Ma come è amministrata Cesano Boscone ?

Leggendo le notizie che girano in Facebook mi colpisce questa, il sindaco di Cesano Boscone scrive: “Ho una riunione e colgo l’occasione per fare due passi. Osservando i rifiuti esposti per la raccolta vedo situazioni intollerabili. A breve partirá una massiccia campagna di comunicazione ma poi si interverrá con decisione. Non possiamo tollerare chi proprio non vuole differenziare i rifiuti.

In poche parole una efficace sintesi di come Simone Negri sta interpretando il proprio ruolo istituzionale.

Innanzitutto colpisce l’uso della prima persona: ho una riunione, faccio due passi, vedo situazioni intollerabili. Dunque, se il sindaco NON avesse avuto quella riunione e NON avesse fatto due passi NON si sarebbe accorto di nulla ? Stiamo parlando di rifiuti, di raccolta differenziata. Di un argomento importante, molto importante. Al punto che, appena insediatasi questa amministrazione chiese ed ottenne dal consiglio comunale il mandato per sciogliere il rapporto con AREA e indire una nuova gara di appalto. Gara a cui partecipò un solo operatore, quello che oggi gestisce il servizio. Nessun altro mostrò interesse a svolgere questo lavoro a Cesano.

Ma torniamo al nostro sindaco.

La successione dei fatti, su un tema così importante colpisce. Ci si aspetterebbe un’analisi più accurata basata su informazioni precise. Qualcosa tipo: in tre mesi sono stati raccolti TOT tonnellate di rifiuti, e questi erano TOT di umido, TOT di vetro eccetera eccetera.

Osservato che l’indifferenziato vede la presenza di rifiuti smaltibili differentemente e cioè umido, lattine, carta si rileva un problema …

Insomma stiamo parlando di una attività data in appalto, e per la quale il comune paga, e siamo in presenza di una struttura comunale dotata di personale e di un un apposito ufficio, quindi non ci si aspetta certo che il rilevamento di un problema nasca da una occasionale passeggiata del sindaco.

Proseguiamo. Rilevato dal sindaco che la situazione dei rifiuti che lui vede è intollerabile, cosa fare? La soluzione è semplice: a breve partirà una campagna di informazione ma poi si interverrà con decisione. Non possiamo tollerare chi proprio non vuole differenziare i rifiuti.

In altre parole: adesso ve lo ripeto ancora una volta ma poi sono multe per tutti quelli che sgarrano.

Quello che colpisce della frase è l’accento posto su due concetti: 1) si interverrà con decisione. Cioè, io sono un sindaco che decide ! 2) l’intervento previsto sarà, presumibilmente perché non lo specifica, di tipo sanzonatorio. Più multe per tutti. Tutti quelli che sgarrano.

Che questa sia la sua logica lo dimostrano il precedente delle guardie eco-zoofile il cui intervento, a suo parere, ha di molto migliorato lo stato di alcuni marciapiedi. Ecco cosa risponde ad una signora : “Sì mediamente i marciapiedi sono migliorati da quando abbiamo le guardie… a breve intendo fare il punto e vedremo.

Inutile ripetere a chi non lo vuol sentire che la logica di repressione poliziesca non porta molto lontano. Che si tratti di cani o di rifiuti non si scappa: o convinci i cittadini a collaborare attivamente e volontariamente o puoi fare tutte le multe che vuoi ma…

Ci permettiamo di ricordare che la raccolta differenziata, introdotta dall’allora assessore Fontanella durante una amministrazione Brembilla, venne molto, ma molto, pubblicizzata a suo tempo. Con periodici richiami tramite il Cesano Notizie.

Se oggi si vuole aumentare il livello di raccolta differenziata sarebbe opportuno evitare atteggiamenti come quelli sintetizzati in quel post del sindaco. Non è quello lo spirito e l’atteggiamento giusto per convincere i cittadini. Occorre invece ripartire da capo, con una nuova campagna di sensibilizzazione, spiegando bene COME si fa la raccolta differenziata, fornendo elenchi di prodotti e specificando DOVE vadano gettati (dove butto la confezione della carne che compero al supermercato? Nella plastica o nell’indifferenziato?) e poi ancora coinvolgere (non minacciare, coinvolgere) gli amministratori di condominio, fare affiggere cartelli che dettaglino dove gettare le cose nei punti di raccolta delle immondizie. Se l’obbiettivo è condiviso, ecco il punto vero, tutti (o quasi) saranno contenti di collaborare. Poi, una volta che si sa esattamente cosa si deve fare e come, tutto diventa routine…

Altro che chiamare le guardie.

D’altronde, tornando al punto di partenza, non è certo la prima volta che il sindaco usa la prima persona nelle sue comunicazioni. Il discorso dei cani, dejettori di feci non raccolte, ci venne annunciato nello modo: sono stufo dello stato dei marciapiedi di…

E, se ben ricordo, pure in occasione del primo sciopero delle operatrici degli asili nido, quando chiedevano il rispetto di un accordo che prevedeva il pagamento di un premio per il lavoro in luglio se ne uscì con un comunicato il cui tenore era: io ho lavorato in università e guadagnavo meno non prendevo premi … .

Si dirà che è la personalizzazione della politica, che oggi si usa così. Ma io continuo a pensare che sia sbagliato. Che la politica, e amministrare una città di 24.000 abitanti è politica, non la si possa fare da soli. Certo, il sindaco si trova in una situazione di oggettiva difficoltà, la sua giunta è … quella che è . . . per non parlare della sua maggioranza. In due anni non credo di aver visto un solo contributo utile uscire da quella parte dell’assemblea cittadina.

La giunta invece se l’è scelta lui e la può (potrebbe) cambiare quando vuole.

Perché, e lo dico anche nel suo personale interesse, nessuno può realisticamente pensare di decidere e fare tutto da solo. Non si può amministrare un comune di 24.000 abitanti da solo per cinque anni. Esiste, ed esiste da decine di migliaia di anni, la divisione del lavoro.

Se un sindaco, che ha a disposizione una macchina comunale di circa 120 dipendenti, che gestisce un bilancio di diversi milioni di euro, motiva le proprie decisioni come fatto in quel post, o segnala, sempre in facebook, di aver percorso 109 km in bicicletta nel solo perimetro urbano e nel solo mese di settembre, a me viene naturale pensare che come amministratore, cioè come dirigente massimo di una organizzazione aziendale pubblica, abbia qualche problema.

Walter Zucchelli 7 ottobre 2016

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Una risposta a Ma come è amministrata Cesano Boscone ?

  1. Alessandro Denovis ha detto:

    Siamo sicuri che il locale circolo di Legambiente vigilerà sulla raccolta differenziata. Forza abete rosso!

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