La pallacanestro oratoriale sbaglia tiro. Vivace replica del Sindaco Negri in consiglio comunale.

Della serata di consiglio comunale di martedì 13 ottobre 2015 rimarranno nella memoria del pochissimo pubblico presente solo due punti: l’istituzione di una commissione antimafia e l’arrabbiatura del sindaco per una e-mail di due associazioni sportive parrocchiali.
Ma andiamo con ordine.
Apre la serata il Sindaco Simone Negri con la comunicazione all’assemblea dell’accordo raggiunto col Monte Paschi di Siena a proposito del debito che abbiamo da pagare alla banca toscana.
Segue una discussione sulla proposta del consigliere di Forza Italia Altitonante, che è anche consigliere regionale, sull’istituzione di una commissione antimafia a Cesano Boscone.
La proposta non viene letta e pertanto non possiamo riassumerla.
Il consigliere Primerano a nome della maggioranza propone un emendamento alla mozione stessa. In pratica propone di allargare il campo di competenza della commissione anche alla corruzione e all’evasione fiscale. Altitonante trova fuori luogo l’inserimento dell’evasione fiscale in questo contesto e quindi emendamento e mozione vengono approvate all’unanimità dei presenti. Da segnalare che i consiglieri Cella e Guastafierro, critici sulla proposta, non hanno voluto partecipare al voto. Guastafierro si è detto stupito della superficialità con cui il consiglio si apprestava a votare questa proposta, in assenza di un dibattito più serrato su un tema di così rilevante importanza.
In effetti, se ci è permesso di esprimere la nostra opinione, non si capisce bene cosa possa fare una commissione antimafia comunale, di quali poteri possa disporre, che tipo di iniziative intraprendere. Pare piuttosto una di quelle proposte trappola: di fronte ad una proposta del genere come fai a votare contro ? Motivo per cui Cella non ha partecipato al voto. Ci si sente costretti a votare a favore anche se si sa che, concretamente, non produrrà nulla.

Più interessante la discussione sul caso del basket cesanese.
Il consigliere Cella ha presentato un’interrogazione con una serie articolata di domande inerenti il caso del basket cesanese, a cui ha risposto l’assessora Fulvia Erasmi.
In sostanza di tratta di questo: dopo il fallimento della storica società di basket per alcuni anni a Cesano non ci sono più state attività di questo tipo. Nel 2014, dopo essersi insediata la giunta Negri, venne raggiunto un accordo con alcune società sportive locali, accordo che prevedeva la gestione di alcune strutture sportive quali il Palazzetto dello Sport di via Vespucci (il cilindrone a fianco della scuola media). In sostanza qui la polisportiva dell’oratorio di San Giovanni Battista e quella di San Giustino, con altre due società, gestivano il Palazzetto dove si allenavano le squadre di minibasket.
Volontà dell’Amministrazione Negri era quella di ridare a tutti i cesanesi la possibilità di giocare a basket, tutti dai 4 ai 99 anni e non solo i più piccoli, come ha ricordato l’assessora Erasmi. L’unico posto dove questo si può fare è proprio nel Palazzetto di via Vespucci. SGB invece ha scelto di tenere solo le squadre di minibasket. Si è cercato quindi di costituire una sola società che si occupasse di basket a Cesano per tutte le fasce di età. Progetto al quale SGB e San Giustino non hanno ritenuto di voler partecipare. La struttura è stata quindo assegnata ad una nuova società, la Cesano Boscone Basket costituita, tra gli altri, anche da cesanesi che operavano a Trezzano. L’assegnazione è avvenuta perchè il progetto di questa società è stato ritenuto il più interessante tra quelli presentati dalle associazioni.
Tutto questo ha scatenato una reazione furibonda da parte delle due società oratoriali. Ricordiamo che sul giornale della parrocchia, In Cammino, qualche settimana fa sono state scritte pagine di fuoco per contestare questa scelta, arrivando a ipotizzare una discriminazione deliberata ai danni delle società sportive parrocchiali.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, cioè che ha fatto incazzare il Sindaco, è stata una e-mail di tre pagine che le due società hanno voluto inviare ai capogruppi consigliari proprio il giorno del consiglio comunale stesso. Il Sindaco ha contestato la ricostruzione dei fatti contenuta nella e-mail, come pure i riferimenti regolamentari citati, ma la frase che più di tutte lo ha fatto infuriare è questa:
questo movimento è stato giudicato insufficiente in nome di un progetto elaborato a priori e suggerito dall’esterno all’Amministrazione comunale, e questo a noi sembra una palese ingerenza nel settore sportivo locale da parte della politica…” . Un progetto elaborato a priori e suggerito dall’esterno.
Parole pesanti, sdegnosamente respinte dal Sindaco che, ha lasciato intendere, valuterà come reagire.
Per frasi come queste, assolutamente offensive, il Sindaco Simone Negri ha chiesto delle pubbliche scuse da parte degli estensori del testo.
Testo che si conclude con la richiesta di cassare la convenzione sottoscritta dal comune. Il cui compito, a parere dei Gabriele Penna e Marzio Perego che hanno firmato la missiva
non è creare lo sport, ma riconoscerlo, sostenerlo, favorirlo, permettere le condizioni organizzative per farlo crescere a favore dei cittadini cesanesi…”.
Sussidiarietà, ecco la parola sottintesa.
In altre parole il Comune dovrebbe limitarsi a sostenere le iniziative oratoriali quali che siano senza porsi obbiettivi di altro tipo. Se gli oratori cesanesi fanno solo il mini basket il Comune non dovrebbe proporsi di far giocare a basket anche gli adulti, pare di capire.
Ovvio che l’Amministrazione abbia ricordato in consiglio comunale che qui si sta parlando di strutture pubbliche che devono essere gestite a favore di tutta la cittadinanza cesanese, e alle migliori condizioni possibili. Inoltre l’assessora Erasmi ha ricordato come l’Amministrazione si sia impegnata in ogni modo per permettere anche alle due società oratoriali di usufruire degli spazi comunali al minor prezzo possibile e facendogliele trovare nelle migliori condizioni di utilizzo . Ben tre palestre sono state sistemate in queste ultime settimane, per esempio.
Certo che colpisce il modo con cui le due società oratoriali abbiano gestito il loro disappunto su tutta questa faccenda. La polemica era già parsa eccessiva quando apparve sul giornalino parrocchiale, avallata dunque anche dal parroco. Riprenderla il 13 ottobre, e riprenderla con tanta veemenza, lascia immaginare un grande disappunto. Forse causato dal fatto che negli anni precedenti si erano abituati a trattare con un’amministrazione sempre accondiscendente alle loro richieste ? Chi lo sa ?
Quel che è certo è che il buon senso ci dice che: “cosa fatta, capo ha”.
Non credono che sia giunto il tempo di farsene una ragione ?
Un’interrogazione di Fabio Raimondo sulle iniziative a sostegno della locazione, il rinnovo di una convenzione con i comuni limitrofi sul coordinamento della Polizia Municipale e l’approvazione di una variazione di bilancio, hanno concluso la serata consigliare.
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2 risposte a La pallacanestro oratoriale sbaglia tiro. Vivace replica del Sindaco Negri in consiglio comunale.

  1. penna gabriele ha detto:

    ho un commento del suo articolo, ma è lungo 4 pagine. posso faglielo pubblicare? se sì, come?

  2. penna gabriele ha detto:

    a El Paes di Matt,
    la ringrazio per averci riconosciuto il merito di aver contribuito a rendere più interessante la serata del consiglio cesanese del 13 ottobre, ma le chiedo un’informazione migliore su alcuni punti ringraziandola per avermi concesso di scrivere le mie personali opinioni.
    1. Ha scritto: “dopo il fallimento della storica società di basket per alcuni anni a Cesano non ci sono più state attività di questo tipo”. Affermazione non rispondente al vero. Nel settembre 2013 una buona parte delle attività di basket sono state assunte dalla polisportiva oratorio SGB perché i genitori non avevano nessun interesse a migrare in altri comuni, per cui il minibasket è continuato con 4 squadre. E’ vero invece che il palazzetto è rimasto semideserto nel 2013-2014, e queste attività per bambini si svolgevano quasi esclusivamente in Monaca, mentre le squadre dei più grandi ex Pallacanestro Cesano si sono sparpagliate. L’SGB fa pallacanestro. La Pallacanestro Cesano finì nel giugno 2013. A settembre 2013 SGB continuò con 4 squadre di minibasket. Poi, nel 2014-2015, proprio in ragione di un progetto che si vuole proseguire nella pallacanestro, l’SGB partecipa alla gestione del palazzetto e si è ricollocata lì. Stavamo già studiando il suo sviluppo, perché i bambini diventano ragazzi e poi diventeranno giovani e vorranno continuare a giocare a pallacanestro, bisogna solo dar loro il tempo di crescere oltre che in spirito e grazia anche in età. Il comune cosa doveva fare in questo caso? Proprio niente. Se voleva darci ulteriori stimoli a fare un “grande progetto pallacanestro” da 1 a 99 anni, ci avrebbe potuto proporre gli aiuti per favorirlo, indirizzarlo, sostenerlo, ecc. perché il palazzetto è il Tempio della Pallacanestro nel sud ovest come è stato enfaticamente affermato. Cosa diversa che mettere in gioco un altro soggetto per creare un’altra associazione sportiva ecc. Ma è compito di un’Amministrazione Comunale mettere in piedi associazioni sportive o sollecitare a farlo? Se il Comune vede la carenza in un settore sportivo, perché vuole, e dico a pien diritto, che le strutture pubbliche siano usate al meglio, ha diritto e dovere di richiamarci! Ha il compito di fornirci le condizioni idonee per farlo. In questo caso lo stimolo era il Palazzetto. In sostanza, dire che la pallacanestro “ora sì che a Cesano è tornata” è uno slogan propagandistico molto interessante, ma non è aderente alla realtà dei cittadini cesanesi che non l’hanno mai fatta sparire e si sono rimboccati le maniche, vedi i genitori dei bambini del minibasket e la polisportiva SGB.
    2. Dice: “Progetto al quale SGB e San Giustino non hanno ritenuto di voler partecipare”. Non è proprio esatto. La san Giustino non è stata interpellata per far parte della proposta nuova, per il semplice motivo di cui sopra: c’è già l’SGB che fa pallacanestro! Ma proprio perché c’era l’SGB, che necessità di creare una nuova a.s.d.?
    3. “Grande disappunto”. Ebbene sì. “Forse causato dal fatto che negli anni precedenti si erano abituati a trattare con un’amministrazione sempre accondiscendente alle loro richieste ? Chi lo sa ?”. Questa affermazione e queste domande retoriche lasciano intendere che le associazioni sportive denominate SGB e san Giustino abbiano avuto favori dall’Amministrazione negli anni precedenti, e anche nel 2014-2015. Io credo che ci sia un tantino di disinformazione e anche una zampata di demonietto malizioso. Le 2 associazioni sportive sono state trattate come tutte le altre associazioni sportive cesanesi, quanto a contributo per lo sport dei minori, prezzi delle palestre, patrocini e così via. Un solo ipotetico fatto che possa essere ascritto alla voce accondiscendenza? Queste 2 associazioni sono le più consistenti della realtà sportiva cesanese, insieme all’Atletica, quanto a numeri e sono quelle che propongono ai cittadini cesanesi e anche corsichesi visto che siamo compenetrati urbanisticamente, le tariffe più basse per fare sport e la varietà più estesa di attività, utilizzando ancora l’asse portante del volontariato (detto in poche parole: non facciamo sport sociale ed educativo per avere stipendio). Questi non sono valori da tutelare? Inoltre, proprio per togliere questo alone di pseudo accondiscendenza, dovrebbe essere noto che la partecipazione alla gestione degli impianti comunali, dopo il grido di allarme del Comune per le cause di bilancio, lanciato dal lontano 2009, è stato raccolto proprio dalla san Giustino che ha fatto da collante per la gestione del Centro sportivo comunale per ben 5 anni, mettendoci opere di volontariato e collaborando a pagare gli 80mila euro gestionali ma ottenendo per tutte e 3 le associazioni lì presenti un quasi raddoppio dei praticanti cesanesi minorenni. Noi ci mettiamo faccia e olio di gomito, come si può parlare di accondiscendenza dell’amministrazione nei nostri confronti? Tra l’altro, abbiamo pagato tutti i conti, partecipando anche a quelli relativi a cedimenti della struttura del Cereda per obsolescenza come la sostituzione di lampadine dei fari dei campi di calcio, la perdita di acqua calda per rottura delle tubature ormai al collasso, spese che sappiamo il bilancio del proprietario cioè del comune faceva fatica a rincorrere in toto. Infine, ci siamo “sbattuti” per un anno per ottimizzare gli spazi al palazzetto, renderlo funzionale e pulito anche per la Scuola Media: questo è avere un’accondiscendenza da parte dell’Amministrazione? Cosa vuol dire creare squadre di calcio per ragazzi che non possono pagare neanche l’iscrizione nei nostri quartieri Lavagna, Giardino e Tessèra? Quale opera privata o pubblica possa “sostituire” quello che facciamo da 40 anni con grandi sacrifici, e quelli economici sono la minima parte, grazie ai volontari che non vogliono una lira di rimborso spese nemmeno per il cellulare e per la benzina che usano per organizzare le trasferte dei campionati? Ci vantiamo di avere educato generazioni di giovani con questo metodo e ora sono adulti, sono atleti in altre società, sono anche impegnati nel sociale. Il Palazzetto era vuoto e stava declinando al degrado ed è merito della progettualità di queste 2 polisportive, in alleanza con l’Amministrazione, averlo tirato fuori; le nostre proposte di darlo in gestione risalgono a prima delle elezioni del maggio 2014. L’Amministrazione è stata molto intelligente a mettere in pratica il suo programma elettore di partecipazione alla gestione delle strutture sportive e quindi a valorizzare queste nostre proposte e a rilanciarle a tutte le associazioni cesanesi e da qui nacque la gestione delle 4 associazioni. Il nostro disappunto è che l’amministrazione ha rischiato di minare l’alleanza, non noi (martedi 13 abbiamo “” è vero, ma non esistono punti di non ritorno). Per quanto ci riguarda, continueremo attivamente la collaborazione con il Comune: con progetti Sport a Scuola, con l’album delle figurine proposto dall’assessorato, con la Festa dello sport a maggio, con la gestione delle palestre, con il supporto per Dote Sport, e con altri progetti patrocinabili.
    4. Avevo raccontato la cronistoria nel mio articolo su In cammino. Ora abbiamo ritenuto fondamentale informare puntualmente i consiglieri comunali dei fatti, consiglieri che ci rappresentano che, a quanto ne so, non hanno avuto altra occasione fino al 13 ottobre di essere edotti né delle vicende né dei progetti che ne sono alla base. Parziali occasioni informative ci sono ma solo per gli iscritti a facebook. Abbiamo anche voluto, oltre che informare, anche contestare il metodo adoperato poco rispettoso (è una nostra opinabilissima impressione) delle nostre associazioni ma forse anche di un quadro di regole che il Comune si diede o cercò di darsi, con qualche contraddizione, per interfacciarsi con le associazioni. Queste regole andranno aggiornate, precisate, tolte dall’ambiguità, come è nell’interesse comune e come richiesto da molte associazioni, che quindi invocano che in questa legislatura si faccia. E’ una contestazione. Non è un’offesa alla persona del sindaco. Ma tutti sono fallibili. Io che contesto sono fallibile, magari mi esprimo male e posso sembrare offensivo, ma anche il politico potrebbe esserlo no? In qualche atto o buona intenzione applicata male. Ora tutti sanno che siamo contrariati perché come cittadini di Cesano siamo stati presi alla leggera. Vogliamo cercare possibili rimedi? E’ anche una proposta di emettere un bando. In presenza di un bando, possono concorrere tutti, secondo le regole che il comune si è dato, a pari opportunità. Io sono stato uno tra quelli che hanno applaudito la politica dei bandi adottata da questa amministrazione. Invocavo un bando per gestire il Cereda e c’è stato, nonostante con una tempistica che ci ha messo in difficoltà (faccio io stavolta la parte del diavoletto biricchino: ci siamo tanto scandalizzati, troppo tardi, per il fallimento della storica Pallacanestro Cesano ma nessuno ha detto una virgola sulla sparizione della storica società calcistica cesanese A.C.Cesano, che raccoglieva un centinaia di ragazzi? Perché questa recentissima sparizione non ha fatto notizia?). Non viviamo sulla luna e ci rendiamo conto che è una proposta impolitica e irrealizzabile.
    5. Da ultimo, dice: “Non credono che sia giunto il tempo di farsene una ragione?” Ce la facciamo sì. Nella pratica abbiamo voltato pagina. Facciamo minibasket ancora, facciamo ancora pallavolo. Siamo arrivati a metà ottobre a parlare e dire il nostro disappunto come lo si vuole chiamare, non per causa nostra! A inizio luglio il capogruppo Stefano Cella chiese di fare le interpellanze per il Consiglio Comunale di luglio e l’interpellanza di Cesano Cambia è stata accolta per…ottobre. Per cui ne parliamo a ottobre. Abbiamo scritto ai capigruppi nel giorno del consiglio comunale; può darsi che fosse stato meglio farlo dopo, ma i consiglieri vanno a sentire (perché parlare non possono!) un’interpellanza la cui materia, salvo casi personali, non hanno mai udito dall’altra campana. Devono pensare che tutto sia risolto solo perché non se ne parla? Si può anche pensare che, se ne parlavamo a luglio, non c’erano ancora le delibere di giunta in merito per cui di cosa parlavamo? Solo della volontà politica di andare in quella direzione e magari essere disponibilità a sentirsi tutte le campane politiche. Chissà che non l’avrebbero approvata in tanti quella volontà politica se veramente il grande basket fosse stato così tanti invocato? Invece, fare un bando lanciandolo a settembre 2015 o a gennaio 2016, avrebbe potuto significare prendersi tutti un anno di tempo, rinnovare per 1 anno la convenzione sperimentale, far partecipare democraticamente maggioranza e opposizione al progetto pallacanestro (appreso dai più a cose fatte), consultare la commissione consiliare che doveva o poteva (a secondo delle interpretazioni) essere consultata quando si tratta di affidare in gestione strutture e beni comunali (magari il regolamento non ti obbliga in modo così cogente, ma quale altra buona occasione e opportunità di far funzionare la condivisione di scelte pratiche!) e infine permettere alle associazioni cesanesi (qualunque associazione, non solo le nostre polisportive) di elaborare un bel progetto “pallacanestro alla grande” per presentarci al bando, e gli strumenti per farlo li potremmo avere tutti, senza sconvolgerci la vita all’improvviso visto che i programmi sportivi per centinaia di ragazzi e ragazze non si improvvisano in pochi mesi. Ora la cosa è già partita e la macchina si è mossa. Per cui tanti saluti al bando?
    6. Le associazioni sportive degli oratori sono associazioni sportive. Avremmo parlato per l’interesse degli oratori? Non per i cittadini cesanesi (o per una parte di essi) e per le associazioni, regolarmente esistenti sul territorio? Abbiamo contestato la dinamica dell’affidamento del Palazzetto ad un’associazione sportiva creata ad hoc! Che bisogno c’era di inventarne un’altra a Cesano quando tutti sanno che la coperta delle palestre a Cesano è cortissima e dove tiri tiri, qualche piede rimane tagliato fuori? Gli spazi palestra sono questi. I contributi per lo sport e gli stanziamenti per la partita sono questi. L’sgb non ha accettato la collaborazione. Dice il vero l’assessore Fulvia Erasmi: lei ci ha provato in tutte le salse a convincerli. Forse non si sono messi d’accordo a causa del caratteraccio dei contraenti, chi lo sa? I genitori possono auspicare, favorire, suggerire un matrimonio, ma non possono forzarlo. Due società sportive possono decidere una fusione, perché ognuna delle due trova interessante farlo o perché una delle due rischia di andare a catafascio. A parte che qui non c’erano 2 società sportive ma c’era una associazione consolidata e una “cosa” da inventare. L’SGB non era né sull’orlo del catafascio anzi aveva trovato un’alleanza con le altre tre associazioni della gestione che prometteva molto bene anche dal punto di vista della pallacanestro cesanese. Né aveva interesse a creare qualcosa di nuovo perché il nuovo ce l’aveva già. La parola sussidiarietà che ha citato sarebbe dovuta esser sufficiente per non fare molte cose di quelle che abbiamo contestato. Ora decine di bambini vanno a giocare all’Omnicomprensivo di Corsico. Mi auguro che non ci sia nessuno che pensi: “affari loro!”. Questi sono cittadini cesanesi, non si “ingeriscono” in affari altrui, sono il referendum da ascoltare. Gabriele Penna – un dei matt del paes – 16 ottobre 2015

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