Festa Patronale. Commento all’edizione 2010

Crediamo che la XXX edizione della Festa Patronale (che per la verità si svolgeva anche prime del 1980, ma in tutt’altro modo) abbia mostrato chiaramente come lo scorrere del tempo abbia logorato la formula scelta allora.
Se l’obbiettivo della festa, quello dichiarato per lo meno, è quello di favorire le relazioni tra i cittadini cesanesi e permettere loro una migliore conoscenza reciproca, non pensiamo sia stato raggiunto. La validità di una formula ed il successo di una iniziativa non possono essere misurate solo dal numero di presenze agli avvenimenti proposti. Certamente il fatto che tante persone affollino le vie del centro e presenzino agli spettacoli è indubbiamente positivo, ma non è il solo criterio per giudicare della validità o meno di quanto viene proposto.Per esempio: dopo questa festa patronale cosa sappiamo di più dell’Abruzzo come regione e del terremoto che l’ha colpita lo scorso anno? e cosa abbiamo imparato della situazione esistente in Palestina, o Israele, o Terra Santa che dir si voglia?
C’è poi l’aspetto dei costi della festa. Lo scorso anno la festa è costata, in tutto, 167.000 euro, considerando veritiero il  bilancio presentato. Si tratta di una spesa ingente, e bisogna sempre considerare le tante ore di lavoro, ordinario e straordinario, cui sono chiamati i dipendenti comunali e che non vengono inserite a bilancio.  Il Comune di Cesano Boscone ha partecipato direttamente con uno stanziamento di 80.000 euro, praticamente la metà dei costi.
Per fare un confronto con un paese a noi vicino, il comune di Corsico quest’hanno ha stanziato 42.500 per la propria Sagra. Certo, quella di Corsico è una Sagra e la nostra una festa Patronale, come stanno ripetendo il sindaco e la sua vice, ma a noi questa differenza pare una questione di lana caprina, ovvero piuttosto futile.
Rimane il fatto che, specialmente in un periodo economico tanto difficile come questo, non possiamo permetterci di spendere così tanti soldi per festeggiare. Quando in una famiglia le cose non vanno tanto bene economicamente, le prime cose che si sacrificano non sono forse le feste, le vacanze, le spese non prioritarie ?
La riduzione del budget della festa risponde dunque sia a criteri di economicità, quei soldi potranno essere utilizzati meglio in altre spese, che a criteri etici.
Non ci soffermiamo neppure a polemizzare sulla presenza ripetuta di cose già viste e riviste negli ultimi cinque anni, fortunato chi le apprezza giacchè sono diventate un appuntameno fisso e può goderne ogni anno.
Vogliamo invece sottolineare che l’unica novità positiva di questa edizione è stata offerta da alcuni ragazzi cesanesi, raggruppati nell’associazione &CO i quali hanno organizzato delle competizioni sportive ed offerto un palco su cui esibirsi a giovani gruppi musicali cesanesi e non.
Si è trattato di una bella iniziativa rivolta ai giovani ed organizzata direttamente da altri giovani.
Crediamo serva da concreto esempio per indicare la direzione che dovrà prendere la festa nelle prossime edizioni: abbattimento dei costi, moltiplicazione dell’impegno dei cesanesi.
Si tratta dunque di passare da una festa a cui i cesanesi assistono (alcuni con sgomento) ad una festa fatta dai cesanesi per i cesanesi.
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