D’Avanzo, ultimo atto.

Ormai ci siamo. Dopo un lungo coma, la giunta D’Avanzo è prossima al commissariamento. Secondo voci di corridoio, lo strappo decisivo si sarebbe consumato nella burrascosa riunione di maggioranza di lunedì sera. L’oggetto del contendere è noto: riguarda aspetti sostanziali del bilancio, che il Pd con un ordine del giorno e un emendamento avrebbe praticamente riscritto.

Il condizionale è d’obbligo, perché non abbiamo in mano i testi. Ma fonti ben informate assicurano che l’ex partito del sindaco è ormai arcistufo delle avventate uscite di D’Avanzo e della Di Giuseppe, e teme che la famigerata coppia possa trascinarlo in una situazione “napoletana”, facendogli perdere centinaia di voti. Per questo il Pd ha imposto un diktat: o si cambia o andate a casa. Il bilancio è l’occasione buona per il redde rationem.
In sostanza, per quel che siamo riusciti a sapere, il Pd sarebbe deciso a mettere nero su bianco che l’asilo nido di via Garibaldi non sarà messo in vendita finché non sarà trovato un nuovo edificio. Questa precisazione nel bilancio di D’Avanzo non c’è. Lì si parla solo di alienazione (cioè di vendita). E il Pd non si fida. Vuole vincolare il sindaco con un voto in consiglio. Inoltre, è intenzionato a impedire l’edificazione del parco di via Goldoni, a mantenere il servizio di Oltre il Nido e a ripristinare i fondi per la scuola che l’assessore Tango e la giunta hanno azzerato. Non solo. L’emendamento mirerebbe anche a correggere le molte iniquità di un bilancio che, così com’è, farebbe pesare i sacrifici tutti da una parte lasciando inalterati i privilegi di pochi (leggi Indino).
Il sindaco non ci sta, e punta i piedi. Cosa succede a questo punto? Difficile dirlo. D’Avanzo può contare sicuramente sulla fedeltà di alcuni evanescenti consiglieri: Angiolicchio, Vantaggiato, Della Salandra, Rutigliano. Ma come voterà una vecchia volpe come Addonisio? Abdicherà al suo passato di sinistra o si schiererà a favore di chi vuole correggere le pesanti storture del bilancio?
E una come la Virdis? In consiglio comunale finora è stata ancor più evanescente dei suoi compagni di banco. Ma ha una sua professione, non è attaccata alla sedia. Chissà che non abbia un quarto d’ora di lungimiranza politica. E il centrodestra? Starà a guardare o deciderà di chiudere subito la partita votando l’emendamento del Pd? Per la giunta sarebbe scacco matto. Vi immaginate un sindaco costretto ad attenersi a un bilancio riscritto con i voti della minoranza?
Quel che è sicuro è che il 27 giugno in villa Marazzi ci sarà da divertirsi. Non perdetevi lo spettacolo. A noi non resta che lanciare un appello a tutti i consiglieri che hanno il senso della politica: staccate la spina alla brutta amministrazione D’Avanzo. I cesanesi vi saranno riconoscenti. In Italia, il vento ha ripreso a spirare a sinistra. Ricordatevelo.
Matt 11
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