Quello che vale la parola di Bossi.

Aveva detto: “le pensioni non si toccano” .
Ieri, in un vertice di sette ore a casa di Berlusconi, presente Tremonti, la decisione: per averne diritto occorrerà aver lavorato effettivamente 40 anni. Ovvero, non verranno calcolati i periodi del servizio militare e gli anni dell’università per chi li ha riscattati.

Per capirci:   chi ha fatto il militare, ora avrà una penalizzazione di un altro anno e potrà lasciare il lavoro un anno dopo.  Chi invece avrà riscattato il periodo di studi universitari, e magari anche il periodo della specializzazione, può trovarsi ad avere ricevuto un aumento dell’età lavorativa dai 4 ai 10 anni. E scusate se è poco !   Con l’aggravante di aver pagato (salato) il riscatto della laurea.

A quanto pare questa norma potrebbe avere un grosso impatto nel mondo della sanità, giacchè l’iter per diventare medico è particolarmente lungo.

Rileviamo come sia, ancora una volta, stato violato il patto che regola il rapporto tra i cittadini ed i governanti: come si fa a dire ad una persona cui mancavano 1, 2, 3 anni di lavoro da oggi te ne mancano 7, 8, 9 ecc.?

Ma vorrei concentrare l’attenzione sull’anno di militare.

Oggi il servizio militare obbligatorio non esiste più. Ma fino a pochi anni fa la naja era lo spauracchio di tutti gli adolescenti italiani.
Tutte le scelte di vita erano condizionate da questo anno che lo Stato esigeva dai suoi giovani.
Retaggio della Rivoluzione Francese e degli eserciti napoleonici, il servizio militare obbligatorio era fortemente voluto dai partiti di sinistra. Si trattava dell’idea di un popolo in armi che difendeva lo stato democratico nato dalla Resistenza. In realtà, quando andava bene e non si finiva in qualche caserma covo di fascisti sadici, era un anno di angheria e noia tremenda in cui tutto si faceva fuorchè imparare ad usare le armi ed a valorizzare quella Costituzione cui pure si prestava giuramento. Tuttavia intorno a questo anno c’era tutta una retorica, in particolare della destra, sull’importanza educativa di “Servire la Patria in armi”e non mancava pure una retorica popolare sulla naja che “ti faceva diventare uomo”. I giovani cercavano, normalmente, di sfuggirla, e dato che siamo in Italia, ciascuno di noi può immaginare benissimo con quali sistemi….

Per un giovane lavoratore, giacchè tutto questo discorso nasce dal pensionamento dopo 40 anni di lavoro e prima dei 65 anni di età, per un giovane dicevo la naja significava perdere un anno di lavoro e di stipendio. Spesso chi partiva per il militare il lavoro lo perdeva del tutto e magari poi impiegava dei mesi per ritrovarlo, ma anche se la legge (che imponeva l’obbligo della conservazione del posto di lavoro) veniva rispettata era comunque una perdita economica rilevante.

Ai miei tempi  credo che guadagnassi circa 200.000 lire al mese. La paga del soldato era invece di 1.000 lire al giorno.
In compenso si diceva, quell’anno di servizio per lo Stato vale ai fini pensionistici.  Fino a ieri….

Ma tutti facevano il militare ?

Ovviamente no. Come accennavo prima: siamo in Italia, il paese dei furbi.
Ci sono stati anni in cui solo la metà dei coscritti veniva effettivamente reclutata e questo anche perchè le disponibilità di posti nelle caserme erano inferiori al numero di giovani.

Così, tanto per cambiare, piove ancora sul bagnato, anzi: fanno piovere .

Perchè chi verrà dannegiato da questa bella pensata sarà colui che a suo tempo ha svolto il servizio militare, vivendo un periodo di grande disagio personale, rimettendoci dei soldi se lavorava.
Mentre il suo coetaneo lavoratore che, per i motivi più disparati , il militare non l’ha fatto non ha subito la stessa perdita economica, non ha buttato via 12 mesi della propria vita in idiozie di vario genere, ed ora se ne va in pensione bello paciarotto un anno prima dello “sfigato” marmittone.

E’ giusto questo?   E’ equo ?

Ma d’altronde perchè mi ostino a porre domande tanto retoriche?  Non c’è NULLA, ASSOLUTAMENTE NULLA nelle manovre economiche di questo Governo che sia equo e giusto.

Stanno solo facendo cassa e lo fanno sulle spalle (e con le tasche, le vite) dei meno protetti politicamente.
Si perchè: avete notato come l’intero arco politico (e gornalistico) si sia mosso per difendere i ceti medi dal contributo di solidarietà ? Tanto han fatto e tanto han detto che glielo hanno tolto davvero.
Giustamente, dico io. Perchè non aveva senso far pagare i pochi che hanno l’onestà ( o l’obbligo ) di dichiarare tutto e non colpire i tantissimi che evadono.

Ma il mondo del lavoro dipendente, pubblico e privato, non ha davvero nessun rappresentante in Parlamento? Non ha nessun gruppo politico che lo difende?

Nessuno difende i “lavoratori precoci” ? quelli che hanno iniziato a lavorare a 15 anni e non li si vuole fare smettere ? 

Leggete il Corriere della Sera, giornale importante perchè da sempre esprime i desideri dei gruppi economici che davvero contano in Italia. Leggetelo tutti i giorni.

Quello che vogliono, e con la minore gradualità possibile, è l’abolizione completa delle pensioni di anzianità. Il passaggio immediato al sistema di calcolo contributivo (penalizzante per i pensionandi, occorre specificarlo?).
Tutti in pensione a 65 anni (per adesso…..)   tutti col contributivo.
Basta con le baby pensioni (si perchè ora la pensione dopo 40 e passa anni di lavoro viene definita così….non si vergognano di nulla).
E nel frattempo, che si lascino alle aziende le mani libere e che possano finalmente licenziare chi vogliono.

Questo è il refrain quotidiano del Corrierone…

Indovinate come andrà a finire…..

Forse, lo dico sarcasticamente, forse è il caso di dire di NO !

Forse è il caso che i lavoratori dipendenti si ribellino e facciano capire la loro contrarietà a manove tanto inique quanto facili da realizzare (si colpiscono i pensionandi perchè con loro si fa subito cassa).

E non crediate che sia finita qui.

Questa manovra aumenterà la crisi economica, quindi torneranno alla carica con altre incredibili richieste.

Martedì prossimo 6 settembre 2011 la CGIL ha proclamato uno sciopero generale di 8 ore.

Certamente non basterà da solo a far cambiare idea al Governo Berlusconi, ma è un primo significativo passo, cui dovranno seguirne altri.
Molti altri, fino a quando non avremo ottenuto giustizia.
Matt 1
Cesano Boscone, 30/08/11
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