29 novembre 2016 Consiglio Comunale Cesano Boscone – parte 1

Serata infuocata al consiglio comunale di Cesano come succede ormai sempre quando si discute degli asili-nido.
L’occasione l’ha fornita il consigliere Fabio Raimondo dei Fratelli d’Italia presentando una interpellanza il giorno 11 ottobre 2016 (interrogazione-fdi-an-11-10-2016-asili-nido). Il consiglio, ormai si è capito, si riunisce solo quando è impossibile evitare di farlo e questa sera c’era da approvare una variazione di bilancio, cosa possibile solo entro il 30 di novembre. Dunque il pegno da pagare, per l’amministrazione e la sua maggioranza, è stato quello di questa discussione.
Poche cose risultano insopportabili a sindaco e consiglieri di maggioranza quanto l’essere oggetto di critiche. In queste situazioni danno il peggio di se stessi. La serata del 29 novembre non è certo sfuggita a questa “regola”. Ha cominciato il presidente del consiglio, Giovanni Bianco, espellendo dalla sala una persona che aveva osato rumoreggiare . Presenti, come sempre, le operatrici degli asili-nido, ormai ex-dipendenti comunali, questa volta tutte vestite di nero in un polemico segno di lutto. Come ci ricorda un volantino distribuito all’entrata (lo leggete qui…20161129_uil) dal 24 ottobre sono state cedute ad una ATI (associazione temporanea d’impresa) costituita da due cooperative sociali: GENERA e O.R.S.A. E’ ancora in corso una trattativa sindacale per l’armonizzazione delle condizioni economiche e normative nel passaggio da pubblico a privato, come prevede la legge. Trattativa che non sta procedendo molto bene, visto che ancora non è stato raggiunto nessun accordo e alle dipendenti non è nemmeno stato pagato lo stipendio mensile. Solo lo stesso giorno del consiglio comunale (il 29 .11) è stato versato un anticipo tra i 300 (part-time) e i 500 euro (full-time) .
Dunque la situazione è ancora ben lontana dal normalizzarsi, e gli animi tutt’altro che placati.
In questo clima è caduta l’interpellanza del consigliere Raimondo a cui ha dato, o ha cercato di dare, una risposta l’assessora competente Mara Rubichi che è pure vice sindaco.

Ecco alcuni dati forniti: “é vero che non siamo ancora arrivati a 120 bambini, ma ad oggi ce ne sono 104. Ci sono 11 nuovi educatrici assunte, a regime. Ci sono altri 20 bambini in attesa di capire se a gennaio potranno avvenire altri inserimenti. Quindi abbiamo 66 nuovi bambini inseriti. La nuova gestione non è iniziata a settembre, come prevedevamo, a causa di un ritardo provocato dal nuovo codice per gli appalti”. Quindi, volendo tranquillizzare le persone presenti a proposito del mancato pagamento dello stipendio, l’assessora Rubichi ha detto testualmente: “…mi piace sgombrare il campo anche qui davanti a tutti e rassicurare tutti che se per il mese di novembre, le nostre educatrici, se avevano un mutuo, se avevano un finanziamento, se avevano un qualcosa da pagare hanno potuto farlo per un semplice motivo: è vero che le cooperative pagano il mese successivo cioè il 20 di dicembre lo stipendio di novembre, a differenza di quanto non avvenga per i nostri dipendenti che ricevono lo stipendio alla fine del mese stesso, però le educatrici si sono viste liquidare in questo mese , quindi nel mese di novembre, undici ratei della tredicesima … “ .
A questo punto, e direi anche ovviamente, si sono levate le voci di protesta delle educatrici. La tredicesima è stata liquidata perché queste donne sono state licenziate dal Comune e assunte dalla cooperativa, esattamente quello che volevano evitare. Ricordarlo in questo modo, dicendo che non è un problema se non hanno ricevuto il primo stipendio dal nuovo datore di lavoro, è stato come gettare un litro di benzina nel fuoco. Provocazione voluta o incapacità comunicativa ?
E’ a questo punto che il presidente ordina la prima espulsione di una persona del pubblico, ce ne saranno poi altre fino a provocare, in reazione, l’uscita dall’aula di tutte le operatrici.
Più avanti la Rubichi ha dichiarato: “noi abbiamo tenuto fede alle promesse che avevamo fatto all’inizio… avevamo detto che ci sarebbe stato da parte nostra un impegno a riconoscere il differenziale tra uno stipendio di un ente pubblico e un gestore di un servizio e sta avvenendo, ci eravamo impegnati affinché il concessionario non spostasse le operatrici in altre sedi e anche questo sta avvenendo… e poi c’era la questione dell’applicazione del CCNL…ed è quello che di fatto sta avvenendo e che di fatto significa poter permettere alle educatrici di mantenere, il più possibile, le condizioni lavorative simili a quelle che avevano prima…”
Qui però ci tocca intervenire per ricordare che quando il progetto fu presentato non si parlava di mantenere “il più possibile” le condizioni lavorative (e retributive) ma si diceva che non sarebbe cambiato niente. Ricordo bene un’infuocata assemblea con un’altra giovane assessora, che presumo non abbia mai lavorato un solo giorno in vita sua essendo studente, affermare polemicamente che non c’è nessuna differenza tra essere dipendenti pubblici o privati.
A quanto apre invece la differenza c’è, eccome se c’è .
Che affermassero a viva voce che non sarebbe cambiato nulla per le dipendenti lo ricordava bene anche il consigliere Stefano Cella di CesanoCambia. Il quale ha anche ricordato che l’amministrazione affermava, garantiva, che sarebbero stati conservati i diritti delle dipendenti, accusando l’incredula opposizione di voler fare del terrorismo. Oggi invece sul tavolo della trattativa c’è il demansionamento e il minor livello salariale .
A questo punto è intervenuto il consigliere Fulvio Paladini del PD, il quale si è dichiarato soddisfatto di quanto è stato fatto dall’amministrazione . Il servizio andava a chiudersi, oggi invece è un servizio in piena attività. Ci sono 7 posti di lavoro in più che diventeranno 11 ha aggiunto, correggendo e specificando meglio quanto affermato prima dalla vice sindaco. Ed ha concluso ricordando che il consiglio comunale si deve fare interprete delle esigenze generali.
Giancarlo Insinsola del Movimento 5 Stelle ha sottolineato come le famiglie che non hanno avuto il servizio disponibile abbiano dovuto affrontare dei disagi e sopportare dei costi per baby-sitter. Pensavamo che la trattativa andasse così come ci avevate rassicurato voi, che le educatrici avessero tutti i loro diritti mantenuti, che non avessero nessun tipo di penalizzazione sia economica sia acquisita nel tempo. Perché è vero che stiamo creando nuovi posti di lavoro, ma che qualità di posti di lavoro creiamo?
Aldo Guastafierro di Cesano2020: siamo arrivati alla fine di un percorso che avete scelto voi. Poteva andare diversamente. Questa è la stessa logica che ha portato ad una legge come quella del Jobs Act. Non mi piace l’equazione che porta a contrapporre i diritti dei bambini a quelli dei lavoratori. Le lavoratrici avranno sicuramente delle penalizzazioni sotto tutti i profili, diritti, organizzazione del lavoro, stipendio. Mi aspetto che tutte le garanzie che avevate dato vengano rispettate, ma ho molti, molti dubbi anche sotto l’aspetto previdenziale. E’ bruttissimo aver messo in contrapposizione i diritti delle famiglie, dei bambini, con quelli dei lavoratori. Questi lavoratori sono vincitori di un concorso, hanno lavorato per trent’anni, hanno acquisito dei diritti e delle garanzie perché hanno lottato ed hanno conquistato delle cose. Questa cosa io non l’accetto e finché sarò in questo consiglio comunale, finché sarò un lavoratore e un cittadino, mi batterò perché i diritti vengano estesi e non cancellati. Io vi domando: i 7-8 lavoratori che sono stati assunti che tipo di contratto hanno e che tipo di tutele hanno rispetto ai lavoratori che vengono dal Comune, hanno le stesse tutele? Se non hanno le stesse tutele vuol dire che stiamo creando un meccanismo perverso.
Tocca ora al capogruppo del PD, Marco Pozza, che dopo un breve preambolo si esprime così: “… io ricordo questi mesi, quello che avete raccontato… sembrava che saremmo andati incontro a licenziamenti di massa per le educatrici che sono lì, stanno ancora lavorando a Cesano Boscone, … sembrava che avremmo assistito ad un trasferimento di massa, oltre confine, al confino delle educatrici mandandole in Siberia … “
Dopo questo “sobrio” esordio, ovviamente contestato da una parte del pubblico, il capogruppo del PD Marco Pozza ha speso il resto del suo intervento sottolineando l’incremento dei bambini che possono frequentare i nidi grazie alla scelta fatta.
Vincenzo Primerano capogruppo della lista “Il futuro in Comune” si è voluto soffermare sull’assenza di proposte da parte della minoranza che invece abbonda nelle critiche. “L’unica proposta arriva dalla UIL, addirittura ho visto dei post (su Facebook immagino, ndr) dove c’è il sindaco della piscina assieme a Fratelli d’Italia… L’unica proposta l’hanno fatta in un’assemblea del 25 maggio (?) dove proponevano di chiudere un nido”. In conclusione ribadisce la sua piena adesione alla scelta fatta.
Fabio Raimondo, Fratelli d’Italia. Si è dichiarato non soddisfatto delle risposte avute dalla vice-sindaco. “vorrei ricordare al capogrupo del PD Pozza che se qualche famiglia in più è venuta a iscrivere i figli al nido non è perché loro sono stati bravi, ma perché la Regione Lombardia ha deciso che i nidi sono gratis per chi ha un certo reddito ISEE anche elevato.
Questa è la prima amministrazione comunale che si definisce di sinistra e che ha lasciato a casa dei lavoratori. Questo ricordiamocelo. E questa cosa l’hanno decisa almeno un anno fa. Era un anno che pensavano questa cosa, scientemente. Loro volevano fare questa cosa e l’hanno fatta e se ne sono fregati dei diritti dei lavoratori. Siete vergognosi”.
A questo punto è scattata la reazione del presidente del consiglio che si è sentito offeso dall’espressione “siete vergognosi” e ne è nato l’ennesimo battibecco col consigliere Raimondo.
In conclusione la parola al sindaco, Simone Negri. Il quale esordisce tentando una battuta delle sue: “i dati Auditel ci dicono che il varietà è in crisi per cui…” battuta non riuscita, forse indirizzata al Raimondo.
Quindi ha affermato che probabilmente i nidi saranno riempiti prima di Natale. Dunque riprende le due affermazioni del capogruppo Primerano accusando la minoranza di non aver avanzato delle controproposte. “Contestate la relazione dei tecnici comunali e prendete per oro colato quello che dice la UIL che è riuscita a mettere insieme un sindaco che governava con Rifondazione Comunista con il consigliere dei Fratelli d’Italia”. Evidente, anche in questo caso, il riferimento all’ex sindaco Vincenzo D’Avanzo (del PD) di cui Negri era il capogruppo .
Quindi si è lamentato della pochezza d’analisi della minoranza che non considera il trend demografico negativo in atto . Il punto critico è il rapporto di 1 educatrice ogni 7 bambini, fissato dalla Regione. Non ho sentito parlare del nuovo servizio che cambia in meglio: apertura prolungata dei nidi, apertura in alcune settimane di agosto, aperture di sabato, presenza della psicologa.
Noi con le stesse risorse dell’anno scorso siamo in grado di accogliere più bambini.
Non sentiremo la Corte dei Conti e i nidi gratis della Regione coprono solo una minima parte dell’utenza. Il Comune sostiene l’ISEE.
COMMENTO
Mi sono soffermato a lungo su questa discussione perché, a costo di ripetermi, il caso dei nidi, la scelte scellerata di esternalizzarli, la modalità con cui questa scelta è stata presa, poi comunicata, e quindi realizzata, la sordità a qualunque critica, proposta alternativa, la violazione palese di un programma elettorale che non prevedeva in nessun modo una cosa del genere, hanno dato e daranno la cifra di questa amministrazione. Ne palesano il vero carattere. Quando ci si ritrova ad ascoltare i discorsi del consigliere di Fratelli d’Italia e si pensa che abbia ragione, quando al contrario non c’è un solo punto nel ragionamento degli amministratori che si dicono di sinistra che possa essere condiviso, significa che c’è molto che non va.
La parola sinistra grazie al PD, e la giunta Negri è un monocolore PD (la lista civica è una lista del sindaco non ha alcuna idea o proposta alternativa a quello che pensa o faccia Negri), la parola sinistra dicevo è da intendersi come pura espressione geografica. Sono di sinistra perché in aula si siedono alla sinistra della presidenza, punto e basta. Non c’è in quella parola, per loro , nessuna differenza tra destra e sinistra più di quanta ce ne possa essere tra le gomme di una qualsiasi automobile. Serve solo a distinguere la parte di qua da quella di la. Non c’è nulla, nella loro azione, che possa evocare ciò che questa parola ha significato in termini di eguaglianza, giustizia sociale, miglioramento lavorativo dei ceti subalterni. La loro azione al contrario toglie proprio a queste persone quel poco che erano riusciti a conquistare. Ed in questo sono in perfetta sintonia col PD nazionale tutto, renziano o bersaniano che sia. L’evocato Jobs Act basta e avanza come prova.
Questa cessione dei nidi qualifica l’azione politica, e la scelta di campo, dell’amministrazione Negri. Il resto è solo normale amministrazione, e nemmeno della migliore se a oltre due anni dal suo insediamento non è ancora riuscita, o non ha ancora voluto, riasfaltare le strade, rifare i marciapiedi. Ci sono progetti in campo, 1 milione di euro per la piazza del centro storico, due milioni per rifare le luci di Cesano, ma intanto si rischia di rompersi le ossa perché non chiudono le buche dei marciapiedi. Sui nidi la loro giustificazione migliore è quella che sposta l’attenzione tutta sulla possibilità di offrire un servizio ai cittadini. Questa è la giustificazione principale.
Tuttavia era possibile ottenere lo stesso risultato senza mettere in piedi questo cinema. La scorsa estate il governo Renzi ha allargato i cordoni della borsa e permesso ai comuni di effettuare nuove assunzioni proprio per i nidi. Dunque avrebbero potuto raggiungere il famigerato rapporto di 1 a 7 e riempire le due strutture comunali, assumendo del nuovo personale. Perché non è stato fatto ? Perché si è voluto invece procedere lo stesso con la concessione che, e tutti lo sapevano, avrebbe creato tanti disagi alle lavoratrici ?
Voglio infine segnalare, in conclusione, l’emergere sempre più chiaro di una figura politica all’interno di questa maggioranza. A dirla meglio dovrei dire dell’unica figura politica degna di questo nome, quella di Fulvio Paladini. Ormai non passa consiglio senza che il consigliere Paladini non si dilunghi nello spiegare, con la sua invidiabile calma e chiarezza espositiva, i principi guida del suo pensare e agire politico. Che sono quelli del più schietto neo-liberismo, da lui rivendicato e proposto come l’unico possibile. Una sintesi di Giavazzi-Alesina, di Pietro Ichino, della Fornero… la più pura scuola bocconiana insomma.
Non so che lavoro svolga il consigliere Paladini e quanto gli renda, ma immagino che sia un ottimo posto e ben retribuito. Perché non ho mai sentito nessuno che fosse disoccupato, senza soldi e con la rata del mutuo in scadenza, che professasse simili teorie economiche. Normalmente chi dice queste cose è gente che sta bene, spesso che sta molto bene, professori ben pagati, giornalisti affermati e compagnia bella, dirigenti, imprenditori. Poiché non si ascoltano mai ragionamenti differenti, tra i componenti della maggioranza (che per lo più non parlano affatto), e il consigliere Paladini è l’unico che si esprima chiaramente dobbiamo concluderne che, all’interno di questa maggioranza, lui sia l’anima intellettuale, il filosofo del gruppo. Insomma, come si diceva una volta: è questa la linea !
Walter Zucchelli
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