Piano di Governo del Territorio: vecchie proposte e nuovi volumi

Del PGT, Piano di Governo del Territorio, di Cesano si sta parlando troppo poco. Ne discute (forse) la maggioranza ma solo al chiuso di riunioni inaccessibili. Eppure si tratta del futuro del nostro paese e alla discussione dovrebbero concorrere tutti.
Riproponiamo l’ottimo intervento del direttore de l’Incontro che presenta, sinteticamente, quanto è stato sinora reso pubblico.
di Agostino Sepe
 tratto da http://www.lincontro-cesano.it
 
La Sacra Famiglia vince il Superenalotto della volumetria residenziale, seria minaccia agli ultimi scampoli di terreni liberi nel nome della “valorizzazione”, nuovi spazi commerciali nei pressi della Vigevanese, spazi pubblici in centro. In attesa di vedere il Piano delle Regole e dei Servizi, si apre il dibattito politico: opportunità di rinnovamento per la città o vecchio stratagemma per salvare (oggi) le casse comunali, senza pensare al futuro?

Si sono svolti tra dicembre e gennaio gli incontri di presentazione del nuovo strumento urbanistico che dovrà mandare in pensione il vecchio PRG (Piano Regolatore Generale): d’ora in avanti avremo una nuova sigla da tenere ben in mente… Si tratta del PGT, ovvero Piano di Governo del Territorio. Come mai questo cambiamento, visto che Cesano aveva appena approvato un nuovo PRG nel 2004? E’ una legge regionale (del 2005…) a imporlo: sulla carta dovrebbe essere uno strumento in grado di dare alle amministrazioni pubbliche ampi e “tempestivi” poteri di decisione sul proprio territorio, superando l’impostazione rigida e lenta da attuare dei piani regolatori, nati nel dopoguerra su un modello di società molto più statico di quello attuale. Questo almeno nelle intenzioni del formigoniano legislatore: nella prassi per molte amministrazioni la formazione del PGT sta diventando un vero percorso a ostacoli, tra crisi economica, innata litigiosità della classe politica italiana e un territorio complesso e disordinato che certo non facilita le decisioni di ampio respiro.

Sta di fatto che Cesano (ammesso che ci riesca), sarà tra gli ultimi comuni lombardi a dotarsi del nuovo PGT, a ridosso della scadenza di fine anno, oltre la quale è previsto in teoria il commissariamento.

Sui ritardi è emblematico il caso di Milano, dimostrazione della valenza politica e non meramente tecnica del PGT (Pisapia ha di fatto subito ritirato il piano appena approvato dalla Moratti).

Quello presentato finora è solo una parte del PGT, chiamato Documento di Piano, che disciplina le aree nuove da sviluppare: sono ancora in fase di elaborazione il Piano delle Regole (che tratta delle zone già urbanizzate), e il non meno importante Piano dei Servizi, che come è facile intuire dal nome deve pianificare l’offerta di servizi pubblici ai cittadini, dall’istruzione ai parcheggi, dal verde alla cultura.

Una volta ultimato tutto il piano si andrà in Consiglio Comunale per l’adozione (ammesso che ci siano i voti dei consiglieri…) e l’approvazione. I cittadini possono partecipare alla formazione del PGT attraverso l’istituto delle osservazioni, che hanno un valore consultivo per l’amministrazione comunale, nel senso che possono essere sia respinte che accettate, se considerate compatibili con gli obiettivi del piano e gli interessi pubblici.

Dato che il nostro territorio è ormai urbanizzato al 73% (sostanzialmente la parte che non è vincolata dal Parco Sud), le aree di espansione sono poche, ma non per questo di poco conto… Per motivi di spazio siamo costretti a soffermarci solo su alcuni temi, rimandando i restanti ai prossimi numeri.

Cessioni di aree pubbliche

Scongiurata al momento la vendita del parco pubblico di via Goldoni (grazie all’interesse congiunto di cittadini, opposizione e alcuni consiglieri della stessa maggioranza), si prevede di vendere l’asilo nido di via Garibaldi, consentendo al privato di realizzare case sullo stesso lotto: con i proventi andrebbe costruito un asilo nuovo sull’area comunale ex Sgrò nelle vicinanze del vecchio cimitero.

Questo è un caso emblematico di dismissione del patrimonio pubblico comunale, che può essere valutato sotto diversi aspetti. Tra i convinti sostenitori del sistema c’è chi, come il consigliere Filippo Capuano, sottilinea il nesso positivo tra valorizzazione di aree pubbliche e nuove opportunità per i cittadini: un esempio è stato quello della vendita dell’area angolo via Vespucci e via Salvo D’Acquisto, i cui proventi (oltre 6 milioni di euro) in parte hanno coperto la spesa corrente e in parte hanno permesso la realizzazione del Parco Natura, molto apprezzato dai cesanesi.

Non è da escludere però anche il punto di vista di chi, come l’ex sindaco Ferruccio Fabbri (autore tra gli altri del primo PRG degli anni ‘70), pretende serie garanzie economiche di riuscita di questa sorta di “baratto”. Si riuscirà davvero a costruire il nuovo asilo, garantendo nel frattempo la qualità dei servizi ai cittadini?

Case in cambio di servizi

Lo stesso meccanismo viene proposto al Tessera: si prevede la demolizione dell’obsoleta scuola di via Gobetti, l’alienazione di parte delle aree di proprietà del comune (legata sempre a nuove concessioni edilizie), e la costruzione di un nuovo edificio per la scuola elementare.

Scompaiono le vecchie aree a “standard” diffuse nei quartieri: sono quelle aree libere o occupate da servizi di interesse generale, cedute al Comune all’epoca di realizzazione dei fabbricati da parte dei privati, oppure un tempo destinate dall’amministrazione a coprire il fabbisogno di verde, sport, istruzione ecc…

Questi ultimi fazzoletti di terra sono sempre più minacciati: è il caso del tennis di via Rossini (v. anche la lettera pubblicata su questo numero). Una struttura perfettamente funzionante, in attivo e integrata nel tessuto urbano, con un alto livello di qualità e professionalità. Un piccolo gioiello che andrebbe tutelato, impedendo la valorizzazione dell’area in residenziale. Se venisse invece accettata la richiesta di cambio d’uso dei proprietari, ci troveremmo di fronte alla perdita di quello che di fatto è un servizio di interesse generale, nell’interesse privatistico di pochi e senza nessuna compensazione pubblica.

Un cattivo precedente come quello del tennis metterebbe a rischio altre piccole aree sparse sul territorio: un ulteriore appiattimento della già scarsa qualità urbana, giustificato nell’astratto quoziente “servizi/cittadino” dal velleitario progetto della Cittadella dello Sport… Un complesso di funzioni sportivo – ricreative – commerciali sull’asse della via Vespucci: si cerca nient’altro che di pompare nuova benzina (nuove possibilità di guadagni per gli operatori privati che vorranno investire), nella speranza che la spinta sia abbastanza forte da trascinarsi dietro la zavorra lasciataci dal fallimento della piscina (almeno 3 milioni di euro di debiti a oggi).

Sacra Famiglia

Non ha freno la dismissione del suo vasto patrimonio immobiliare. L’area fronte q.re Olmi, attualmente destinata all’espansione delle attività socio sanitarie di interesse pubblico, verrà inesorabilmente perduta per essere trasformata in residenziale (circa 120-130 appartamenti, che si aggiungono agli 80 già in costruzione all’angolo con la via Pasubio).

Negli atti del PGT si legge che la previsione globale di nuovi appartamenti in Cesano subirà un calo rispetto a quelli del Piano Regolatore vigente, passando da 516 a 440. Si tratta a nostro giudizio solo di un astuto sofismo: nella realtà le cubature residenziali vengono spostate da zone dove mai si sarebbero concretizzate (ad. es. l’area del supermercato di via Roma, o dello stabilimento Zini) a zone dove prima non erano assolutamente previste, anzi erano destinate a tutt’altro (l’area Sacra Famiglia, che doveva servire all’espansione delle attività dell’Istituto).

Non sono poche le persone che colgono l’inopportunità di tali scelte, in un territorio saturo di case, spesso vuote o invendute.

Per questo nei nuovi piani attuativi un terzo circa degli alloggi dovrà essere in affitto con patto di futura vendita a riscatto, o in edilizia convenzionata (su quest’ultima modalità il nostro giornale è sempre però stato critico: il sistema consente solo di ottenere un sostanzioso sconto sul prezzo di acquisto a chi già può permettersi un appartamento bello e nuovo, ed esclude di fatto le fasce più deboli, che hanno sì i requisiti per la graduatoria ma le tasche vuote…)

Nuovi spazi commerciali

Circa 5000 mq di cambio d’uso da produttivo a commerciale sull’asse della via Isonzo, altri nuovi 7000 mq di commercio (e 80 alloggi) sempre su via Isonzo (area ex Viganò) e altri 6000 mq di funzioni ricettive e terziarie direzionali sulla Vigevanese, nei pressi della fermata ferroviaria. Si tratta di aree sotto utilizzate o da riqualificare, il cui recupero potrà portare a un miglioramento della qualità urbana locale e creare posti di lavoro. Allargando un po’ lo sguardo, l’insediamento di nuove superfici commerciali nei pressi della Vigevanse sembre però stridere con le previsioni del PGT della vicina Corsico, che anzi esclude qualsiasi incremento in tal senso; tanto è vero che molti immobili produttivi, che per ubicazione fronte strada sarebbero ideali per il commercio, rimangono invece vuoti.

Centro storico, una piazza “Nuova”

L’area pubblica tra via Nazario Sauro e via Monegherio (l’attuale sterrato), detta area di “Piazza Nuova”, accoglierà del verde pubblico attrezzato, circa 150 posteggi pubblici parte in superficie e parte interrati (a rotazione e a pagamento), spazi di aggregazione con funzioni commerciali e di servizio (centro di svago per l’infanzia), e un eventuale centro polifunzionale con auditorium/convegni/sala consiglio in un nuovo edificio.

L’attuazione dell’intervento (parcheggi interrati e sistemazioni di superficie) sarà legata alla realizzazione dei nuovi alloggi sull’area Sacra Famiglia.

Queste scelte sul centro storico hanno già allarmato chi vi ha intravisto il fantasma del Nuovo Municipio (progetto di qualche anno fa accantonato a seguito delle proteste dei cittadini, sia a detra che a sinistra, nonostante il Sindaco avesse rassicurato tutti sulla nostra “capacità di indebitamento”…)

Bisogna però ricordare che lo strumento urbanistico ha il compito di pianificare dei possibili insediamenti, e non di concretizzare dei progetti. Vale a dire che la previsione di spazi pubblici in centro deve essere vista anche come una tutela delle aree di proprietà comunali contro ulteriori possibili alienazioni.

Pochi tengono a mente che nell’attuale PRG 2004 il palazzo comunale di via Pogliani è colorato come se fosse un lotto da destinare a residenza…

Lo stesso colore che indica come residenziale le aree su cui sorgono ARCI e circolo Domo Nostra al Tessera: sarebbe una bella notizia scoprire invece che nel PGT verrà riconosciuto il ruolo sociale e pubblico di queste associazioni, mettendo al riparo l’area da ipotesi di “valorizzazione” esclusivamente pecuniaria.

Sinistra Ecologia e Libertà è stato il primo partito a produrre delle osservazioni al Documento di Piano, che per motivi di spazio abbiamo scelto di pubblicare integralmente solo sul nostro sito (lincontro-cesano.it).

Naturalmente aspettiamo anche il contributo degli altri partiti, delle associazioni e dei cittadini, augurandoci di poter ospitare sulle nostre pagine un dibattito in grado di dare un serio contributo alle scelte dell’amministrazione.

As

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