Primarie del PD di Cesano Boscone. II incontro, valevole per il titolo di CANDIDATO SINDACO. Alcune opinioni…

Se il primo dei due incontri tra i candidati al ruolo di candidato-sindaco per il PD se lo era aggiudicato Giovanni Bianco ai punti, per usare una metafora pugilistica, certamente questo secondo e ultimo incontro ha visto prevalere, e nettamente, Simone Negri.
L’impressione che ne ho ricavato io anzi e che Negri già al primo round abbia assestato dei colpi micidiali all’avversario, che per il resto della serata ha barcollato sul ring.
Vorrei soffermarmi su alcuni punti che mi hanno colpito.
Negri è apparso più carico, ricco di argomenti e di proposte. Ha scelto di spiegare in dettaglio cosa ne pensa di alcuni argomenti, ha preso impegni in modo molto chiaro e, finalmente,  si è visto un inizio di  sganciamento dall’amministrazione D’Avanzo. Ha pronunciato molto chiaramente la parola DISCONTINUITA’ con questa amministrazione rivendicando le cose che, grazie a lui e ad altri consiglieri PD, la Giunta D’Avanzo NON ha fatto e che invece voleva fare: vendere il parchetto di via Goldoni, vendere l’asilo di via Garibaldi, costruire delle case dietro la piattaforma ecologica. Si è impegnato a rivedere il PGT, in particolare per impedire una nuova colata di cemento tra l’Auchan e il Tessera, ha spiegato che farà una giunta nuova, non solo dal punto di vista anagrafico ma politico-amministrativo.
C’è la necessità di mettere Cesano (che è un quartiere della Grande Milano, non scordiamocelo) al passo coi tempi. Ed ecco l’entusiasmo manifestato da Negri per l’idea di Città Metropolitana . Da questo punto di vista ha saputo infondere, negli ascoltatori, una buona carica di energia e di aspettative positive. Anche a Cesano le cose possono cambiare, e in meglio! Questa la suggestione che ci ha lasciato. O meglio, che ha lasciato a me.
Ha chiesto a chi preparerà le liste di preoccuparsi di mandare in consiglio comunale delle persone PREPARATE, MOTIVATE, COMPETENTI. Se si vuol far diventare il consiglio  il perno  della vita politica è necessario che sia composto da persone all’altezza del compito.
Chi abbia mai assistito alle riunioni consigliari negli ultimi 10 anni si rende ben conto che se ciò accadesse sarebbe certamente una novità rivoluzionaria…
Giovanni Bianco invece è apparso in difficoltà, subìto il primo attacco e non ha mai saputo recuperare. Propone una continuità con le amministrazioni D’Avanzo che è imbarazzante.
Pur essendo dichiaratamente renziano non sposa in alcun modo la politica della ROTTAMAZIONE del vecchio. Anzi, nel suo respingere l’idea di rinnovare  il personale politico cesanese, per valorizzare l’esperienza dice, pare già di vederlo assegnare due importanti posti all’attuale sindaco D’Avanzo ed alla sua vice. Immaginiamo una Giunta Bianco con ancora D’Avanzo al bilancio e la Di Giuseppe ai servizi sociali? O ad altri assessorati, poco cambia.
No, la sua proposta sa molto di vecchio, di già visto.
Negri afferma la necessità di rivedere anche i costi della Festa Patronale e le spese del settore cultura, al contrario Bianco ricorda a tutti la presenza di Città Viva (ovvero del cinema-teatro Cristallo) e, non lo dice esplicitamente ma si intende che continuerà a finanziarli come ha fatto D’Avanzo.
Una pesante scivolata l’ha fatta quanto ha rivendicato con orgoglio la propria professione. Citazione testuale: “35 anni avvocato. Ho un buon lavoro che mi sono sudato e guadagnato”.
Vien subito da pensare ai tanti, forse ai più, che un buon lavoro non l’hanno mai avuto in vita loro , nemmeno un buon stipendio e adesso nemmeno una decente pensione. Costoro cosa dovrebbero dire di se stessi: “è quello che mi merito ?”. Una bella e inopportuna frase quella di Bianco di chiaro sapore neo-liberista (e forse anche calvinista). Probabilmente voleva essere una replica a chi ricordava che il Bianco la professione di avvocato l’ha intrapresa seguendo le orme del padre.
C’è solo un punto tra le argomentazioni di Giovanni Bianco a cui riconosco una certa validità.
Si tratta di quello relativo al “mestiere della politica”.  Bianco il 12 dicembre aveva rivendicato di lavorare oltre 12 ore al giorno e di dividere il suo tempo tra lo studio di avvocato e l’incarico di assessore. Il tutto svolto nello spazio di pochi metri essendo posti, studio e municipio, uno di fronte l’altro. Ha ricordato a Negri che la politica non può essere una professione, che è finito quel tempo . Giusto, condivido pienamente. MA…
Perché ci sono dei MA anche quando si fanno affermazioni condivisibili.
Il primo è questo: il potenziale conflitto d’interessi. Un sindaco entra in contatto con molte persone nel corso della sua attività: imprenditori, proprietari terrieri, immobiliaristi, costruttori eccetera. Tutti POTENZIALI clienti di uno studio d’avvocato.
Secondo: se è vero che la politica si deve fare per passione e non deve diventare un mestiere, ciò però non può significare che la politica la possano-debbano fare solo certi ceti sociali, quelli che una volta si chiamavano: BENESTANTI.
Solo un professionista con studio avviato, e che continua a operare, può sentirsi libero di amministrare come meglio crede?  perché, è la tesi, può decidere anche di dimettersi senza dover pensare allo stipendio. Se non hai un lavoro sei in qualche modo COSTRETTO a fare il sindaco ad ogni costo, altrimenti di che vivi ?
Ma è stata proprio la politica neo liberista perseguita in questi anni che ha prodotto una generazione di precari, di persone che dopo anni ancora non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Poiché non possono tutti diventare liberi professionisti, e nemmeno capita che tutti crescano in una famiglia da cui ereditare una prestigiosa e redditizia professione, allora la politica per disoccupati, precati, impiegati, operai, ricercatori universitari deve essere preclusa?
O costoro dovrebbero accontentarsi di preparare la colla e attaccare i manifesti per il libero-professionista-candidato di turno?
Queste cose succedevano nell’800 quando la politica era fatta solo da questa gente.
Poi il mondo è cambiato! sebbene ci siano dei rischi impliciti nella politica come unico mestiere non credo affatto che la soluzione sia quella di affidarsi ai liberi professionisti “prestati” alla politica. A Cesano veniamo da 10 anni di amministrazione affidata ad un commercialista ed i risultati non sono certo stati migliori del periodo precedente quando la guida politica era affidata ad una maestra elementare in aspettativa, tornata a lavorare a scuola una volta terminati i suoi incarichi pubblici. Il Negri oggi ha un contratto a termine e non sa cosa farà dopo. Condizione condivisa con milioni di persone, coetanee e non.  Quello di sindaco sarà un altro lavoro precario, come quelli che ha svolto sino ad oggi.

Terzo: il Sindaco è responsabile di tutto. A lui fanno capo tutte le responsabilità giuridiche e politiche. A Cesano c’è bisogno di un sindaco a tempo pieno, che lavori 12 ore al giorno per la comunità. No part-time.

L’ultima osservazione la voglio fare sul tema “la politica che sceglie”.
Negri ha parlato di scelte condivise, di amministrazione che propone delle soluzioni e che prima di adottarle le discute con i cittadini interessati.
Bianco ha enfatizzato espressioni come : l’amministrazione che decide, che agisce. Poi ha detto: “Renzi dimostra di tenere tutti in riga”.
Ecco, voglio dire, sommessamente a Bianco, se questa è la strada che intendi seguire temo che non arriverai molto lontano. E’ vero che l’infausta legge elettorale dà  tutto il potere (o quasi) in mano al Sindaco. Ma è pur vero che, anche volendo, non si riesce a governare così.
Le lamentele che si sentono da parte della maggioranza del PD cesanese non sono proprio lì a dimostrarlo? Non si rimprovera forse al Negri di aver ostacolato e impedito il pieno dispiegarsi dell’azione amministrativa di D’Avanzo?
Dunque in politica occorre parlare, discutere e cercare, continuamente e faticosamente, ACCORDI. Innanzi tutto con la propria cittadinanza, poi con la maggioranza, ed anche con l’opposizione tante volte.
L’uomo solo al comando non funziona mai. Coltivare di queste illusioni porta a sicuro fallimento. A Cesano lo sappiamo bene.
Matt 1   18 gennaio 2014
PS: simpatico il siparietto iniziale col sindaco D’Avanzo che propone quattro domande ai due candidati al ruolo di candidato-sindaco. La seconda domanda poi…come pensate di risolvere i problemi quali la piscina?
Fossero stati presenti, sarebbero arrossiti anche i Bronzi di Riace.
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Una risposta a Primarie del PD di Cesano Boscone. II incontro, valevole per il titolo di CANDIDATO SINDACO. Alcune opinioni…

  1. Gianni ha detto:

    HO SEMPRE VOTATO PD….ma ora basta, D’Avanzo INSEGNA!

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