Caso PISCINA . Conferenza stampa del Sindaco Simone Negri .

Importante conferenza stampa del sindaco Simone Negri il giorno 5 marzo 2015.
Due le notizie da comunicare entrambe inerenti il caso della piscina.
La prima notizia:
riguarda l’esito del ricorso che il Comune ha presentato contro il decreto ingiuntivo di ben 3.700.000 euro emesso dal Tribunale di Mantova. Soldi che il Comune dovrebbe restituire al Monte dei Paschi di Siena. Il Tribunale ha respinto la richiesta del Comune e ha invitato le parti a vedersi per trovare un accordo. Quindi ha dato appuntamento a tutti per il 24 giugno 2015.
Proviamo a riassumere i termini della questione: volendo dotare Cesano Boscone di una piscina pubblica l’allora amministrazione, sindaco Vincenzo D’Avanzo, stipulò un contratto di project financing con una società costituitasi appositamente, la Cesano Sport Management, con un capitale sociale di 10.000 euro successivamente portato a 100.000 .
Il contratto, teoricamente, prevedeva che fossero i privati a costruire la piscina, sopportandone i relativi costi, in cambio avrebbero gestito l’impianto e gli incassi per almeno 30 anni.
Ci saremmo così ritrovati, questo dicevano i politici a quei tempi, a godere di una piscina coperta ed una all’aperto, senza che i cittadini cesanesi sborsassero un solo euro.
Ad un certo punto però fu deciso che era necessario accendere una fideiussione. In pratica una banca, la Banca Agricola Mantovana poi assorbita dal Monte dei Paschi di Siena, che già aveva esaminato e dato il proprio benestare al project financing, mise a disposizione del progetto piscina una somma di denaro utile ad effettuare i lavori.
Garante di questa somma: il Comune di Cesano Boscone.

Quindi, in pratica, la cosa funzionava così:
i lavori nel cantiere della piscina iniziano e vanno avanti. Ad ogni stadio dei lavori viene redatto un documento chiamato SAV, Stato Avanzamento dei Lavori. Lo firmano: il Direttore del cantiere per conto della società che esegue i lavori, il Responsabile Unico del Procedimento per il Comune di Cesano Boscone, un tecnico delegato per la banca. Con il SAV viene certificato che i lavori sono arrivati ad un determinato punto e quindi la banca eroga la cifra necessaria alla prosecuzione dei lavori.
E’ in questo modo che si è arrivati ai 3.700.000 euro che ora MPS pretende di riavere dal Comune. La Sport Management nel frattempo è stata portata in tribunale dal Comune di Cesano, condannata a pagare 1.500.000 euro circa, ma essendo intanto fallita non risulta abbia versato nulla nelle casse comunali.
Avendo il Tribunale rigettato il ricorso del Comune, in questo momento MPS ha la facoltà di decidere di pignorare dei beni comunali per garantirsi la restituzione dei soldi che le spettano.
Tuttavia è lecito pensare che, almeno fino al prossimo 24 giugno non accada nulla del genere. Nel frattempo però le due parti dovranno incontrarsi e cercare di trovare un punto (e sopratutto una cifra) d’intesa.
La seconda notizia:
nelle scorse settimane il Sindaco Simone Negri e la Segretaria Generale dott.ssa Anna Maria Bruno hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere, in buona sostanza, alla magistratura di aprire un inchiesta penale. L’ipotesi è quella che qualcuno, non ancora chiaramente identificato, abbia compiuto una truffa ai danni del nostro comune.
L’esposto segue lo studio attento di tutte le carte disponibili sul caso, compreso il CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio) redatto da un tecnico estraneo alle parti in causa e dal quale si apprende che ci sono opere che non sono state eseguite, altre che sono state eseguite ma pagate due volte, altre ancora che sono state eseguite solo in parte ma pagate per intero.
In particolare le opere relative agli impianti delle piscine e quelle elettriche sono quelle che destano maggiori perplessità.
Poi, altro elemento che accende la lampadina del sospetto, ci sono alcune notizie, reperite tramite internet, pubblicate da alcuni giornali come il Corriere della Sera nella pagine di Bergamo per esempio, e che raccontano di situazioni stranamente simili a quanto accaduto a Cesano.
Come a San Giovanni Rotondo (FG) o a Cologno al Serio (BG).
In sostanza l’ipotesi, sulla quale pare indaghi anche la Procura di Bergamo almeno stando al Corriere, è quella di un fallimento programmato al fine di fare sparire i soldi.
In sostanza si tratterebbe di uno schema di questo tipo:
si presenta il progetto per una piscina, si apre un project financing, si accende una fideiussione, si dichiara il fallimento. Nel frattempo i soldi che  sono stati erogati, ovviamente in misura superiore ai costi sostenuti, spariscono.
E’ un ipotesi certo, ma il dubbio è lecito averlo.
In questo senso è stato chiesto l’interessamento della Magistratura penale affinché apra un’inchiesta e possa accertare cosa sia davvero successo nel corso di tutta questa storia.
Auguriamoci che ciò accada quanto prima…
Ma, al di là delle inchieste penali, resta il fatto che tutti gli attori coinvolti in questa faccenda portano delle responsabilità su quanto accaduto. La banca per esempio, non può esimersi dalla responsabilità dei controlli che avrebbe dovuto effettuare. Se fosse vero, per esempio, che ci sono opere pagate due volte, o mai eseguite e pagate ugualmente, ora non è possibile pretendere di rifarsi sul Comune, giacché era dovere della banca verificare.
Partita tutt’altro che chiusa dunque !
C’è poi l’aspetto politico di tutta questa faccenda: chiunque abbia frequentato il consiglio comunale negli anni passati ha ancora nelle orecchie le tante roboanti rassicurazioni: “va tutto bene, è tutto sotto controllo”. I risultati sono lì sotto gli occhi di tutti.
Sarebbe giusto che ci fosse una legge che chiami gli amministratori pubblici a rispondere dei danni causati alla loro cittadinanza per incapacità e inefficienza con una penale aggiuntiva in caso di arroganza.
Si salderebbero i debiti passati e ne avanzerebbero ancora…

Matt 1   5-3-15

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