#avanticomeuntreno

A fine serata una educatrice degli asili-nido è scoppiata in lacrime uscendo dalla Sala delle Carrozze. Segno della tensione e della preoccupazione con cui queste 16 donne stanno seguendo le decisioni dell’Amministrazione Comunale sul loro destino. Lacrime che hanno provocato un momento di sgomento in qualche consigliere, o almeno questo mi pare di aver letto sulle loro facce. Che qualcuno di loro si sia chiesto: ma cosa sto facendo? Sto cambiando, certamente in peggio, il destino di queste persone e delle loro famiglie . E’ giusto che lo faccia ?
Ma forse mi illudo, come mi ero davvero illuso quando sostenevo la candidatura di Simone Negri pensando che avrebbe portato un grande miglioramento nell’amministrazione di Cesano Boscone. Mai in vita mia ho fatto un errore più grande, (ebbene si: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa) .

Sulla questione degli asili-nido a inizio serata il sindaco ha preso la parola per dichiarare che due sindacati, la UIL e la CISL gli avevano inviato una lettera con cui lo diffidavano dall’andare avanti nella esternalizzazione. Inoltre hanno preannunciato che stanno preparando una nuova denuncia per attività anti sindacale, ex-art. 28 legge 300/1970.
A queste iniziative il sindaco ha risposto dichiarando la propria intenzione di andare avanti! Cosa non sorprendente per chi come lui già settimane fa di fronte alle prime obiezioni rispondeva, in perfetto stil-novo renziano, #avanticomeuntreno.
E davvero sta andando avanti come un treno in questa faccenda dei nidi.
Oggi era di scena la necessità di votare una relazione riassuntiva del perché e del percome ci sia la necessità di procedere nella concessione del servizio degli asili-nido .
La necessità c’è perché pare che: … se il servizio è erogato dal comune non ha rilevanza economica, se invece viene dato in concessione a un privato (come si accinge a fare l’amministrazione Negri) allora ha rilevanza economica giacché il privato ricerca un guadagno.
In sintesi brutale. Se non ci fosse stata questa relazione, peraltro commissionata alla Delfino & Partners e costataci 2.513 euro (come ha rivelato il consigliere Insinsola del Movimento 5 Stelle), qualcuno avrebbe potuto impugnare legalmente l’intera procedura.
Si è quindi ripetuta, in forma minore, la discussione sulla concessione dei nidi, con i tre consiglieri di opposizione presenti (Insinsola M5S, Guastafierro per Cesano 2020 e Cella per CesanoCambia. Assente giustificato Raimondo dei Fratelli d’Italia, assenti non giustificati, e non è la prima volta, i due consiglieri di Forza Italia) decisamente contrari.
Il consigliere Cella ha sottolineato alcune cose: la volontà dell’Amministrazione di procedere (e speditamente) sulla strada della esternalizzazione, che si tratti di una scelta politica fatta da questa Amministrazione (non era obbligata a farlo), e di come la materia sia talmente complicata che l’amministrazione è costretta a prendere coscienza dei fatti man mano che procede.
Guastafierro non ha trovato nella Guida Decco (se ho capito bene…wz) del 2007 gli asili-nido citati come servizio di rilevanza economica. Ha quindi sottolineato anche lui come questa sia una precisa scelta politica di questa amministrazione.
Il consigliere Insinsola ha riassunto i principali passaggi sin qui svolti: il 10-3 la giunta decide per l’esternalizzazione, il giorno 11 marzo lo comunica a sindacati e lavoratori, il giorno 15 riunisce la commissione sociale, il giorno 17 dà l’incarico di redigere la relazione di cui abbiamo detto sopra, il 23 marzo il consiglio comunale vota a favore, il 25 marzo c’è una prima riunione formale (concertazione) coi sindacati, il giorno 29 marzo un’assemblea pubblica coi cittadini (quella militarizzata…ndA) il giorno 8 aprile parte la concertazione in Prefettura ma senza accordo.
La concertazione durerà un mese, scadrà quindi il giorno 8 maggio e l’amministrazione non la prorogherà.
Pensiamo, dice Insinsola, che l’amministrazione voglia disfarsi del personale in modo affrettato e ad ogni costo. Manca un pizzico di umiltà, avere la maggioranza non significa poter fare quello che si vuole.
Per la maggioranza ha parlato il consigliere Paladini, l’unico in grado di tenere un discorso di senso compiuto in modo logico (tipo : premessa, svolgimento, conclusione) senza scadere nella provocazione e nella rissa verbale.
Il suo è stato un intervento moderato nel tono della voce e durissimo nella sostanza.
Mi sono ribellato all’idea che stiamo privatizzando. Invece è un servizio pubblico. Il servizio rimane del comune che lo eserciterà in forma indiretta e non diretta.”.
Quindi ha svolto una serie di considerazioni sul MERCATO e sulla IMPRENDITORIALITA’ di stretto stampo neo-liberista .
altri servizi già li svolgiamo così” ha poi proseguito.
Certezza del posto di lavoro, continuità educativa che permetterà di garantire il luogo di lavoro.”
Poi ha aggiunto una frase che penso sia rivelatrice di quello che pensano i consiglieri di maggioranza : “posto di lavoro e luogo di lavoro (garantiti…) è già molto di più di quello che ha chi lavora nel privato”.
Un’altra frase rivelatrice è stata: “integrazione salariale, nel limite del possibile”. (la sottolineatura è mia…wz)
Questo in sintesi quanto accaduto su questo tema. Ovviamente il documento, la relazione da 2.513 euro, è stata votata dalla sola maggioranza. Da segnalare la presenza, questa volta, del consigliere Nicola Bersani, assente la sera del 23 marzo. Anche lui ha votato a favore. (Mmm …)
Notiamo, nel commentare questa serata, come mano a mano che si va avanti le cose mutino. All’inizio di questa storia , poco più di un mese fa, si sentiva dire che l’art. 2112 che regola la cessione di rami d’azienda (anche se questa NON lo è, dice l’amministrazione) avrebbe garantito la parità di stipendio delle educatrici . Poi si è sentito dire, sempre da esponenti della maggioranza, che l’aspetto economico sarebbe stato oggetto di trattativa sindacale e che l’amministrazione si sarebbe impegnata a garantire l’eventuale differenza. Stasera, che l’integrazione salariale ci sarà ma nel limite del possibile.
Chi dormirebbe tranquillo con informazioni di questo tipo?
L’assessora alla partita, Sara Rubichi, anche stasera ci ha spiegato che chi vince il bando sarà obbligato a rispettarlo . Altrimenti decade il bando stesso. E che l’art. 2112 del codice civile non c’entra. (Anche se mi pare di averlo letto citato a pag. 4 della relazione da 2.513 euro). Con la concessione, ha detto Rubichi, il comune rimane titolare del servizio.
Speriamo che sia davvero così, cos’altro possiamo dire ?
Certo, viene difficile pensare che, dopo tutto il cinema messo in piedi da questa amministrazione per “Concedere” il servizio asili nido e le relative lavoratrici, se ad una di queste venisse fatto un torto (che so, la spostano da Cesano ad altra sede contro la sua volontà) l’amministrazione Negri impugni il bando e lo faccia decadere. Riportandosi in casa servizio e lavoratrici.
Ma, certamente mi sbaglio. E me lo auguro…
Se la logica sottostante a tutta questa faccenda, è quella emersa dalle parole di Paladini, c’è da mettersi le mani nei capelli. Sembrano convinti che avere un lavoro fisso, una sede certa, sia un privilegio. Del resto, è la stessa logica che considerava un privilegio quel minimo di garanzia che dava l’art.18, la norma che impediva un licenziamento arbitrario. Questa sarebbe la sinistra moderna ? O la modernità della sinistra? Adeguarsi alle più trite e reazionarie litanie padronali ? Questo è il PD ? Purtroppo: SI !
A provvisoria conclusione di questa storia che ci impegniamo a seguire anche nei tempi a venire, rimane che l’uscita delle persone dalla sala consigliare con il pianto a dirotto di quella lavoratrice, il momento di raggelato silenzio che ne è seguito, rappresentano il punto più basso raggiunto da questa amministrazione che non avevamo certo votato per far piangere le proprie dipendenti.
Walter Zucchelli 27 aprile 2016
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