Mario Monti scende in campo! Merry Christmas and Happy New Year !

Mario Monti dopo giorni di “suspence” mediatica, sapientemente creata, ha fissato i “paletti” della sua proposta politica (la cosiddetta Agenda Monti ) e non ha, con una abilità da politico consumato, chiarito sino in fondo i termini del suo impegno politico diretto, lasciandosi aperte tutte le porte possibili.
Con ciò tuttavia ha reso chiari almeno due punti:
il primo è che il suo non è mai stato un governo solo tecnico. Intanto perché la tecnica da sola non esiste ma è sempre al servizio di un’idea e quindi della politica. Poi perché la storia personale di Monti , e dei suoi ministri, si è sempre intrecciata strettamente con la politica. Non diventi rettore della Bocconi, né Commissario europeo se non hai ottime conoscenze politiche. Con la sua “discesa in campo” Monti pone definitivamente fine alla favoletta del “Governo tecnico” .
Il secondo punto che emerge limpidamente dal discorso di Monti è che i “poteri forti”, gli imprenditori, il Vaticano, i “mercati finanziari”, tutto quel blocco di potere così ben rappresentato dal Corriere della  Sera e La Repubblica, non si fidano e non vogliono Bersani e il PD al governo, e se ciò dovesse comunque accadere, vogliono essere ben certi di poterlo condizionare e indirizzare sulla “giusta strada“, l’agenda Monti per l’appunto.
Settimane fa era stato pubblicato sul Corriere un articolo di Antonio Polito dove veniva chiaramente detto questo: non ci fidiamo del Pd di Bersani perché non vogliamo che le cose fatte da Monti (riforma delle pensioni a dell’art. 18 su tutti) vengano rimesse in discussione.
In altre parole: il conto della crisi economica deve essere pagato (anzi, continuare ad essere pagato) dai lavoratori e i pensionati, i giovani e le donne. Questa è la strada da seguire, liberalizzare il lavoro, il licenziamento, abbassare stipendi e pensioni, aumentare la durata degli anni di lavoro, togliere insomma diritti e potere contrattuale ai lavoratori. Quando il costo del lavoro italiano sarà sceso in modo significativo, tale da rendere diseconomico andare a cercarlo in Cina, vedrete che i bravi imprenditori italiani torneranno a “creare occupazione” anche qui.
Questo, in sostanza, il progetto.
E non sarà un caso se il primo passo della campagna elettorale di Monti sia stato quello di andare a visitare la FIAT in compagnia di Marchionne.
Questo è il problema del PD !
La proposta politico economica di Monti, potenzialmente, potrebbe attrarre buona parte dell’elettorato che fu berlusconiano, tutto il poco centro esistente in Italia e oltre la metà dei gruppi parlamentari del PD. Potenzialmente, perché sappiamo che poi prendere i voti veri è più complicato.
Rimane il fatto che, a questo punto, non basterà al PD ribadire la propria fedeltà all’”agenda Monti” perché rischierebbe un clamoroso auto gol. Un elettore potrebbe dirsi: “ se la politica da fare è quella indicata da Monti, allota voto direttamente Monti o chi lui mi indica. Perché dovrei votare per il PD?”.   Come si dice: tra l’originale e la copia, è sempre meglio l’originale.
Il PD deve trovare, e dare ai suoi elettori, delle valide ragioni per votarlo. Ragioni che vadano anche oltre l’idea di “rimediare agli errori della Fornero” come nel caso degli “esodati”.
Ma non può, pena il venir meno della fiducia dei “poteri forti”, avanzare proposte “di sinistra
Dunque il tema è: come convincere lavoratori, pensionati, studenti a votare PD  senza promettere loro, che sono stati pesantemente danneggiati dal Governo Monti, praticamente nulla ?
Si potrebbe sempre buttarla sull’antiberlusconismo, in fondo Bersani è certamente meglio del Cavaliere. Ma il furbissimo Monti, con due micidiali battute, ha tolto al PD anche questa carta.
Certo realisticamente Monti non prevede che le liste (o la lista più probabilmente) che lui appoggerà possano prendere la maggioranza relativa dei voti.
Probabilmente punta ad avere un buon risultato al Senato. Un risultato che “costringerebbe” il PD (che in realtà ne è in gran parte desideroso) a stringere un accordo con il centro di Casini-Fini-Montezemolo e Super Mario.
Un accordo “obbligato” che, in nome della GOVERNANCE, renderebbe impossibile qualsiasi, eventuale, promessa fatta durante la campagna elettorale.
Con buona pace della piccola sinistra interna al PD e di quella componente, al momento esterna, chiamata SeL o Vendola.

Matt 1                                                             24 dic 2012

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Una risposta a Mario Monti scende in campo! Merry Christmas and Happy New Year !

  1. blog ha detto:

    I love the efforts you have put in this, regards for all the great articles.

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