Cesano Boscone ha scelto Simone Negri ! Il cambiamento è già iniziato, e adesso può proseguire…

Al PD di Milano dovrebbero fare un monumento a Simone Negri. Normalmente infatti dopo 10 anni di amministrazione fallimentare, guidata da un sindaco del PD, la logica vorrebbe che le elezioni le vincesse l’opposizione. Se questo a Cesano Boscone non è accaduto lo si deve a due fattori: le divisioni al limite del suicidio nel centro destra cittadino, la capacità, lo spessore umano e politico messo in mostra da Simone Negri.

Ma andiamo con ordine e cominciamo dal centro destra. Il loro problema fondamentale riguarda il personale politico. A Cesano, basta guardare i risultati elettorali degli ultimi 20 anni, c’è da tempo una prevalenza del centro destra nel voto politico nazionale, prevalenza che non si riflette nelle elezioni amministrative. Gli elettori del centro destra, quando si tratta di scegliere da chi farsi amministrare, optano per persone diverse. A Cesano la sinistra prima ed il centro sinistra poi, governano ininterrottamente dal 1974. In questa situazione un personale politico credibile deve emergere dall’opposizione, dovrebbe formarsi a questa scuola. Se pensiamo agli ultimi tre candidati a sindaco del centro destra invece, vediamo tutte le difficoltà che ha quest’area politica nel reclutamento e la formazione del proprio personale. Nel 2004 candidato sindaco per Forza Italia fu Vincenzo Bongiorno, che non riuscì poi nemmeno a diventare capogruppo in consiglio comunale, sconfitto da lotte intestine al gruppo. In quella stessa tornata Alleanza Nazionale candidava Santi Raimondo, e, se non ricordiamo male, la Lega presentò un proprio candidato sindaco. Di fronte avevano un centro sinistra, e una sinistra, compatti nel sostenere D’Avanzo. Non ci fu storia.

Cinque anni dopo, Bongiorno capeggiava una lista civica alleata con D’Avanzo, e il candidato del centro destra fu Massimo Mainardi, socialista e già consigliere e assessore per il centro sinistra. Per sperare di vincere il centro destra dovette reclutare il proprio candidato nello schieramento opposto.

Questa volta, 2014, il candidato Fabio Raimondo ha poco da rimproverarsi. Lui ha fatto tutto quanto era in suo potere per cercare di vincere. Ma sebbene fosse già chiaro da anni che lui era l’unico candidato possibile, l’ufficializzazione della sua candidatura c’è stata solo all’ultimo giorno utile. Prima di allora tanti mal di pancia, specialmente in Forza Italia commissariata ben due volte, una candidatura in solitaria di NCD con il posto di candidato passato da padre in figlio. Avrebbe potuto presentarsi in condizioni peggiori il candidato Raimondo? Non credo.

A fronte dei problemi di centro destra, quelli di centro sinistra.

L’amministrazione D’Avanzo è riuscita a fare tabula rasa di qualunque speranza nei suoi originari sostenitori. Ha amministrato, oggettivamente male, Cesano per 10 anni. Anni conclusi con l’Amministrazione chiusa dentro il fortino municipale assediata innanzi tutto dai militanti e gli elettori del centro sinistra, che giustamente si aspettavano ben altro. In questo contesto Simone Negri ha saputo costruire il suo capolavoro politico. Giovane, “nativo” del PD, nel senso che si è iscritto al PD al momento in cui il partito nacque non provenendo da nessun altro tipo di militanza, ha svolto l’incarico di coordinatore di zona per il sud-ovest, compito che gli ha permesso di conoscere e farsi apprezzare all’interno del PD milanese. Capogruppo eletto con molti voti di preferenza nel 2009 è riuscito ad impedire all’amministrazione di portare sino in fondo le sue scelte peggiori, e nello stesso tempo a tenere insieme il gruppo consiliare. La sua candidatura è stata fortemente osteggiata dall’amministrazione, ma invano. La svolta vera, il cambiamento si è registrato la sera della vittoria nelle primarie del PD. Le proporzioni della sua vittoria sono state tali da non lasciare dubbi circa la volontà del popolo di centro sinistra di cambiare decisamente aria rispetto al clima asfittico della giunta D’Avanzo. In tutto questo percorso Negri ha dato prova di essere un candidato via via più credibile e convincente. E infatti il suo è stato un crescendo ininterrotto sino alla vittoria del ballottaggio.

Per cercare di contrastare la cavalcata di Negri sono stati cercati e inventati espedienti vari. Quello che doveva essere il più insidioso, la presentazione di liste civiche in opposizione al centro sinistra ma provenienti dalla stessa area, CesanoCambia e soprattutto Cesano2020 con la presenza di due ex assessori di D’Avanzo e di Giovanni Addonisio dal 1974 ininterrottamente presente in tutti i consigli comunali e/o giunte cesanesi, alla resa dei conti si è dimostrata poca cosa.

Hanno ottenuto ciascuno un consigliere comunale, strappato al centro destra.

Ma non sono mancati i colpi bassi, le illazioni, le insinuazioni sui presunti patti che Negri avrebbe stretto per vincere con individui poco raccomandabili. Insinuazioni che hanno costretto Negri a diffidare formalmente due candidati di Cesano2020 dal proseguire in questa ignobile attività.

Colpi bassi che hanno raggiunto il culmine quando il sindaco uscente ha pensato bene di indirizzare una lettera aperta (Lettera aperta legalità.) a David Gentili sul tema, apparentemente, della legalità a Cesano Boscone. Andando, oltretutto, a riesumare vecchie storie nelle quali egli stesso non faceva proprio le migliore delle figure (chi fosse interessato qui trova qualcosa..) . Un tentativo, in piena campagna elettorale, di screditare la candidatura Negri avanzando dubbi sulla composizione della sua maggioranza e di alcuni candidati.

Tentativo, come si è visto, fallimentare e che consegna, ancora più velocemente del previsto, l’amministrazione D’Avanzo, ed il D’Avanzo stesso, all’oblio.

Miserie e meschinità che, mai come questa volta, hanno definitivamente corrotto l’immagine di chi le ha compiute.

Il cambiamento a Cesano è già cominciato. E’ in atto almeno dal giorno delle primarie, quando l’allora sindaco D’Avanzo, la sua vice Lilia Di Giuseppe, la loro sostenitrice ed ex sindaca Bruna Brembilla, HANNO PERSO. Come ha perso chiunque fosse in stretti rapporti con queste persone, come per esempio il responsabile del centro culturale Città Viva e presidente del comitato festa patronale, il ciellino Salvatore Indino. La loro sconfitta è stata suggellata definitivamente dal ballottaggio di ieri sera.

A Cesano Boscone si cambia, finalmente, passo. Simone Negri è l’interprete principale di questo cambiamento che era atteso e invocato da molti. Siamo certi che saprà portarlo avanti adeguatamente, scegliendo una squadra di collaboratori all’altezza della sfida.

Quello che ci si aspetta da loro è che amministrino bene il nostro paese, con le poche risorse che hanno, e che appunto perché poche vanno utilizzate al meglio, con i tanti debiti a bilancio, con i tanti problemi lasciato aperti (se non creati) dalla precedente amministrazione , iniziando dai marciapiedi rotti, le buche nelle strade, le strisce pedonali scomparse e arrivando fino al penoso caso della piscina.

Quello che devono fare i sostenitori, i candidati non eletti, i cittadini che si sono attivati per questa campagna elettorale, è NON LASCIARE soli i futuri amministratori nelle stanze del Palazzo comunale. Lì dentro le lobby, gli interessi particolari, i gruppi di potere, sanno farsi sentire molto bene. Invece il Palazzo lo dobbiamo aprire, le informazioni devono uscire le richieste devono entrare. Il rapporto deve essere dialettico.

Detto questo, sappiamo anche che sono nuovi, giovani. Dobbiamo lasciargli il tempo necessario per fare. La loro azione si misura nell’arco dei cinque anni del mandato. Quindi: calma e gesso.

Ma di questo sindaco ci possiamo fidare, ed è già qualcosa. Anzi, è molto.

Matt 1

Cesano Boscone, 9 giugno 2014

 

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Una risposta a Cesano Boscone ha scelto Simone Negri ! Il cambiamento è già iniziato, e adesso può proseguire…

  1. Besana ha detto:

    Tante cose interessanti: è utile leggere cosa scrive un pensionato attento all’evoluzione cittadina

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