Jobs Act. Inconto pubblico del PD di Cesano Boscone.

Non si può dire che non sia stata una serata, a modo suo, interessante. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulla collocazione del PD, Partito Democratico, in particolare in relazione alla legislazione che regola il mercato del lavoro, recentemente alterata dal cosiddetto Jobs Act, questa serata è riuscita a chiarirgli del tutto le idee.
Merito sopratutto del professor Marco Leonardi, responsabile del settore economico del PD milanese, che con grande semplicità e chiarezza ha illustrato le ragioni che hanno indotto il Governo Renzi ad introdurre questa ulteriore riforma del mercato del lavoro.
Leonardi ha voluto inquadrare questa scelta nell’ambito del quadro europeo. In Europa si è diffuso il senso di aver sbagliato qualcosa nella gestione della crisi. Come mai gli USA hanno già recuperato e l’Europa invece no? Il Quantitative Easing (QE) è stato deciso da Draghi per permettere alle banche europee di mettersi in condizione di erogare prestiti a imprese e famiglie. In pratica si tratta di questo, la BCE potrà acquistare sino a 60 miliardi di euro di titoli pubblici su ogni mercato nazionale (esclusa la Grecia). Così facendo acquisterà i titoli pubblici in mano alle banche e in cambio fornirà loro dei soldi. Questo comporterà che i tassi sui titoli pubblici scenderanno (l’Italia prevede di risparmiare fino a 6 miliardi di euro l’anno nel pagamento di interessi) e le banche vedranno entrare in cassa dei soldi freschi. Soldi che potranno prestare a imprese e famiglie, se queste ne faranno richiesta. Ma non è detto che ciò accada davvero. Ecco allora che con la riforma del Jobs Act le imprese potranno riprendere a fare fare degli investimenti. Perché ? Perché questa riforma aiuterà la ripresa economica in quanto è stata una riforma chiara fatta senza compromessi, nemmeno con le commissioni parlamentari. All’estero non avrebbero capito le modifiche chieste dalle commissioni a proposito di reintegri.

(Giova qui ricordare che stiamo parlando di lavoratori licenziati senza una “giusta causa”, ovvero licenziati ingiustamente, che prima, dopo una sentenza del giudice, venivano reintegrati nel loro posto di lavoro. NdA)
Inoltre, ha proseguito il prof. Leonardi, sono stati introdotti forti sgravi per i lavoratori assunti entro il 31-12-2015 a tempo indeterminato. Un imprenditore potrà pagare fino al 35% in meno.
Questa è il modo con cui il governo Renzi cerca di cogliere il momento favorevole al rilancio della ripresa economica. Adesso abbiamo un calo del costo del petrolio, un cambio dollaro/euro più favorevole. Quindi è stato riformato il mercato del lavoro per permettere agli imprenditori di avere certezze dei costi per licenziare e una riduzione dei costi per assumere.
Delle norme chiare e facilmente traducibili in inglese per essere comprese sia in Italia che fuori.
Di diverso avviso è invece Onorio Rosati, deputato regionale lombardo del PD ed ex sindacalista della CGIL.
Rosati ha esordito ricordando come questa riforma sia stata fortemente divisiva all’interno del PD.
Il ministro competente per esempio, Poletti, secondo un recente sondaggio piace molto agli elettori di centro ma ha scarso consenso tra quelli del PD.
Sul tema dei diritti dei lavoratori, ha detto, una volta passava la linea discriminante tra destra e sinistra. Inoltre questa è l’ennesima riforma del mercato del lavoro, prima ci sono state quelle di: Treu, Biagi, Fornero, Letta ed ora Renzi.
La giustificazione di tutte queste riforme era la stessa: recuperare la competitività delle imprese. Peccato che nemmeno gli imprenditori le avevano capite e non hanno usato tutte le possibili opzioni previste da quelle riforme. Con tutto ciò il delta tra la competitività italiana e quella degli altri paesi è andata aumentando. Questo perché il mercato del lavoro non è l’elemento determinante. La filosofia del PD è ben espressa dal suo responsabile economico Taddei: togliere alibi alle imprese per non assumere. Ma ieri Squinzi ha ribadito che non bisogna avere pregiudizi contro le imprese, riferendosi negativamente alle proposte di legge sui reati ambientali e al falso in bilancio. Ecco con che tipi di imprenditori abbiamo a che fare.
Col Jobs Act si è aperto uno scontro forte col sindacato e dentro il PD.
Il Nuovo Centro Destra di Alfano invece si è dichiarato molto contento.
Oltretutto la riforma era stata presentata come il superamento del dualismo del mercato del lavoro, superamento che non c’è stato. Non credo che il recupero della produttività italiana passi dalla perdita certa di diritti senza che sia chiaro quali diritti si acquisiscano.
Le stesse regole poi sono state estese ai licenziamenti collettivi. Chi ha fatto questa riforma, ha aggiunto Rosati, non ha mai messo piede in un’azienda, non ha mai gestito una vertenza !
C’è un pezzo di questo Paese, ha concluso, che non si sente rappresentato dal PD.
Dopo un intervento del Sindaco Simone Negri, sono intervenute alcune persone del non troppo pubblico presente e quindi i due ospiti hanno ripreso la parola.
Marco Leonardi, rispondendo ad una domanda, ha detto che non sarà possibile licenziare e riassumere lo stesso lavoratore. Perché per aver diritto agli sgravi fiscali il lavoratore deve essere stato disoccupato nei sei mesi precedenti.
Oggi gli impianti industriali, causa la crisi, non sono usati al 100 %. Per cui qualora ci fosse la ripresa economica non si registrebbe subito un calo della disoccupazione. Per prima cosa infatti verrebbero richiamati al lavoro coloro che sono in cassa integrazione, o che lavorano ad orario ridotto.
Ma, ha ribadito, con la certezza dei costi e dei tempi dei licenziamenti e con gli sgravi alle assunzioni a tempo indeterminato, sono stati tolti gli alibi . La scommessa è importante .
Bisognava dare queste certezze per poter cogliere le opportunità del mercato.
Adesso il contratto a termine costa di più di quello a tempo indeterminato.
Invece sui licenziamenti collettivi andranno fatte delle modifiche.
A proposito dello spazio politico lasciato aperto a sinistra Leonardi dice che questo c’era anche prima. Ma una forza politica che governa deve dire chiaramente cosa vuole fare e farle.
(NdA: veramente Renzi non ci risulta avere mai dichiarato di voler cambiare l’art. 18, anche se poi l’ha fatto. Ne di voler cambiare anche la disciplina dei licenziamenti collettivi).
ROSATI: Non mi iscriverò certo al partito del referendum abrogativo del Jobs Act ma mi piacerebbe che ci fossero delle verifiche sul funzionamento di questa legge. Ho fatto incontri con gli imprenditori, anche in Regione, e non hanno mai detto che la priorità per loro fosse quella di una modifica dell’art. 18. Ovvio che questa modifica non dispiaccia loro, ma non era l’esigenza più sentita. Piuttosto sentono molto di più il problema della corruzione.
COMMENTO:
è stato, come dire, quasi disarmante sentire il professore Marco Leonardi, responsabile economico del PD milanese e renziano convinto, esporre le ragioni che hanno portato il governo alla modifica dell’art. 18. Sono esattamente quelle delle imprese e degli imprenditori . Nessuna parola è stata spesa sui lavoratori, sul loro diritto ad una certezza rispetto al proprio impiego., alla storia ed alle tante lotte che hanno portato in passato alla conquista di questa norma che adesso, con tanta leggerezza (è una scommessa…) il PD ha mutato in profondità.
Ha ricordato bene Rosati, era su temi come questi che passava la linea di confine tra destra e sinistra. Ora il PD fa proprie in toto le idee e le esigenze degli imprenditori e continua a definire il proprio campo di appartenenza politica, sinistra.
Ne la cosidetta opposizione interna sembra minimamente in grado di modificare il corso delle cose nel PD. Certamente è più preoccupata, o almeno Rosati è sembrato più preoccupato di Leonardi, della possibile apparizione di una Coalizione Sociale guidata da Landini.
Che forse farà bene, seguendo in questo l’esempio spagnolo di Podemos, ad abbandonare al proprio destino la parola sinistra. Se il PD di Renzi, che toglie ai lavoratori per dare agli imprenditori, è di sinistra, chi voglia perseguire l’obbiettivo opposto dovrà autodefinirsi in un altro modo.

Matt 1

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