L’ASTUZIA DI RENZI

Non è il miglior momento per Renzi. La sua parabola politica, almeno in termini di consenso, dopo aver toccato l’apice adesso ha cominciato la discesa. Fatale è stato il Jobs Act, scritto direttamente da Confindustria, fatto approvare tale e quale da un Parlamento docile, ha incontrato l’opposizione decisa della CGIL e, sorprendentemente, anche della UIL. Tutto normale e tutto prevedibile per Renzi, se non fosse che agli scioperi proclamati dal sindacato ha aderito un numero decisamente alto di lavoratori e le manifestazioni di piazza sono state molto partecipate. Tutte cose che hanno un costo, in termini di consenso. Infatti il consenso a Renzi scende. Su tutto questo, come se non bastasse, dopo i recenti scandali corruzione di Milano (Expo con l’immortale Primo Greganti) e Venezia (con il MOSE) si è aggiunta l’inchiesta sulla Mafia a Roma, che sarà si opera principalmente della destra legata ad Alemanno, ma che (come al solito) vede pienamente coinvolti personaggi legati al centro sinistra ed al PD, per non parlare delle cooperative ex-rosse.
Stringi – stringi, a parte i tanti annunci fatti, l’unica cosa concreta (quasi) portata in porto da Renzi è il pesante attacco ai diritti dei lavoratori dipendenti. Per il resto NADA de NADA.

Inoltre si è già aperta l’importante partita politica della successione di Napolitano. Il prossimo Presidente della Repubblica dovrà essere amico di Renzi o, per lo meno, non dovrà essergli nemico. Ecco quindi che Renzi abbassa i toni nei confronti della minoranza PD che, sebbene insignificante dal punto di vista politico, dispone pur sempre di qualche deputato e senatore.
Non parliamo poi dell’immagine italiana all’estero. Il semestre di presidenza renziano si sta risolvendo in un fallimento. Al di là di qualche piccola polemica ad uso dei giornali, Renzi non ha certo convinto la Merkel e l’Europa a cambiare indirizzo abbandonando la stupida logica dell’austerità. Si ha anzi l’impressione che ormai Renzi sia trattato in quella sede come veniva trattato Berlusconi: un personaggio folkloristico che dice delle cose più o meno divertenti ma nulla di più. Pare di vedere in questi consessi internazionali le delegazioni degli altri paesi approfittare degli interventi italiani per andare in bagno, o fumarsi una sigaretta fuori dalla porta, data la poca utilità nell’ascoltarlo.
Bene o meglio MALE. E in questo momento di oggettiva difficoltà per Renzi, cosa ti inventa l’astuto primo ministro? Inaspettatamente tira fuori dal cilindro di prestigiatore l’idea di candidare Roma all’organizzazione delle Olimpiadi del 2024, e giustifica questa scelta con la necessità per l’Italia di risollevare la testa e guardare con ottimismo al futuro. Evidentemente domenica sera gli era capitata tra le mani quella poesia del Manzoni: “dagli atrii muscosi, dai fori cadenti, dai boschi, dall’arse fucine stridenti, dai solchi bagnati di servo sudor. Un volgo disperso repente si desta, intende l’orecchio, solleva la testa, percosso da novo crescente romor. “ Citando a memoria…
Forza Italia, ci esorta Renzi novello poeta, alza la testa, guarda con coraggio al tuo futuro !
E traduce, come è giusto che faccia un leader politico, questa esortazione in una proposta concreta: facciamo le Olimpiadi qui…! “
Ma come? Abbiamo appena “vinto” la speciale classifica di PAESE PIU’ CORROTTO D’EUROPA, abbiamo mezza classe dirigente, DI ENTRAMBI GLI SCHIERAMENTI POLITICI, coinvolta in inchieste su corruzione, appalti truccati, spese ingiustificate. Abbiamo appena saputo che anche a Roma, la capitale, operava un’organizzazione mafiosa, in aggiunta alle mafie “storiche” già attive, abbiamo un tasso di disoccupazione elevatissimo, quello relativo alla disoccupazione giovanile da record mondiale, un territorio che se piove per tre giorni di fila si sgretola, distruggendo case e spegnendo vite umane… e la soluzione di tutti questi guai sarebbe l’organizzazione delle olimpiadi?
Viene il dubbio che quello che ieri ha parlato non fosse Matteo Renzi ma Maurizio Crozza truccato…
Allora chiediamoci, giacché le cose i politici non le fanno mai per caso, perché proprio ieri Renzi ha fatto questa sparata?
A mio parere la risposta è ovvia: per depistarci. Renzi conosce bene i meccanismi mediatici, sa come usare televisioni e giornali. In un momento di difficoltà politica, in calo di consensi, l’ha SPARATA GROSSA. Ottenendo immediatamente il risultato di spostare la discussione pubblica dai problemi VERI che ci affliggono ad una questione INESISTENTE inventata lì per lì.
Infatti da ieri sui media, anche sui social media, non si parla d’altro .
Un volgare trucco. Che dimostra però una grande astuzia da parte di Renzi.
Se ne parlerà per qualche giorno, dividendoci tra favorevoli e contrari, poi la cosa cadrà nel dimenticatoio. Intanto però il governo avrà fatto i decreti attuativi del Jobs Act, o meglio glieli avrà fatti Confindustria e il governo si limiterà a promulgarli, e trovato qualche altro argomento da gettare in pasto alla pubblica opinione.
L’astuzia in politica, come nella vita, ha una sua rilevanza. Ma a condizione di essere ancella all’intelligenza e all’onestà.
Renzi, purtroppo per noi, finora ha dimostrato di possedere solo la prima.
Matt 1
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