Storia di una Fidejussione – Consiglio Comunale del 30 marzo 2012

Dopo oltre tre mesi il Consiglio Comunale cesanese è tornato a riunirsi.
Ci erano state preannunciate scintille. E così è stato !
A dir la verità non si sarebbe detto visti l’ordine del giorno e i preamboli: una serie di pseudo-prese d’atto (variazione COSAP, piano di zona) e una serie di interpellanze e mozioni (per la liberazione dei due Marò e Rossella Urru) che non sembravano lasciar presagire nulla di interessante.
Invece la serata si è scaldata.  Eccome !
Per la cronaca dobbiamo riportare l’addio al consiglio comunale cesanese, per ragioni professionali,  da parte di  Alessandro Cozzolino (lista civica LA SVOLTA) e la sua sostituzione con Salvatore Gattuso al quale facciamo i nostri auguri di buon lavoro.
Veniamo ai fatti salienti. PdL e La Svolta hanno presentato due diverse interpellanze sullo stato di abbandono dell’area prospiciente la piazza Mons. Moneta.  Si tratta della vasta area oggi adibita completamente a parcheggio tra la Piazza San Giovanni Battista e la Sacra Famiglia che negli scorsi anni è stata oggetto di due rilevanti interventi edificatori a fini residenziali e che non ha visto il completamento delle opere previste.
Lo ha spiegato Massimo Mainardi (La Svolta) che ha chiesto al Sindaco che fine avesse fatto la fidejussione che l’Istituto Sacra Famiglia si era impegnato a corrispondere a garanzia delle opere (solo in piccola parte realizzate, per l’appunto).  Tale convenzione sarebbe stata siglata tra l’Istituto e il Comune nel 2004 (epoca Brembilla) e sarebbe scaduta nel 2011 senza che il Comune si sia fatto avanti per escutere la famosa fidejussione. Il consigliere si è detto sicuro che quella cifra, quantificata poi da D’Avanzo in circa 600mila euro, non sarebbe mai stata escussa dal Comune ed ha accusato il Sindaco dell’ennesimo buco nell’acqua. Il leader dell’opposizione ha inoltre avanzato dei dubbi circa le importanti operazioni edilizie che ISF vuole far inserire nel PGT di prossima adozione.
Dopo gli interventi di Mainardi e Raimondo (PdL) nessuno della maggioranza ha preso la parola fintanto che non è intervenuto lo stesso primo cittadino.
Il Sindaco, Vincenzo D’Avanzo ha spiegato che in realtà Sacra Famiglia nei mesi immediatamente successivi alla stipula della convenzione avrebbe ceduto le aree su cui costruire e trasferito gli oneri legati all’operazione a due diverse società ed ha nominato una sorta di sovraintendente ai lavori: l’architetto Frediani.
Ma tornando alle due coop, la più rilevante delle due, la Cooperativa Rovido di Buccinasco è recentemente fallita e questo complicherebbe non poco la riscossione della fidejussione assicurativa sottoscritta da detta impresa. In ogni caso il Sindaco ha comunicato che del caso si starebbe occupando un avvocato e che a giorni si saprà se la vicenda si risolverà senza dover dar vita all’ennesimo iter giudiziario.
Dal centrodestra non si sono detti per niente soddisfatti della risposta del Sindaco tanto che il consigliere Ennio D’Ercole ha comunicato che in caso di mancata riscossione della fidejussione, il PdL cesanese presenterà un esposto alla Procura della Repubblica per danno erariale.
A questo punto, però, è avvenuto il fatto politicamente più rilevante.
Il silenzio che aveva accompagnato il dibattito dai banchi del centrosinistra si è trasformato in aperta critica circa l’operato dell’amministrazione.
Il Cons. Giuseppe Ursino si è detto fortemente preoccupato rispetto all’evolvere della situazione, sottolineando la scarsa garanzia di una fidejussione assicurativa, avanzando dei dubbi sul fatto che possa essere escutibile nel caso in cui l’impresa fallita non abbia pagato tutte le rate. Inoltre il consigliere PD ha distinto due elementi di criticità: il primo, come discusso da Mainardi, legato ai ritardi da parte dell’amministrazione nel far rispettare i patti con le imprese costruttrici. In secondo luogo, Ursino ha inoltre messo il dito nella piaga degli accordi sottoscritti che avrebbero quasi completamente deresponsabilizzato l’Istituto nei confronti dell’amministrazione comunale. Anche se, a detta dello stesso consigliere “credo che in sede giuridica Sacra Famiglia non potrebbe chiamarsi fuori perchè è lei che ha nominato il coordinatore dei lavori, arch. Frediani”.
Simone Negri (PD) ha ribadito la gravità di un possibile mancato pagamento della cifra di 600mila euro: “Non è accettabile che il Comune a fronte di un’operazione edificatoria di quelle dimensioni  e così impattante su quella che forse era l’area di maggior pregio rimanga con un grumo di ghiaia in mano: ne va del bene pubblico“. Inoltre ha rimarcato il fatto che l’ISF da un punto di vista formale sarebbe stato sollevato da qualsiasi obbligo nei confronti dell’amministrazione mentre ha calcato la mano su un modo di fare edilizia tipicamente formigoniano, con il chiaro coinvolgimento di imprese legate alla galassia della Compagnia delle Opere come la cooperativa Rovido, i cui amministratori peraltro negli ultimi mesi non sono stati avulsi dalle cronache giudiziarie (probabilmente si riferiva a Antonio Trimboli, arrestato in quanto consigliere PdL a Buccinasco insieme all’ex sindaco Loris Cereda, ndr). In seguito a queste parole del capogruppo PD si è scatenato un battibecco con il consigliere Mainardi, che probabilmente si è sentito tirato in causa per non aver infierito nel corso del suo intervento sulle responsabilità delle imprese costruttrici ma rivendicando il merito di aver sollevato il problema.
Giovanni Addonisio (Insieme per Cesano) ha a sua volta espresso grandi perplessità circa l’operazione, ammettendo che si sia trattato di un errore che forse si sarebbe potuto evitare anche se ha più o meno fatto intendere la propria intenzione di voltar pagina.
Da riportare infine, sebbene fuori contesto perchè stava introducendo il Piano di Zona, l’intervento del vice-Sindaco Lilia Di Giuseppe che, tornando alla questione degli appartamenti legati all’operazione immobiliare di cui sopra, ha lamentato una certa ipocrisia da parte di taluni esponenti politici che criticano la Compagnia delle Opere e che poi hanno comprato case da società ad essa riconducibili o in interventi che prevedevano edilizia convenzionata. Negri ha interrotto l’assessore chiamandosi fuori dato che non avrebbe comprato casa nè da Cooperative della Compagnia delle Opere nè in altre operazioni immobiliari recenti di Cesano.
COMMENTO
La questione della mancata realizzazione della piazza davanti l’ingresso della Sacra Famiglia mette a nudo un punto molto critico della recente politica cesanese, costituito dal rapporto a tre tra l’Istituto, l’Amministrazione Comunale e la Compagnia delle Opere, braccio economico di Comunione e Liberazione.
Da anni L’Istituto Sacra Famiglia cerca di sopperire alle proprie difficoltà economiche con la cessione di aree su cui  si costruisce del residenziale. L’intervento del 2004 è stato il primo, un’altro è in corso di esecuzione di fronte al q.re Olmi e un altro ancora è previsto nel PGT di cui stanno discutendo. Se si comprende bene l’esigenza di bilancio della Sacra, si capisce meno l’interesse pubblico nel permettere di edificare così tanto. Tuttavia sarebbe auspicabile  che il Comune facesse almeno degli accordi validi ed esigibili.  Per questa ragione ci preoccupa non poco quanto è emerso in consiglio comunale grazie al consigliere Mainardi ed ai consiglieri Ursino e Negri. Non possiamo che augurarci che si siano sbagliati e che l’Amministrazione abbia saputo agire per il meglio.
Il rapporto tra gli amministratori cesanesi  (PCI, PdS, DS, ed ora PD),  e il gruppo di Comunione e Liberazione, pur non essendo stato un rapporto clandestino, nemmeno ha mai beneficiato di luce piena. CL è sempre stato il convitato di pietra della maggioranza di centro sinistra di Cesano, la ultratrentennale gestione della Festa Patronale è il suggello (intoccabile) di questo sodalizio. Sarebbe ora che il centro sinistra cesanese affrontasse con maggiore chiarezza questo punto politico importante.
Ma da quanto emerge dal consiglio comunale del 30 marzo, non sarà certo questa Amministrazione, sempre più sola e schiacciata dai propri errori e dalle proprie incapacità, a riuscire ad affrontare questo tema.
Quello che possiamo, realisticamente, aspettarci e che questi ultimi anni dell’amministrazione D’Avanzo trascorrano senza ulteriori danni per il Comune.
Sperando che nel frattempo la politica locale sappia individuare nuove proposte e, soprattutto, nuove persone….

elpaesdimatt

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Una risposta a Storia di una Fidejussione – Consiglio Comunale del 30 marzo 2012

  1. Sandra ha detto:

    Avevo votato D’Avanzo ma mai avrei pensato a questo. Forse l’ho votato anche perchè non informata.

    Grazie a voi ne so qualcosa di più e so che forse avrei dovuto non votarlo. anche se se l’alternativa è Mainardi… mamma mia

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