IO L’AVEVO DETTO. Anzi, io VE lo avevo detto. Alla sinistra cesanese…

La notizia che il Monte Paschi di Siena, che ha incorporato la Banca Agricola Mantovana con cui il Comune di Cesano Boscone aveva stipulato la fideiussione, abbia ottenuto dal tribunale di Mantova un decreto ingiuntivo che ordina al comune di pagare 3.714.05,32 euro è il punto finale di una storia cominciata nell’autunno del 2003.
In quella data alle forze del centro sinistra cesanese, e a Rifondazione Comunista, venne imposta la candidatura di Vincenzo D’Avanzo. Non si vollero sentire ragioni, la candidatura a sindaco di Cesano, paese considerato “sicuro” per il centro sinistra, spettava ad un esponente democristiano.
Che allora fosse della Margherita o del PPI non ricordo e poco importa, il succo era che dopo la “rossa” Brembilla dovesse essere la volta di un democristiano.
Che il candidato non avesse “le physique du rôle” da nessun punto di vista non importò quasi a nessuno. Provammo, noi del PRC, a solleticare l’orgoglio degli allora DS chiedendogli di esprimere a loro volta un candidato sindaco che anche noi avremmo sostenuto. Niente da fare: chi contava, anche dentro i DS, aveva deciso! D’Avanzo doveva essere e così fu.

In quella tornata elettorale, siamo nel 2004, venni eletto consigliere. Ebbi modo di verificare dall’interno della maggioranza che i peggiori dubbi e i più inquietanti sospetti erano fondati. Intendiamoci, mica sto parlando di rubare. No… Già allora pensavo che per rubare occorresse avere una discreta intelligenza. Non eravamo in questa fattispecie. Il punto era un altro: gli assessorati erano una sorta di vice-reame dove ciascun assessore si sentiva in dovere di rispondere solo al sindaco ed a nessun altro. Al consigliere comunale veniva chiesto di fare poche domande e di votare sempre a favore della giunta. Ogni questione era discussa in giunta e se facevi una domanda ti rispondevano: “chiedilo al tuo assessore. Ne abbiamo già parlato col tuo assessore. Ecc.” .
In breve, per quanto mi riguardava, la misura fu colma. Volevo uscire da quella trappola che era la maggioranza, un posto dove le nostre idee non venivano prese in considerazione, neppure discusse, e che ti obbligava al contrario a sostenere scelte che non condividevi e che magari nemmeno avevi discusso. Il tutto era aggravato, e non poco, dalla sfiducia. Più li vedevo agire, meno ero convinto della bontà della loro azione. Man mano che la conoscenza del loro operato aumentava, parimenti aumentava la sensazione di avere a che fare con degli incapaci. Incapaci ad assolvere bene i compiti loro assegnati e per ottenere i quali si erano tanto dati da fare.
Opinione la mia condivisa, se ben ricordo, da tutti all’interno del nucleo di Rifondazione di Cesano.
Passai dunque a coltivare l’idea che dovessimo uscire dalla trappola della maggioranza per poter essere liberi di fare opposizione e attaccare la giunta D’Avanzo.
Qui nacquero i problemi per il PRC. Dopo 18 mesi, ripeto, 18 mesi di discussioni monotematiche, la maggior parte dei compagni era convinta di passare subito all’opposizione. Ma non lo era l’assessore che continuava a rilanciare la discussione, a drammatizzarla, a spostarla a Corsico piuttosto che a Milano. Alla fine, a decisione ormai presa, la goccia che fece traboccare il vaso fu vedere il Segretario Provinciale PRC precipitarsi un 23 dicembre a Cesano (dove non era mai stato prima) per dirci che, in sostanza, lui non era d’accordo. Passate le vacanze di natale presentai le dimissioni: dal PRC e dal consiglio comunale.
Era l’inizio del 2007. Da allora osservai la giunta operare creando via via sempre più scontento tra coloro che l’avevano sostenuta . Purtroppo quella Giunta, refrattaria a raccogliere qualsiasi critica e convinta di poter fare tutto da sola, si isolò sempre di più nel palazzo comunale. Passando, non senza una notevole dose di arroganza, di errore in errore.
Il punto cruciale però, per me, furono le elezioni del 2009. Lì le forze del centro sinistra cesanese, in gran parte molto insoddisfatte dell’operato della Giunta (le condizioni per il disastro della piscina erano già state poste tutte, anche se ancora non lo si sapeva) avrebbe potuto, e secondo me DOVUTO, cercarsi un altro candidato. Anche a costo di PERDERE le elezioni.
Ovviamente, rimasi solo con questa opinione.
Per questo oggi, di fronte all’evidenza del disastro delle giunte di D’Avanzo, dico che non solo loro (il D’Avanzo, i suoi assessori, consiglieri e sostenitori vari) devono sentirsi in colpa per gli sbagli che hanno compiuto (e che dovranno pagare i cesanesi nei prossimi anni) , ma anche chi si è, ottusamente, intestardito nel voler continuare a sostenere un candidato che nel 2009 aveva già abbondantemente fallito.
In politica occorre avere anche fiuto, sensibilità nella scelta delle persone. Non occorre certo che arrivi l’avviso di garanzia o l’arresto per rendersi conto che la persona è sbagliata. E se si pensa questo, occorre agire subito. O il prima possibile.
Ecco perché io oggi mi permetto di dire due cose:
  1. ve l’avevo detto ! L’avevo detto al PRC prima ed alla sinistra cesanese tutta poi. Avete tirato dritto e lo avete fatto rieleggere ancora. Di questo siete responsabili voi. Dovete sentirvi, politicamente se non moralmente, responsabili di averlo rimesso lì;
  2. al PD. Ringraziate il cielo che a Cesano avete trovato Simone Negri che con tutta questa storia non c’entra niente ed è fatto di ben altra pasta. Grazie a lui, alla sua credibilità umana prima ancora che tecnica, oggi vi trovate nell’incredibile posizione di avere rivinto le elezioni dopo 10 anni di giunta D’Avanzo. In pratica: un miracolo! Reso possibile certo anche dall’insipienza e dalla nulla credibilità del centro destra cesanese. Anche questo va detto. Tuttavia siete ancora a cavallo, NONOSTANTE TUTTO. La vostra componente cattolica vada in Chiesa ed accenda candele in segno di ringraziamento o appenda ex-voto. Gli atei ringrazino la loro buona sorte, e tutti tenetevi ben stretto questo sindaco.
    Perché non vi ricapiterà mai più una simile fortuna.

Matt 1 alias Walter Zucchelli

Questa voce è stata pubblicata in 2014. Contrassegna il permalink.

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