La manovra di agosto del Governo.

I pochi italiani che leggono i giornali e i tanti che si informano tramite le televisioni hanno avuto l’estate rovinata dal precipitare della crisi economico-finanziaria e, direi sopratutto, dalle misure che il Governo ha “studiato” per porvi rimedio.
A dirla tutta la crisi è internazionale ed era iniziata già nel 2008, questa dell’agosto 2011 è solo una seconda fase. Immagino lo stupore di molti, in particolare degli elettori di Berlusconi e del centro destra. Il Governo infatti ha passato  gli ultimi tre anni a non fare assolutamente nulla per cercare una soluzione alla crisi, anzi ha ostinatamente negato che l’Italia ne fosse coinvolta. Ricordate i proclami di Tremonti tipo: “l’Italia ha un forte debito pubblico ma anche un grande risparmio privato, che altri paesi non hanno”, o del Premier che, quando aveva del tempo libero tra una festa ad Arcore ed una a Villa Certosa diceva cose tipo: “italiani, consumate. Siate ottimisti, spendete. Non ho mai visto un pessimista combinare qualcosa di buono nella vita….”   e via su questo tono.
La crisi non c’era, era solo la propaganda della massoneria, dei Poteri Forti antiberlusconiani, delle banche in mano alla sinistra e, ovviamente, dei comunisti che nessuno sa più nemmeno dove siano ma fa sempre il suo effetto accusarli di qualsiasi nefandezza……
Poi, tra luglio e agosto 2011 la crisi scoppiò ed tutti, ma proprio tutti, quindi anche Berlusconi, Bossi e Tremonti, se ne dovettero accorgere.
Ed ecco l’efficientissimo Governo del Premier approntare la manovra di luglio. Fatta ovviamente di tagli alla spesa pubblica, e poi di tagli alla spesa pubblica e poi ancora di tagli alla spesa pubblica.
Lasciando al Governo futuro il compito di terminare la manovra nel 2013, operando cioè allora dei tagli alla spesa pubblica.
Applausi del Presidente delle Repubblica, che aveva sollecitato a fare presto, grande senso di responsabilità dell’opposizione che ha permesso al Governo di votare la manovra in tre (3) soli giorni  pur non votandola.
Tutto bene?  No!   Perchè “il Mercato” non ha gradito e le speculazioni finanziarie contro l’Italia sono ripartite all’attacco.
Ecco quindi poco prima di Ferragosto, proprio nel periodo dell’anno in cui le fabbriche (ce ne sono ancora….) gli uffici, le città si svuotano e anche chi non và in vacanza comunque tira il fiato un attimo cercando di rilassarsi, ecco che proprio in questo periodo il Governo è chiamato ad una nuova e più incisiva manovra. Ma chiamato da chi?   Dai mercati è ovvio, che, anche se nessuno li ha ben identificati tuttavia hanno il potere di far saltare le ferie del Premiere e dei suoi Ministri.
E quindi giù con un altra manovra fatta di……tagli alla spesa pubblica? Direte voi……  Ma certo è ovvio, tagli alla spesa pubblica, al finanziamento degli enti Locali (Regioni, Provincie, Comuni) ma questa volta con una aggiunta significativa, una super tassa per i ceti medi, ovvero per coloro che dichiarano oltre 90.000 euro l’anno di introiti. In più, l’anticipazione dell’età pensionabile delle donne a 65 anni nel settore privato.
Qui però scoppia un problema. Dove?  Nel centro destra e nei giornali (Corriere della Sera primo tra tutti) che sostengono la necessità di una “manovra strutturale”.
Voi direte: ma come si fà a riconoscere se una manovra è strutturale oppure no?
Risposta facile: dicesi manovra strutturale quella che dà una decisa bastonata in testa a lavoratori dipendenti (pubblici o privati) ed ai pensionati. Ecco: quando succede questo allora la manovra è strutturale e quindi và bene.
Invece, piange il Corriere ed i “liberali” presenti in tutti i partiti (i Martino del PdL, riesumati per l’occasione, ma anche i Morandi del PD) questa manovra non va bene perchè non toglie la PENSIONE DI ANZIANITA’.
Spiegazione per i più giovani : la pensione di anzianità è quella che ti spetta quando hai lavorato ALMENO 40 anni. Versando i contributi INPS, ovviamente. Quindi la percepisci dopo un ulteriore anno di lavoro senza che aumenti però l’importo della pensione.
Quindi per prendere la pensione di anzianità devi aver lavorato almeno 41 anni.
Poi c’è la pensione di vecchiaia che, al momento, è di 65 anni per i maschi e 60 per le femmine.
Ma dal 2015 sarà di 65 anni per per le donne.
In sintesi: chi matura i 40 anni (più uno) può anche andare in pensione prima di aver compiuto i 65 anni se uomo, e i 60 se donna.
Ma chi è costui?   Evidentemente è una persona che ha cominciato al lavorare a 15, 16, 17, ecc.   anni di età. Eessendo entrato così giovane nel mondo del lavoro, con il solo titolo di scuola media inferiore, che lavori avrà svolto? probabilmente : l’operaio, il magazziniere, il giardiniere, l’impiegato di basso livello, il commesso eccetera. E, se non ha avuto una gran carriera, dopo 40 anni percepirà ancora uno stipendio basso o medio-basso.
Ecco, secondo questi bravi riformisti e liberali, occorre assolutamente togliere questi assurdi privilegi. “Andare in pensione a 57 anni, dopo 40 e passa anni di lavoro? Ma stiamo scherzando?”
Al lavoro, al lavoro….
Peccato che nelle aziende non vedano l’ora di disfarsi di chiunque abbia più di 50 anni. Nella mia sono oltre 18 anni che pagano la gente perchè accetti di dimettersi… e non è che questo significhi assumere dei giovani in cambio, perchè il lavoro è andato via dall’Italia, ed è approdato in Spagna, in Slovacchia, in Ungheria, oltre che ovviamente in India e Cina.
A questo già poco edificante quadretto occorre aggiungere una manovra subdola e vigliacca che il Ministro Sacconi ha voluto inserire nel calderone generale: la possibilità di aggirare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, quello che proibisce alle aziende di licenziare SENZA una giusta causa (non impedisce certo di licenziare i lavativi o chi ruba) .
Allora riassumiamo il quadro da incubo che ne potrebbe uscire:
hai più di 50 anni, lavori da quando ne avevi 15, te ne mancano 3 alla pensione ma……..
1)      aboliscono le pensioni di anzianità, quindi ti tocca aspettare i 65 anni (anche se sei donna perchè nel frattempo hanno “parificato” i sessi;
2)      siccome la tua azienda non ti vuole più, vieni licenziato con l’escamotage ideato da Sacconi.
L’unico politico del Governo che pare aver colto questa situazione è Umberto Bossi.
Fatti due conti Bossi ha scoperto che di pensioni di anzianità al centro-sud ce ne sono pochine, sono quasi tutte al nord. Dunque tra il proprio potenziale elettorato…
Il PdL, pare, tutto schierato sull’idea di togliere la pensione di anzianità, così Confindustria ed i suoi organi di stampa: Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera.
Dal PD finora non è pervenuta alcuna notizia, salvo i Morando di cui sopra e l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano unico in quel partito a schierarsi decisamente contro queste proposte malvage.
Sul fronte sindacale, a parte la consueta e condivisibile chiarezza della FIOM non giungono certo notizie entusiasmanti. La Camusso ha minacciato uno sciopero generale con lo stesso entusiasmo con cui uno va dal dentista, e gli altri due…..lasciamo perdere…..Sacconi li chiama “i sindacati complici”  e se lo dice lui…..
Quindi attenzione. Questa manovra E’ TUTTA DA BUTTARE.
L’Italia è il paese col più alto numero di evasori fiscali. Inoltre abbiamo un 10% della popolazione che possiede quasi la metà del patrimonio nazionale.
Ecco dove andare a prendere i soldi che servono. Ecco le riforme strutturali che servono, far pagare le tasse a tutti, come prevede la legge, non certo dare ancora una volta in testa a chi lavora onestamente, e PAGA (E HA PAGATO) TUTTO FINO ALL’ULTIMO EURO. E ANCHE FINO ALL’ULTIMA LIRA……
Cesano Boscone  22-08-11
MATT 1
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