Sul comunicato stampa del Sindaco.

Leggiamo sull’edizione locale del IL GIORNO e sul settimanale SI e NO, il seguente comunicato del Sindaco di Cesano Boscone, dott. Vincenzo d’Avanzo.
Impegno e rigore per garantire servizi, per assicurare una risposta puntuale alle domande sociali, per prevedere almeno le manutenzioni più urgenti non possono essere azzerati da motivazioni esclusivamente contabili. Il sindaco di Cesano Boscone Vincenzo D’Avanzo scrive al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Capo del Governo Mario Monti chiedendo loro di rivedere sostanzialmente la sanzione dovuta al mancato rispetto del Patto di stabilità, “per alleviare il peso dell’imposizione locale sui cittadini”. E ne manda copia anche al segretario del PD Pierluigi Bersani, evidenziando il “fondamentale tema delle Autonomie, insieme alle questioni derivanti dalla nuova imposizione locale”. Proseguendo: “A molti comuni, come il mio, non si lascia di fatto altra scelta se non quella di applicare nella misura massima le aliquote dell’IMU, se si vogliono salvaguardare servizi ed equilibri di bilancio”. Concludendo con tre righe che evidenziano il ruolo che dovrebbe avere il Partito democratico: “Purtroppo – scrive D’Avanzo – nel nostro partito, almeno ai livelli locali, compaiono spinte che a me sembrano più demagogiche che sagge, in quanto tengono per nulla in conto le compatibilità economiche e finanziarie”. Conclude chiedendo a Bersani un parere.
 
Riassumiamo i fatti.
Nel 2011 il Comune di Cesano Boscone, per la prima volta, NON rispetta il Patto di Stabilità. Questo implica un’importante penalizzazione economica per le Casse Comunali pari a circa 500.000 euro. Il Sindaco scrive al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio ed al Segretario del Partito Democratico.   Viene da chiedersi come mai abbia trascurato, nell’ordine:
il Papa, il Presidente degli Stati Uniti, quello della Russia, quello della Cina e il Segretario Generale dell’ONU,  per limitarci ai più intimi . . . .
E’ singolare che, dopo essersi vantato per anni di guidare un Comune virtuoso e scrupolosamente attento al rispetto di ogni regola, si lamenti di subire una penalizzazione per “motivazioni esclusivamente contabili”. Eppure il Sindaco, che di professione fa il commercialista, sa bene come funzionano le regole. Può capitare, ad esempio, che un cittadino paghi la prima rata dell’ICI con ben 20 giorni di anticipo rispetto alla data di scadenza, e la seconda rata il giorno successivo la scadenza. Questo non gli impedirà di ricevere una sanzione economica per il ritardo nel pagamento.
Queste sono le regole, a lui e alla sua amministrazione il dovere di rispettarle e farle rispettare.
 
Particolarmente significativo ci pare il passaggio in cui lamenta di non avere altra scelta se non : “ … quella di applicare nella misura massima le aliquote dell’IMU” lamentando che nel suo stesso partito, il PD, compaianospinte che a me sembrano più demagogiche che sagge…”.
Anche qui occorre una traduzione in italiano corrente: il Sindaco era intenzionato ad applicare la tariffa massima possibile per quanto riguarda l’IMU per la prima casa (6 per mille). Il suo gruppo consigliare lo ha “costretto” a scendere ad una tariffa pari al 4,5 per mille. La differenza, in molti casi, si misura in centinaia di euro/anno per appartamento.
In questo senso, ci pare di capire, egli chiede l’intervento del Segretario del PD Bersani, il quale dovrebbe ricondurre i consiglieri ribelli a più miti consigli, ovvero ad accettare le proposte del Sindaco. Questo metodo, lo riconosciamo per averlo già visto in azione, è tipico del nostro primo cittadino. E nemmeno privo di una sua, rudimentale, efficacia. Venne, per esempio adottato nell’ormai lontano 2006 quando il D’Avanzo intendeva ricondurre all’ordine l’allora consigliere di Rifondazione Comunista. Bastò una letterina al Segretario Provinciale del PRC e nel giro di pochi mesi il nucleo cesanese di quel partito implose. Difficile però pensare che la stessa operazione possa avere eguale efficacia oggi. I consiglieri del PD, a iniziare dal capogruppo, sono ossi ben più duri da rosicchiare e il sindaco, dopo tanti anni di potere solitario, non appare dotato di apparato masticatorio all’altezza della situazione.
Desta infine qualche preoccupazione l’idea che il bilancio del Comune di Cesano Boscone sia, di fatto, dal 1994 a in mano alla stessa persona. Speriamo di non dover scoprire, un giorno, che era nelle pieghe di detto bilancio che si annidavano le origini di tante preoccupazioni.

31 maggio 2012

Matt 1

Questa voce è stata pubblicata in Consiglio Comunale, Da leggere. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...