Un sindaco . . . in caduta libera ?

La primavera 2016 per il sindaco di Cesano Boscone Simone Negri rischia di essere fatale. Decisamente opposta a quella del 2014, quando con una cavalcata trionfale vinse al ballottaggio le elezioni comunali. Due anni soltanto, ma è come se fossero due epoche diverse. Nel ’14 intorno a lui c’era tanta fiducia, speranza, voglia di cambiamento. Adesso i suoi più stretti sostenitori devono difenderlo, giustificarlo. Magari prendendo le distanze da certe inopportune battute.
Negli ultimi giorni due sono gli avvenimenti che lo hanno visto come protagonista negativo, uno grave e importante è passato quasi inosservato. L’altro invece, di minor sostanza, ha avuto una ribalta politica e mediatica (anche televisiva) quasi di livello nazionale.
Cominciamo da quello più grave.
Venerdì 27 maggio 2016 i due asili nido di Cesano Boscone erano chiusi. La decisione è stata presa dall’amministrazione e comunicata esattamente due giorni prima, il 25 maggio. Proprio il giorno in cui i dipendenti comunali cesanesi erano in sciopero per protestare contro la cessione e messa a bando del servizio degli asili-nido e del relativo personale.

E’ successo che alcune operatrici avessero chiesto ferie per venerdi 27 dovendo svolgere un concorso. La cosa ovviamente era stata comunicata con largo anticipo. In questi casi è sufficiente organizzare l’attività con le rimanenti operatrici ed il servizio avrebbe potuto essere “erogato” normalmente. Invece no, mancano alcune persone dunque a casa tutti. Messe in ferie obbligate anche le altre, i due asili-nido sono stati chiusi. Comunicazione: il giorno dello sciopero, due giorni prima, e conseguente irritazione da parte di alcuni genitori che si sono trovati in difficoltà, ovviamente. Non tutti hanno a disposizione nonne e nonni sul territorio.
Fossimo in altri tempi, tempi lontani, la dinamica della cosa e la tempistica ci farebbero parlare di serrata. Il padrone, indispettito dal successo dello sciopero dei suoi operai, decide di chiudere la fabbrica. Niente lavoro, niente salario. Per gente che viveva al di sotto di tutto, anche una sola giornata senza paga poteva significare la fame.
Solo che il Negri non è il “sciur padrun dalle belle braghe bianche” di una volta. E’ solo un cittadino eletto che amministra i nostri beni.
Dunque questa chiusura desta il sospetto di essere una ripicca indispettita alla felice giornata di mobilitazione delle educatrici comunali. Le quali hanno organizzato pure una festa per ricordare i quarant’anni dall’apertura del primo asilo nido cesanese (cosa che l’amministrazione si è ben guardata dal fare. A Cesano si installano statue di emeriti sconosciuti nei parchi cittadini ma ci si “dimentica”  un anniversario tanto importante come l’apertura del primo nido comunale ) passando in pratica diverse ore di quel 25 maggio sotto le finestre del sindaco e “cantandogliele” in senso letterale .
Poi, altro obbiettivo, tentare di creare frizione tra gli utenti del nido: i genitori dei bimbi e le operatrici. Si perché nonostante tutte le storie messe in giro (sono privilegiate, e cose simili) queste donne godono di una grande credibilità tra la cittadinanza cesanese. Chiunque le abbia conosciute negli anni, come chiunque le abbia viste lottare in queste settimane: sempre unite tra di loro, sempre rispettose, fantasiose, inarrestabili, senza mai una sbavatura, nemmeno una parolaccia, non può far altro che ammirarle e rispettarle.
Se colpendo loro si voleva agitare e sfruttare il pregiudizio anti lavoratore pubblico che è sedimentato nell’opinione pubblica (e anche in ciascuno di noi, ammettiamolo…) hanno proprio scelto il bersaglio sbagliato. Forse nella macchina comunale sarà presente anche chi è uno scansafatiche, può darsi. Ma certamente non tra le persone degli asili-nido. Anche perché . . . come potrebbero ? Lavorando con bambini da 0 a 3 anni ci sono poche possibilità. Ma sopratutto perché, e lo si è visto bene, a queste donne il loro lavoro piace. Lo hanno scelto e lo vogliono fare ancora, come lavoratrici pubbliche. Pubbliche e non private perché è tutta un’altra cosa. Leggete il documento che hanno scritto e che è pubblicato in questo blog.
Il secondo episodio è quello del famigerato post del sindaco in Facebook sui marò.
Il sindaco, dopo aver eretto statue, inaugurato parchi, bandito sondaggi per scegliere tra progetti simili riservandosi comunque di decidere coi suoi tecnici, e messo al bando asili-nido e lavoratrici, per rilassarsi da cotanti sforzi e ritemprarsi nel corpo e nella mente cosa fa?
semplice: va in Facebook, dove era già stato in veste ufficiale tramite il profilo istituzionale, e come tutti i mortali cittadini, (ma usando un altro profilo, questo personale) si mette a fare quello che tutti fanno in FB, ovvero cazzeggiare.
Quindi cazzeggiando, cazzeggiando gli è uscita una battutaccia a proposito dei due marò .
Purtroppo, purtroppo per lui, la foto di questo profilo personale lo ritrae mentre indossa la fascia tricolore da sindaco. E comunque, fascia o non fascia, che Simone Negri sia il sindaco a Cesano Boscone è cosa risaputa. Oramai non solo a Cesano …
Fatto sta che i Fratelli d’Italia, che sul caso dei due marò hanno fatto anni di campagna politica, si sono subito inalberati e in poche ore la questione sollevata da Fabio Raimondo, consigliere comunale a Cesano, è arrivata fino a Gorgia Meloni di Roma. La quale, sempre rigorosamente tramite FB, ha commentato negativamente il caso rivolgendosi retoricamente pure a Matteo Renzi.
Come si vede  il nome del sindaco di Cesano in un lampo è arrivato sulla bocca dei protagonisti della politica nazionale. E questo, se si ha un ego importante, potrebbe essere una bella notizia. Purtroppo però se il tuo nome sta circolando per deplorare quello che hai detto o fatto, allora la musica è un po’ diversa. Diciamo che se sei in cerca di visibilità per costruirti una carriera politica . . forse hai fatto un passo falso.
Dunque interventi infuocati dei Fratelli d’Italia, da Cesano a Milano, poi in Regione, De Corato che minaccia querele per diffamazione delle forze armate, dalla regione a Roma, promesse di interrogazioni parlamentari.
E quindi la canea fascista si è scatenata in internet, offrendo il “meglio” di sé: insulti, minacce … ecc. ecc. Cosa detestabile e criticabile come infatti facciamo, ci mancherebbe.
Certo che … se c’è qualcuno che gliela mette su un piatto d’argento . . . perché se è legittimo che un sindaco esprima un’opinione politica, anche se non è certo obbligato a farlo, non è per nulla opportuno che lo faccia in modo maldestro, a suon di battutacce da osteria.
A tutto questo ha fatto seguito una presa di posizione del PD locale e della lista civica che compongono la maggioranza di Negri. Insomma di fronte ad una reazione dei Fratelli d’Italia, francamente spropositata pure lei, che in poche ore è arrivata a coinvolgere la massima carica del partito, la difesa da parte del PD del proprio sindaco non è riuscita ad arrivare neppure a Milano. Segno, immagino io, di una certa freddezza della federazione milanese del PD con Negri.
A Milano non hanno gradito, par di capire.
Insomma si può ben dire che il più duro colpo ricevuto dall’amministrazione Negri sia quello che…si è inferto lo stesso Negri !
Purtroppo, e lo abbiamo già scritto altre volte, questa amministrazione ha dei difetti enormi . Il principale rimane quello di non saper, o di non voler, ascoltare nessuno.
Poco confronto con chi lo ha sostenuto, poco confronto con i cittadini, nessuna vera condivisione delle scelte da fare e fatte, tante chiacchere ovunque ma poca comunicazione vera. Insomma tutti ingredienti che spiegano il calo di credibilità di questa giunta.
Certo è fastidioso vedere come pesi di più un errore grossolano di comunicazione piuttosto che le scelte concrete, e terribilmente sbagliate, fatte. E’ drammaticamente più sbagliata l’operazione asili-nido che una frase scritta in Facebook.
Ma questa è la politica al giorno d’oggi che, come si sa, non è un pranzo di gala, parafrasando un grande cinese. La politica è guerra, e in guerra tutto vale.
E questo il Negri lo sa benissimo.
Speriamo almeno che gli serva da lezione, che impari a lasciar perdere FB, i toni e le compagnie da goliardi fuori tempo massimo, e magari ad ascoltare qualche buon consiglio e a prendere in considerazione l’idea che da soli si sbaglia più facilmente. Come i fatti dimostrano.
Forse questa amministrazione può ancora cambiare strada ed evitarsi (ed evitarci) il triste spettacolo di una giunta ed una maggioranza barricate in consiglio comunale e pronte a respingere chiunque, amici o nemici che siano. Forse un poco di saggezza potrebbe ancora far capolino. Se così fosse l’occasione migliore che hanno per dimostrarlo è quello di una retro marcia sul caso asili-nido.
Abbiamo visto cosa succede ad andar #avanticomeuntreno . Nulla di positivo !
Adesso potrebbero provare una strategia nuova: aprire le orecchie, attivare il cervello !

Walter Zucchelli 30 maggio 2016

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