Politica cesanese: pare, si dice, sembra che . . .

EPPUR SI MUOVE . . .
Ci sarà qualcuno curioso di sapere cosa succede nella stagnante, per non dire pietrificata, politica cesanese? Noi lo siamo e quindi, pur disponendo di pochissime informazioni, cerchiamo di avanzare qualche ipotesi (e qualche chiacchera) su quello che sta succedendo a Cesano..
Il presupposto iniziale è che, salvo nuove elezioni politiche, si arriverà alle amministrative del 2014 avendo come riferimento i risultati delle elezioni di febbraio.
Elezioni che per l’estrema destra cesanese: il PdL, non sono affatto andate bene.  (vedi qui…)
Per il 2014 la destra cesanese avrà il grosso problema di individuare un candidato sindaco. Del tutto improbabile la riproposizione della candidatura di Massimo Mainardi sul quale anzi circolano voci, assolutamente non verificate, di un possibile “sganciamento” dall’alleanza con la destra per un ritorno  alla compaggine di centro (impropriamente chiamata di centro-sinistra). Operazione che, ancora una volta, sarebbe guidata dal residuo gruppo di socialisti-craxiani che governarono Cesano nel bel tempo che fu (per loro…) .
Rimanendo sempre nel campo del “si dice che…” e passando dalle parti del principale partito di centro: il PD appunto, occorre rilevare che:
il calo elettorale è stato certamente più contenuto che nel caso del PdL. Tuttavia bisogna tenere conto dei voti attesi e che non sono arrivati. Come direbbe un avvocato: al danno registrato, quasi mille voti in meno che nel 2008, occorre aggiungere il mancato ricavo, ovvero i voti attesi vanamente.  Questo è un primo dato.
Certamente la storia elettorale cesanese dimostra che in occasione delle amministrative il PD (prima PCI-PDS-DS ma anche DC-PPI-Margherita poi uniti in matrimonio) ha sempre mostrato una grande capacità di recupero. Forse l’unica vera abilità di questo partito, almeno a Cesano.
Contro però giocano i pesanti tagli ai bilanci comunali da parte del Governo, che costringeranno (dovrebbero) a rivedere la solita politica.  Intoccabile il finanziamento all’inutile Festa Patronale (quello al cinema-tatro Cristallo è già stato deliberato…) si tratterà di vedere cosa riusciranno a fare con gli altri.E si sa che quando la coperta è corta …
Un punto imponderabile (ma influente) invece, in un comune come questo dove non più di qualche centinaio di persone segue la vita politica, è cosa succederà sulla scena politica nazionale.  Se il PD farà o meno un governo, ecc. ecc.
Altri punti deboli sono: un PGT troppo orientato a cementificare e soprattutto il caso della MANCATA PISCINA. Caso non risolto, probabilmente non risolvibile e sul quale noi, se fossimo l’opposizione, ci giocheremmo tutta la campagna elettorale (del resto chi non ricorda il candidato sindaco nel 2009 inaugurare gongolante la piscina scoperta solo pochi giorni prima delle votazioni…chi di spada ferisce…).
Da registrare tra i punti deboli del PD: il sindaco D’Avanzo (ma anche qui siamo ai: pare che/si dice che/sembra che/si mormora che) abbia intenzione di ricandidarsi come consigliere. Magari nella lista PD, e che si ripresenti pure la lista che porta  il suo nome (Lista Civica per D’Avanzo sindaco). Ovviamente lo farebbe per poi “mettersi a disposizione” della nuova amministrazione. Magari, aggiungiamo noi, per fare nuovamente l’assessore al bilancio, ruolo che ricopre (di nome o di fatto) ormai dal 1994.
Ma tutto questo sarebbe tanto abnorme che pensiamo si tratti solo di una voce infondata.
Avvolto nel mistero il caso del Movimento Cinque Stelle, quello di Grillo insomma. Il loro risultato alle politiche è stato clamoroso: 3.500 voti per la Camera dei Deputati.   Questo potrebbe indurre qualcuno ad organizzare una lista per il 2014. Il punto è delicato perché: presentare una lista richiede un livello di organizzazione e di presenza sul territorio. Ma soprattutto occorre avere un progetto amministrativo. Poi dei candidati che siano “spendibili” ovvero seri, competenti, conosciuti. Gente che riesca a prendere i voti e poi, eventualmente, che sappia governare.
Non è semplice.
Infine veniamo alla sinistra. Reduce da anni di pessimi risultati elettorali a livello nazionale e locale, la sinistra cesanese (come quella nazionale del resto) certamente ci riproverà.
Probabilmente non si ripeterà l’errore di presentare due differenti liste, PRC e SeL, come nel 2008.
A favorire questo processo aggregativo potrebbe essere proprio quel Laboratorio Politico Cesanese che, attivo ormai da diversi mesi anche se non è ancora molto conosciuto, potrebbe elaborare  un programma di governo del tutto differente da quello dell’amministrazione D’Avanzo.
Come potrebbe presentarsi questa (eventuale) lista LPC,  in alleanza col PD oppure no?
Dipende. La risposta crediamo sia soprattutto nelle mani del PD.
Se il PD dovesse proporre una candidatura “in continuità” con le due amministrazioni D’Avanzo, l’alleanza sarebbe impossibile. LPC infatti è da sempre critica nei confronti di questa amministrazione e ritiene che Cesano nei prossimi anni debba essere sì guidata da forze di sinistra alleate al PD, purchè però ci sia un grande rinnovamento nel  programma di governo e nel personale politico chiamato a realizzarlo.
Per la scelta del personale poi non si tratta tanto di una questione anagrafica quanto piuttosto MERITOCRATICA. Per LPC la possibilità di discutere di alleanze ci sarà solo se dal PD usciranno: proposte nuove e condivisibili,  candidati nuovi. Viceversa, meglio che ciascuno vada per la propria strada.
Questa è la situazione alla data qui a Cesano. Per il resto, si vedrà…
Cesan Boscon, 12/03/2013
Matt 1
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6 risposte a Politica cesanese: pare, si dice, sembra che . . .

  1. pennology ha detto:

    Non si sente nulla di una lista civica, che abbia voglia di stare al di fuori di destra e sinistra, che coinvolga giovani, che aggreghi qualche persona competente, che abbia effettivamente qualche idea nuova e non solo dica di averla, o roba del genere ?

  2. pennology ha detto:

    mi auguro che non ci sia una lista accomunata soltanto dal fatto di essere “gente delusa” o “incazzati” o “vaffa quello e vaffa quello” … … come dicevi tu nell’articolo l’imponderabile influenza nazionale potrebbe fare scuola. Pongo alcune domande:
    Se sono poche centinaia le persone che seguono la politica locale ( e io sono tra quelli che la seguono molto episodicamente) ci sarà uno o più motivi? si può fare qualcosa perchè sia più seguita (posto che sia un danno non seguirla)? potrebbero essere dei mezzi di comunicazione (giornali o assemblee) a fare ciò? potrebbe essere una scuola popolare di educazione civica-locale ad aiutarci a capire e aiutare qualche persona a entrare in campo edotto della situazione? i partiti locali fanno già qualcosa? organizzeranno delle primarie locali? basta troppe domande.

    • elpaesdimatt ha detto:

      questo piccolo blog era nato proprio con questa ambizione: allargare la discussione politica locale. Che è importante, spesso più importante che stare a casa a seguire i talk show che parlano (o meglio: urlano) di politica nazionale. Se non ti occupi di quello che succede nel tuo paese … Sulla scuola di politica io sarei del tutto favorevole. Ce ne sarebbe proprio bisogno.

  3. Giovanni M. ha detto:

    dall’articolo sembrerebbe che l’unica lista civica che potrebbe stare fuori dai partiti è quella di mainardi. che dio ce ne scampi!

    io seguo poco ma non ho ancora visto grillini per cesano. neanche ai seggi ce n’erano.

  4. pennology ha detto:

    Io mi auguro che se ci sarà una lista civica, non sia targata M5S. Nulla in contrario sui meriti della cosidetta politica dal basso, anzi! Quella dei grillini mi sembra anche molto dall’alto pilotata. Mi pare che M5S sia troppo puntata sulla pars destruens e poco sulla pars construens (=progetto politico serio di lunga gittata). Anche la Lega partì allo stesso modo (“Roma Ladrona”, Marcia su Roma, Bossi leader, la religione padana, e “logoi” del genere). E’ anche vero che la politica italiana post Aldo Moro è andata in declino proprio per la mancanza di progetti politici a lungo termine, oltre quello degli stati uniti d’europa (ora già dimenticato) la quale mancanza ha aperto le falle per far entrare populismo, autoreferenzialità, corruzione, leaderismo e particolarismo. Non sono valse le campagne “mani pulite”, e “seconda repubblica”. Nell’ambito locale, le cose sono un pò diverse. Mi auguro che il motore e l’ideale di una lista civica non sia una cosa del tipo “un’aggregazione di tutti gli incazzati che vogliono il ricambio degli amministratori, basandosi sull’unica base che comunque il nuovo è meglio del vecchio”. Secondo me occorre uscire dallo schema destra-sinistra; chi ha amministrato e chi era all’opposizione ed entrare in un’ottica diversa: “una lista civica, che abbia voglia di stare al di fuori di destra e sinistra, che coinvolga giovani, che aggreghi qualche persona competente, che abbia effettivamente qualche idea nuova”, che ne studi l’applicazione nella realtà locale, che crei coesione sociale a Cesano, senza scomuniche e senza alzare steccati. Inoltre, la riflessione che sta nel dibattito emerso in questi giorni (Cella, Negri, Indino) verte sull’esigenza di trasparenza cioè di comunicazione trasparente delle scelte amministrative (c’è problema di strumenti?) ma soprattutto c’è la tentazione di qualcuno che è dalla parte della sinistra che vuol far passare un vecchia idea di società civile: la società, organizzata in formazioni sociali e associazionismo sarebbe un fatto privato. Ma stiamo scherzando? La politica locale è il primo ganglio vitale per applicare la sussidiarietà, e’ quindi quell’ente che riconosce, coordina, sostiene e sarebbe bello anche aiuta a formare e sviluppare il sociale che si esprime nelle associazioni sul territorio. Per cui se la politica cesanese ha fatto questo negli ultimi anni, in linea di principio ha fatto bene. Dobbiamo lamentarci se non l’ha fatto abbastanza, lasciando scivolare nelle cose secondarie per esempio il ostegno all’associazionismo sportivo (quello basato sul volontariato). Dobbiamo invece lamentarci se la società cesanese non ha avuto molte altre effervescenze ed espressioni culturali e associative. Forse ha appena cominciato a produrle, e quindi a trovare più protagonismo nei cittadini. Questo protagonismo va incanalato per costruire cose, non per demolire gli altri; per legare le realtà, non per contrapporle; per scatenare la fantasia sociale non per appiattirci al dogma: “fuori i vecchi, largo ai giovani”. Quando a bordo campo un genitore rogna contro l’allenatore, contro la società sportiva, contro l’arbitro( che poi è un altro genitore), contro l’organizzazione ecc., non gli dico “vattene”, gli chiedo “tu cosa puoi fare per migliorare?”. Rilancio l’idea: una sorta di scuola popolare di Vita Comune della Polis (=poliitica), educazione civica per i cittadini, autogestita da loro, con l’aiuto di chi ha esperienza e di chi ha competenze in merito, ma con il protagonismo dei giovani.

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