questa giunta di trasformare un’area verde in edificabile e di alienarla (Parchetto Goldoni). Oltre a questo permette anche di demolire la scuola del Tessera, consentendo costruzione di case al suo posto.

      Il patto della coalizione stabiliva che si sarebbe potuto completare solo quanto previsto dal Piano regolatore vigente, con esclusione dell’area del campo di rugby. Senza esser radicale, mi sento di dire che quest’operazione è un insulto sia all’intelligenza degli elettori, che per l’ennesima volta si potrebbero sentire presi in giro, sia a quella delle forze politiche che quel programma avevano sottoscritto.

      Guardando avanti mi domando se sia possibile procedere su questa strada e se questo sia il percorso che possa portare ad un’unione della sinistra. Ci sono etica e valori che non possono essere disattesi da nessuna mediazione, nè tanto meno essere come luci intermittenti ed una volta valere e una volta non contare.
      Non è questione di intelligenza o di radicalismo. Si tratta di condividere o meno un progetto di città e soprattutto, come tu dici, di avere idee chiare! Tutto questo sarà più che mai evidente quando il disegno del PGT prenderà forma.

      Se guardiamo indietro vediamo le migliaia di metri cubi di cemento già costruite ed a scomputo degli oneri di urbanizzazione che avrebbero dovuto derivarne, solo strutture nutili e delle quali non si sa nemmeno cosa fare. Inutile enunciare e sottoscrivere principi condivisibili per poi disattenderli in maniera tanto clamorosa. Esigenze di bilancio? Potrebbe anche essere, come qualcuno sostiene, che non ci siano altre soluzioni. Ma sono state ricercate? Cosa si è fatto per razionalizzare i costi? Come si pensa di riorganizzare ed efficentare la macchina comunale, partendo dalla società patrimoniale? Esistono dei piani in questo senso?
      Fino a quando tutto sarà secretato nel palazzo non è dato di sapere! I numeri sono sempre sinceri, basta che siano quelli veri, ma gli eletti cesanesi purtroppo dimostrano poca voglia di indagare. Sono troppo stanchi, alcuni hanno troppi mandati sulle spalle! Spero anch’io nei giovani e mi spiace che non siano appoggiati e supportati da tutti con vera onestà intellettuale. Ma abbiamo tempo per modificare questa situazione, magari partendo dal prossimo Consiglio!

  2. Adonella Gandini ha detto:

    Caro Walter,
    nessun gira la testa dall’altra parte. Mi spiace per l’ennesima volta dover intervenire su questo argomento. Le associazioni culturali, per la composizione eterogenea dei propri iscritti non pssono assolvere ad un ruolo che non appartiene loro. C’è un po’ di confusione, mi sembra rispetto a questo argomento.

    Non si può pretendere che le associazioni si sostituiscano al ruolo che dovrebbe essere assolto dai partiti politici. Ed è a questi che bisogna dare la sveglia!!!! E’ da questi ultimi che i cittadini e gli elettori dovrebbero attendersi posizioni chiare e coerenti. La non coerenza delle loro azioni è la principale causa della disaffezione nei confronti della politica. Chi gira la testa sono gli eletti in consiglio che oltre a questo gesto, troppo spesso con una mano si turano il naso e con l’altra votano scelte discutibili. Ed è lecito domandarsi perchè siano lì!

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