UNA RIFLESSIONE INUTILE, E NEMMENO NUOVA, MA LA FACCIO LO STESSO.

Qualche numero, pochi.

                           6                                                           candidati al posto di sindaco.

                       173                                                           candidati al posto di consigliere

                    6.614                                                        i voti di preferenza espressi dagli elettori

                   12.980                                                         i cesanesi che hanno votato.

Questi sono alcuni numeri relativi alle ultime elezioni amministrative, quelle del 25 maggio 2014.

E allora…? direte voi.

E allora, dico io, succede che io ho assistito a quasi tutti i consigli comunali di questi ultimi 5 anni, e tutta questa gente non l’ho mai vista.

Controllate, se non ci credete, nelle cronache che ho scritto per questo blog.

Quando nella Sala della Carrozze ci sono 50 persone presenti, è festa grande. Normalmente sono molto meno, e gli  habitué non superano la ventina.

Allora, mi chiedo io, da cosa nasce tutta questa voglia di partecipare alla vita politica e amministrativa che porta ben 173 persone a candidarsi? Le avessimo mai viste, non dico in una sera, ma in un anno 173 persone…

E una volta candidate, come fanno ad essere votate dai loro concittadini? E questi elettori che esprimono il voto di preferenza, sanno chi stanno votando? Sanno cosa ha fatto, o non ha fatto, il consigliere uscente ? Sanno cosa ha intenzione di fare il consigliere che vorrebbe entrare?

A me il dubbio viene perché ho visto, nel corso degli anni, consiglieri (e consigliere) assistere impassibili, per l’intera durata della legislatura, a tutte le riunioni del consiglio comunale, senza fare mai una proposta, presentare mai una mozione, scrivere mai un’interpellanza, esprimere, anche solo una volta, una propria opinione. Poi ripresentarsi alle elezioni e raddoppiare le preferenze. E non l’ho visto succedere solo una volta, credetemi.

Ma i cittadini… quando scelgono un candidato da votare, come fanno? Sanno in cosa consiste l’attività di consigliere comunale? Quali sono i compiti? Hanno valutato se il candidato da loro scelto abbia le caratteristiche adatte per assolvere al meglio questi doveri?

Si tratta di domande retoriche, la risposta la conosco bene. NO, non lo sanno.

Ci si candida per tante ragioni, ma sono davvero pochi quello che sanno cosa stanno davvero facendo. E si sceglie di votare uno o l’altro candidato in base alle più svariate motivazioni. Ma chi vota quasi mai si chiede se si sta scegliendo l’uomo o la donna giusti per il posto giusto.

Non parliamo poi delle campagne elettorali e delle elezioni. I tornei dei cavalieri medioevali, quelli con cavalli, corazze e lance, erano certamente meno cruenti.

Ma la cosa divertente sono le persone che, solo in queste occasioni, decidono di “scendere in campo”. Non esistendo più i partiti, i candidati (sindaci) si circondano di comitati elettorali improvvisati, che si sciolgono subito dopo le elezioni.

In questi giorni, i pochi sfigati che seguono costantemente la vita politica del paese, sono investiti da questi neofiti che, ignari di tutto, tutto indubitabilmente pensano di sapere. E spiegano…

Atteggiamento questo che trova la sua massima espressione all’interno dei seggi, quando scrutatori e presidenti che hanno appena finito di leggere le istruzioni ministeriali nel bagno di casa, dimenticandolo lì oltretutto, spiegano, decidono, attribuiscono voti oppure no, e chiamano la forza pubblica. Felici, per una volta, di sentirsi importanti.

Naturalmente non facendo minimamente caso a chi, spesso con 20, 30 o 40 anni di esperienza in materia, richiama l’attenzione alle norme in vigore.

Sinceramente tutto questo mi lascia molto perplesso.

Mi lascia sempre più perplesso, anno dopo anno.

Come mi lascia perplesso il fatto che il voto dell’ultimo arrivato, che non sa nemmeno per cosa si stia votando, per eleggere chi, con il potere di fare che, valga quanto il mio che invece mi documento, leggo, studio prima di prendere una decisione.

Evviva

 

Matt 1    che tra se e se spesso pensa:  “Mah…”

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