Il Sindaco Simone Negri decide di privatizzare gli Asili Nido di Cesano. La sua maggioranza approva !

E’ possibile che il 23 marzo 2016 sarà ricordata come “la data in cui cominciò il declino della giunta Negri”.
Una serata tesa cominciata con l’aula straordinariamente piena di persone, le lavoratrici dei nidi, i loro famigliari, e tanti altri cittadini . La relazione introduttiva la svolge il Sindaco Simone Negri che per prima cosa spiega come non ci sia, da parte del Comune, la volontà di risparmiare con la scelta di dare in “CONCESSIONE” tramite gara i due asili-nido e le relative lavoratrici. Le ragioni di questa scelta sono riconducibili a questo: leggi regionali che obbligano gli asili “accreditati” ad un rapporto di 1 operatore ogni 7 bambini (da 0 a 3 anni), impossibilità di assunzione di nuovo personale (il comune nei prossimi tre anni potrà sostituire un solo lavoratore ogni quattro che lasciano il servizio) il che significa poter assumere un solo dipendente nuovo nel 2016 ed uno nel 2017 ma tra tutto il personale comunale non solo per gli asili. La situazione è già così difficile oggi che a gennaio è bastata un’influenza per mettere in difficoltà il servizio. La situazione generale, che ha visto diminuire i trasferimenti pubblici decisi dal Governo a favore di Regioni e Comuni, sommata alle leggi regionali lombarde hanno creato una situazione che ha visto negli ultimi anni diminuire il numero degli asili pubblici e crescere quelli privati. Non fare nulla, dice sempre il Sindaco, ci porterebbe il prossimo mese di settembre ad aprire un solo nido, potendo quindi ospitare solo 60 bambini. Ad oggi invece abbiamo già 103 domande di iscrizione. La soluzione possibile dunque è quella prospettata sopra, passaggio del servizio tramite gara pubblica ad un concessionario. In questo modo sarà possibile garantire 120 posti su 780 bambini cesanesi della fascia da 0 a 3 anni.

La concessione permetterà al Comune di continuar ad avere voce in capitolo su alcune cose, per esempio potrà fissare le tariffe (che diminuiranno), ci sarà un progetto educativo unitario per i due nidi, con l’accreditamento regionale. Si potrà innovare il servizio, per esempio introducendo la lingua inglese (frase che ha provocato grossa ilarità tra il pubblico) proponendo diversi orari (opzione orfanotrofio è stata subito ribattezzata ironicamente), con accoglienza per i bambini disabili (si fa già, è stato ribattuto dalle operatrici) . La Concessione, continua Negri, è un modello flessibile e non è da escludere che un giorno si possa ritornare indietro (affermazione che non convince le operatrici le quali sostengono che una volta esternalizzato servizio e personale…chi s’è visto s’è visto). Certo c’è, nella legge sulla Buona Scuola, un progetto 0 – 6 anni che dovrebbe normare tutta l’offerta educativa per questa fascia d’età (dunque Nidi e Asili ), ma non ci sono ancora i decreti attuativi e gli esperti dicono che potrebbero servire anche due anni per averli. Infine il personale. Dopo aver ribadito che l’intensione è quella di tutelare il personale che lavora, e che quindi si aprirà il tavolo della concertazione sindacale, per garantire la stabilità del personale (nella sede di lavoro) il sindaco ha specificato che “…io rispetto il sindacato ma faccio il sindaco…” intendendo con ciò che lui ha come priorità quella di garantire il servizio, non altre.
Inutile riportare qui le dichiarazioni dei consiglieri di maggioranza. Chiamati a dar prova di fedeltà alla linea decisa non hanno fatto altro che ribadire quanto già detto dal Sindaco.
Da notare (è degno di attenzione) i tempi: il giorno 10 marzo la Giunta delibera che la strada da seguire è quella della Concessione. Il giorno 11 vengono informati i sindacati. Il giorno 15 si riunisce la Commissione Sociale e infine il giorno 23 il Consiglio Comunale delibera.,
Dunque la privatizzazione dei due asili nido di Cesano, con la cessione del relativo personale (il 10% del personale comunale), viene formalmente decisa in “ben” 13 giorni. Solo in questo periodo, il 15, viene data all’opposizione la documentazione prodotta a supporto della scelta.
A quella stessa opposizione Sindaco e consiglieri di maggioranza hanno chiesto, ossessivamente , di proporre un’opzione alternativa…
L’opposizione. Cella (CesanoCambia): ci siamo dimenticati che interrompere la quarantennale esperienza dei nidi di Cesano Boscone non si impone in 7 giorni: è antidemocratico !
Il materiale datoci non è sufficiente. Traspare la vostra mancanza di riguardo per la nostra intelligenza. Per voi è un problema anche l’età delle educatrici. Di fronte ai vincoli che vengono dall’alto voi invece di alzare la faccia cedete 15 lavoratrici ad un privato. Avete gettato la spugna. In 7 giorni non si può sapere se ci sarebbe stata un’altra soluzione. Il Sindaco dice che dare più tempo all’opposizione serve solo a permettere loro di prendere tempo per trovare inghippi che blocchino l’operazione. E il RISPETTO DELLA DEMOCRAZIA…?
Guastafierro (Cesano 2020) : sono contrario alla esternalizzazione perché sono di centro sinistra. La spesa per i Nidi è una scelta politica, costava anche allora quando la facemmo. In 10 anni, quando ero assessore competente, abiamo sempre adeguato il servizio alle esigenze. I bambini portatori di handicapp ci sono sempre stati. Abbiamo gestito i pasti BIO, ed eravamo gli unici a farlo. Come di può pensare di esternalizzare un servizio ad un privato che deve guadagnarci? E’ una scelta politica la vostra ed io sono contrario.
Raimondo (Fratelli d’Italia): per l’amministrazione comunale l’aspetto occupazionale non è quello più importante! MA questa è la sinistra? Allora io sono di estrema sinistra. Sono per la difesa del servizio e del personale pubblico.
L’amministrazione comunale ha fatto battaglie per i lavoratori dell’Auchan, per quelli di e-Care… e per i propri lavoratori ? Avete indetto un’assemblea per il 31 marzo, quando tutto sarà stato deciso, a cosa servirà? Come quella che avete fatto per il regolamento delle associazioni.
Ci sono sentenze che dicono che un Comune nel cedere un servizio non può imporre condizioni che limitino la libertà dell’azienda. NON VOTATELO.
Insinsola (Movimento 5 Stelle): siamo contrari. Non abbiamo preconcetti sulle esternalizzazioni, ma per i tempi e la modalità di discussione. Non c’è alcuna urgenza di decidere. Se la popolazione invecchia e i bimbi diminuiscono perché non aumentate il welfare per gli anziani ?
A questo punto il consigliere Insinsola cita parte di un testo nel passaggio in cui viene ipotizzato, in modo blando e polemico, l’eventualità che già sia noto il nome di chi vincerà la gara. Il Sindaco salta su tutte le furie ritenendosi offeso da quel testo girato nei giorni precedenti sui social media.
Occorre fare un inciso a questo punto. Ormai gran parte della discussione politica, sopratutto quella relativa allo scontro politico cesanese passa sui social media, in particolare FACEBOOK (vedere il Regno di Cesano per credere…). Da qui i continui riferimenti che poi, anche in consiglio, vengono fatti a cose e polemiche svoltesi appunto nel mondo virtuale. Il sindaco è uno dei grandi protagonisti di questo modo (nuovo…?) di far politica e “presidia” intensamente i social. Il 23 marzo per esempio, non c’era discussione su questo argomento che non lo vedesse prontamente replicare, sia di mattino che di pomeriggio. Al punto dal far sorgere qualche domanda sullo svolgimento della sua giornata lavorativa. La cronaca ogni tanto riporta i casi di dipendenti, privati per lo più, colti in queste discussioni e licenziati per scarsa produttività…
Ma riprendiamo il filo della cronaca. Dicevamo dell’incontenibile esplosione del Sindaco. Che provoca la reazione del consigliere Raimondo, il quale occupa, fisicamente, il banco della presidenza. Si crea una situazione di empasse in cui tutti urlano e sbraitano. Il Presidente del Consiglio non riesce a ripristinare la calma, si avvicinano carabinieri e polizia locale imbarazzatissime, nessuno sa bene cosa fare e finalmente viene sospesa la seduta per 10 minuti.
Ripristinata la calma in qualche modo, la discussione riprende con il consigliere Insinsola che annuncia di abbandonare il consiglio comunale perché sono venute meno le condizioni di democrazia, e se ne va.
Parla per Forza Italia Altitonante (ebbene si, c’è ancora Forza Italia a Cesano) il quale sottolinea come un contributo importante arrivi dalla Regione che ha deciso di NON fare pagare la retta del nido a quelle famiglie con un reddito ISEE inferiore ai 20.000 euro.
Altitonante ha poi aggiunto che una volta fatta questa scelta, esternalizzazione, non si tornerà più indietro.
Infine vogliamo segnalare una sola frase detta dal consigliere Primerano (lista civica) che, appoggiando la scelta dell’esternalizzazione dice: la DEAD LINE è inevitabile !
COMMENTO.
Mai avevamo assistito ad una serata di questo tipo. Serata tesissima, clima da stadio, anzi da studio televisivo. Applausi ai sostenitori, applausi (più forti) ai detrattori. Occupazione di presidenze, sospensione dei lavori, risa, schiamazzi. Avevamo già segnalato la pessima abitudine di alcuni consiglieri, in particolare di maggioranza, di interrompere chi parla, fare battute sarcastiche, risate, risatine, sfottò…
Sul merito della questione c’è poco da dire: non si decide una cosa così in 13 giorni. Distribuendo il materiale 7 giorni prima. La maggioranza, la giunta, ma cosa dico maggioranza o giunta qui c’è solo un uomo che comanda, il Sindaco Simone Negri. Gli altri, tutti gli altri, non fanno altro che adeguarsi e svolgere il compitino che vien loro assegnato. Stasera il compito era quello di intervenire a sostegno, ovviamente. Ma è solo lui che comanda. E lui, lo ha scritto nei social , era da mesi che lavorava a questo caso. Senza nemmeno farlo sapere alla maggioranza allargata che lo ha sostenuto. Sappiamo che a febbraio c’è stata una riunione allargata anche a chi non è stato eletto in consiglio comunale, ossia Sinistra Unita per Cesano e Italia dei Valori, in cui c’è  stato solo un cenno al “problema” nidi. Senza dir nulla sulla soluzione cui si pensava. Che certamente non avrebbe trovato, in quella sede, una buona accoglienza.
I diversi sostenitori della candidatura Negri presenti ai lavori del consiglio (quelli non PD e/o lista civica) si guardavano in faccia imbarazzati da quanto stava accadendo. Non era questo quello che era stato concordato! Non c’era nessuna privatizzazione, nessuna esternalizzazione da fare nel programma della maggioranza. Inoltre questa amministrazione ha davvero calpestato le più elementari regole di democrazia imponendo dei tempi tanto stretti da rendere impossibile qualsiasi contro proposta. Chi può elaborarla in così poco tempo?. Invece una maggioranza ampia, coesa, come si è sempre dimostrata quella che sostiene Negri, aveva tutte le possibilità di non esporsi a simili critiche. Come mai Negri ha voluto agire così ? Temeva forse di non portare a casa il risultato con tempi di discussione più lunghi? Poi c’è stata un’accentuazione, quasi un’ostentazione di toni e atteggiamenti di tipo decisionistico. O per meglio dire tra il decisionista, il bauscia e il bulletto. Insomma è stata vista e registrata una decisa “renzianizzazione” di Simone Negri.
A questo punto anche l’osservatore più sprovveduto, cioè chi vi scrive, ha ben compreso cosa intendevano dire i consiglieri di opposizione quando denunciavano gli atteggiamenti arroganti di questa amministrazione. Avevano ragione!
N.B. Ho personalmente sostenuto a spada tratta questa amministrazione e questo sindaco sin dal primo momento. Ho fatto di tutto e di più perché venisse eletto. Sono stato felice quando ha vinto il ballottaggio e ho voluto approvare tutte le sue scelte, anche quelle che oggi ripensandoci, sembrano più dubbie (ridare subito tutti quei soldi ad una banca…per esempio). Quello che ho visto la sera del 23, quello che ho letto sui social nei giorni precedenti, il fatto che questo sindaco non si confronti mai con nessuno di coloro che l’hanno spinto fin lì dov’è oggi, che non accetti mai consigli, le scelte palesemente sbagliate come questa sugli asili… tutto questo mi costringe a rivedere le mie opinioni!
Per non parlare della sua maggioranza. Ragazze/i che magari solo pochi anni fa avrebbero potuto essere utenti del servizio asilo-nido, ragazze/i che non hanno ancora fatto un giorno di lavoro, che non sanno nemmeno cos’è un contratto di lavoro che si permettono di decidere e disquisire dei contratti di lavoro delle operatrici. Battute infelici come quelle del sindaco che dice alle lavoratrici che può capitare di peggio nella vita che passare da un lavoro pubblico ad una cooperativa sociale privata (e non è nemmeno la prima volta che scivola su battute di dubbio gusto), ci inducono a chiederci se almeno sanno di cosa stanno parlando.
Abbiamo sostenuto questi ragazzi pensando che avrebbero sopperito alla mancanza di esperienza amministrativa con la loro cultura, con l’intelligenza, con l’umiltà di chi sa ascoltare i consigli di chi è più vecchio e farne tesoro. Invece ci dobbiamo accorgere che non basta saper leggere un libro, nemmeno essere stati i primi della classe. Se non si è maturata un esperienza di vita che ti porti a comprendere i problemi degli altri, cittadini, utenti, lavoratori, non si può combinare granché. Se a questo ci si aggiunge la spocchia e l’arroganza che han messo in campo: “ci tocca decidere, ci assumiamo la responsabilità di decidere…” si certo. Ma quando SAI cosa stai decidendo!  Tutti decisionisti col posto di lavoro degli altri…
No, così non va proprio. Dunque ne riparleremo…

 

 

 

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