…e se quel treno invece si fosse fermato…?

La storia non si scrive con i SE o con i MA. Tuttavia, a volte, può essere un utile esercizio quello di immaginare un possibile sviluppo differente per una storia conosciuta.
Prendiamo per esempio il caso dell’amministrazione di Cesano Boscone.
All’inizio del mese di marzo del 2016 godeva di un ottimo stato di salute: una buona stima generale, un alone di simpatia popolare. Aveva, come si dice, il vento in poppa. Neppure l’opposizione in consiglio comunale era ancora riuscita a scalfire la sua immagine.
Eppure non aveva ancora fatto nulla di particolarmente notevole, salvo un accordo con il Monte dei Paschi di Siena sul caso piscina. Accordo che era costato ai cittadini cesanesi ben 1.600.000 euro.
Le strade continuavano ad avere le loro belle buche, i marciapiedi ad essere rotti, esattamente come oggi ma si aspettava, fiduciosi, che tutto venisse prima o poi sistemato.
Tutto stava procedendo per il meglio dunque per l’amministrazione, la stessa ingente spesa, a dispetto di chi sosteneva fosse possibile trovare un accordo ancora più favorevole per il comune, era stata “metabolizzata” dalla cittadinanza più attenta ai fatti locali quando…
…quando venne annunciata la decisione di procedere, e a spron battuto, sulla strada della cessione degli asili nido, e del personale che lì lavorava, ad un operatore privato da individuare con pubblico concorso.
Fulmine a ciel sereno per tutti, la scelta viene sottoposta nel giro di soli 15 giorni al voto del consiglio comunale.
Prima le dipendenti, poi i genitori dei bambini, quindi la componente di sinistra che aveva appoggiato la candidatura Negri cominciano a farsi sentire: ma come, ma perché, ma non si era mai parlato di esternalizzare nulla né servizi né personale.
Non c’è stato nulla da fare: il sindaco decisionista ci ha pensato sopra per dei mesi ed ha deciso!
Adesso, sono parole sue, si andrà #avanticomeuntreno.

E così ha fatto, ignorando tutto e tutti. Non ascoltando consigli, critiche, suppliche.
Adesso veniamo a sapere che da lunedi 24 ottobre 2016 il passaggio dei due asili nido e del personale comunale sarà effettivo.
Oggi , dopo questi mesi di discussioni, lotte delle lavoratrici, cortei, manifestazioni, opposizioni, oggi dicevo l’amministrazione non ha più lo stesso capitale di credibilità e di fiducia che aveva a inizio marzo.
Oggi, i cittadini più attenti alle cose comunali, hanno visto all’opera un sindaco che quando prende una decisione la porta fino in fondo ostinatamente. Anche quando in fondo c’è solo un burrone.
Coloro che ci hanno preceduto su questa terra usavano espressioni e concetti che oggi sono in disuso. Per esempio parlavano dell’arte di governare gli uomini. E usavano la parola arte proprio perché nell’esercizio del comando ci sono molte componenti con infinite sfumature che non si possono stabilire a priori, col bilancino del farmacista, o apprendere leggendo un ipotetico “manuale dell’ottimo sindaco del PD” ma che dipendono dalla sensibilità di chi sta governando.
Si può, per esempio, apprezzare la tenacia e anche l’ostinazione con cui un politico persegue un determinato obiettivo.
Salvo poi rendersi conto che quella tenacia e quella ostinazione non sono accompagnate dalla necessaria intelligenza, intelligenza qui intesa nel significato più ampio
In questo caso cosa rimane della ostinata tenacia messa in campo? Solo il ricordo dell’ottusa forza usata. L’ottusa forza che può avere un treno che sia stato lanciato a tutta velocità e di cui non si sappiano (o non si vogliano) azionare i freni…
Ma, per tornare alla nostra storia cesanese, l’amministrazione è anche stata sfortunata, in un certo senso. Si, perché dopo aver preso questa decisione ed essersi risolta a perseguirla ad ogni costo, le carte in tavola sono state scompigliate dal governo “amico” di Roma. Il quale proprio questa estate ha deciso di rendere più “elastiche” le norme sul Patto di Bilancio e di concedere ai comuni le assunzioni in alcuni settori importanti , quali gli asili nido.
In altre parole: sarebbe bastato aspettare qualche settimana e il comune di Cesano avrebbe potuto assumere le operatrici mancanti e conservare la gestione diretta dei suoi due nidi, senza dover mettere in croce le operatrici comunali. E risparmiandosi le figure che ha fatto…
Certo questo a marzo non si sapeva ancora che sarebbe successo. Ma erano anni che le precedenti amministrazioni (dello stesso partito: il PD) stavano temporeggiando in attesa di una soluzione.
Ed ecco che proprio quando il treno della soluzione (per rimanere nella metafora ferroviaria) è passato, l’amministrazione cesanese non ha potuto prenderlo al volo.
Perché avendo già avviato una gara pubblica per cercare un gestore privato…
Dunque per troppa fretta, per troppo decisionismo, abbiamo perduto un’occasione storica.
Ma, pensiamo per un momento cosa sarebbe potuto succedere se…
…a marzo il sindaco annuncia la sua decisione. C’è una sollevazione da parte di molti: le dipendenti comunali, i loro sindacati, le forze di opposizione, parte di quelle di maggioranza. Anche tra i fedelissimi, almeno tra quelli pensanti, serpeggiano i dubbi…
Il sindaco, preso atto della situazione, ci pensa su e decide di fare una retromarcia.
Anziché innestare il famigerato #avanticomeuntreno decide di mettere la macchina in folle, accostare e rifletterci ancora un po’.
Come sarebbe tutto diverso se non ci si fosse tappate le orecchie a qualunque critica, se non si fosse respinto qualunque suggerimento.

 

 

Walter Zucchelli 22 ottobre 2016

 

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