Il Governo del Prof. Monti e l’art. 18

Oggi in Portogallo c’è uno sciopero generale contro la riforma del mercato del lavoro. Nei prossimi giorni ci sarà in Spagna. In Grecia ormai si è quasi perso il conto di quante giornate di sciopero generale siano state fatte. Tra poco toccherà anche all’Italia, indetto dalla sola CGIL e per le stesse ragioni degli altri paesi mediterranei: contro la riforma del mercato del lavoro che poi in realtà vuol dire solo una cosa, libertà di licenziare e salari più bassi.
Come non vedere il filo comune che guida in tutti questi paesi l’attacco contro i lavoratori ?  Dalla crisi economica, la crisi del debito sovrano si vuole uscire abbattendo lo Stato Sociale (sanità, istruzione, previdenza, tutte pubbliche e gratuite). Il sistema di welfare europeo deve essere ripensato, ha sentenziato poche settimane fa Mario Draghi, lo stesso autore di quella lettera della BCE di agosto in nome della quale si vorrebbe cancellare l’art. 18, e l’indennità di mobilità dopo aver fatto strage delle pensioni.
E’ chiaro che dietro tutto questo c’è un preciso disegno strategico. Ed è altrettanto chiaro che a tirare le file di questo disegno siano i soliti soggetti di sempre: FMI Fondo Monetario Internazionale, BCE Banca Centrale Europea, la Commissione Trilaterale, Goldman Sachs ed altre agenzie sconosciute ai più. Costoro, non eletti da nessuno ma in grado di mettere in subbuglio i mercati finanziari, hanno deciso che anche in Europa occorra porre fine a quel complesso sistema di garanzie sociale che si è andato costruendo dal 1945 in poi.
Il mondo è cambiato, allora bisognava dimostrare ai lavoratori che il sistema capitalista era assai più generoso con loro di quanto, oltre cortina, lo fosse quello socialista. Dopo il crollo dell’URSS questa esigenza è venuta meno e quindi son venute meno le ragioni di essere così “magnanimi” con i lavoratori.
Questo è il quadro generale, schematico finchè si vuole ma esatto, in cui collocare l’azione del Governo Monti. La credibilità internazionale di Mario Monti nasce precisamente dall’essere sempre stato uomo di quelle organizzazioni citate prima, chiamato al ruolo di Presidente del Consiglio proprio per mettere in opera quelle indicazioni , genericamente definite: neo-liberiste. Dove, si badi bene, il neo serve solo a far notare che si tratta di riesumare un’ideologia, quella liberista o liberale, che già in passato era stata in grande auge ed aveva prodotto anche grandi disastri economici e sociali. Indifferenti ai resoconti duri che ci fornisce la storia, basti pensare all’800 o alla prima metà del 900 ed alle condizioni di lavoro e di vita in quei tempi per rendersi conto di cosa si parla, i grandi ricchi della terra continuano imperterriti a riprorre un sistema economico-sociale che permette all’1% della popolazione di accaparrarsi la maggior parte dei beni . Spacciando, con l’uso dei mass-media, i loro interessi e la loro ideologia come gli interessi di tutti e l’unico modo possibile di pensare.
Centro di diffusione di questa cattiva ideologia in Italia è proprio l’Università Bocconi, diretta dal Prof. Monti fino a pochi mesi fa. Da anni in Bocconi si forgiano al “pensiero unico” neo-liberista intere generazioni di studenti, preparandoli al compito di essere la classe dirigente di domani.
Dopo aver smantellato, in un batter di ciglia, il sistema pensionistico italiano, che detto per inciso non impattava molto il debito sovrano di 2.000 miliardi di euro giacchè le pensioni le pagano i lavoratori agli ex-lavoratori, ora si sono mossi all’attacco degli ammortizzatori sociali e dell’articolo 18.
Spacciando a piene mani menzogne di ogni tipo, la più grossa delle quali è che tutto ciò lo stanno facendo “per i giovani italiani” .  Come si possa incrementare l’occupazione giovanile obbligando i più vecchi a lavorare per altri 4,5,6 o anche più anni, non è stato razionalmente dimostrato. Perchè è impossibile farlo.
Come non è stato dimostrato che togliendo l’obbligo di riassunzione di un lavorarore INGIUSTAMENTE licenziato si possa aumentare l’occupazione. Si tratta, con tutta evidenza di menzogne propagandistiche.
La verità è che la classe dirigente italiana, di cui questi professori sono i solerti  funzionari, si è convinta che il ruolo dell’Italia nell’economia mondiale sia quello di fornire manodopera a basso costo. I veri paesi “competitor” dell’Italia non sono la Germania e nemmeno la Francia, con cui evidentemente non si sentono in grado di competere, ma la Serbia, la Romania, la Slovacchia…..  paesi in cui si lavora per 300, 400, 500 euro al mese di stipendio.
Ecco perchè occorre scardinare l’art. 18, perchè tutti i lavoratori si sentano quotidianamente minacciati. L‘art.18 è lo scalpo del sindacato che Monti vuol mostrare al mondo dicendo: “ecco, l’anomalia italiana non esiste più. L’Italia non è più il paese dove c’è il più grande Partito Comunista d’occidente. Il paese con dei potenti sindacati coi quali fare i conti. Ora potete investire in Italia esattamente come in Serbia o in Cina. Potete fare quello che volete, nessuno vi disturberà”.
Come non ricordare in questi momenti che quando i dirigenti della Tyssen furono condannati per la morte dei loro operai (bruciati vivi) ci fu chi, in Confindustria, commentò la sentenza dicendo: “allontana gli investitori stranieri”. Ricordiamo questo a testimonianza dello spessore morale e culturale di parte della nostra classe dirigente.
Quella del Governo Monti è una vera e propria “Lotta di Classe” che il padronato internazionale e nazionale stanno svolgendo contro i lavoratori italiani. La beffa, o il bello dipende dai punti di vista, è che lo fa col consenso del PD e con l’appoggio a spada tratta del Presidente della Repubblica, un ex comunista.
E’ un bene che la CGIL si sia sottratta a questa logica.
Anche se, per dirla tutta, il gruppo dirigente sindacale sembra essere stato colto in contropiede dalla virulenza dell’attacco governativo.
Allungare l’età pensionabile, togliere gli ammortizzatori sociali (l’indennità di mobilità è stata spesso usata per accompagnare alla pensione lavoratori ultra cinquantenni), e infine far passare il messaggio che d’ora in avanti ci sarà la libertà di licenziare senza nemmeno dover giustificarne il motivo, potrebbe provocare un grande disastro sociale.
Non che i Professori questo non lo sappiano: ma in quale altro modo si può convincere un lavoratore di 55 anni, o un giovane di 30,  ad accettare di lavorare per 500 euro al mese ?

Matt 1

Questa voce è stata pubblicata in Da leggere. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...