Parla l’ex sindaco Vincenzo D’Avanzo

L’ultimo numero del 2016 del periodico L’INCONTRO, di Cesano Boscone, ha pubblicato un’intervista all’ex-sindaco Vincenzo D’Avanzo. Riprendo quell’intervista perché credo sia interessante conoscere l’opinione di chi ha governato Cesano per 10 anni, dal 2004 al 2014. Magari nei giorni convulsi delle feste di fine anno ve l’eravate persa…

WZ

INTERVISTA AL PERIODICO L’INCONTRO

Come è stato il ritorno alla vita normale dopo 10 anni da sindaco?

Normale, assolutamente non traumatico, continuo a fare tutto ciò che facevo prima, tranne il Sindaco. Direi che ora sono anche più impegnato di prima, perché dedico molto più tempo alla mia professione, alla mia persona e ad altri diletti, ma sono sicuramente meno preoccupato. Sapevo fin dall’inizio del mio primo mandato che alla scadenza dell’ultimo avrei interrotto il mio impegno pubblico, perché non rientrava nei miei piani la carriera politica. Sono stati dieci anni meravigliosi, è stato bello vedere il mio paese crescere con le mie amministrazioni, è stata una straordinaria esperienza di vita con il contatto umano, le relazioni con i cittadini e la città, il gioco di squadra con i miei assessori, la soddisfazione per gli obiettivi raggiunti. Sono stati motivi di crescita personale anche le delusioni per alcuni involontari infortuni e soprattutto gli attacchi vigliaccamente sferrati nel 2011 con la macchina del fango locale e provinciale alla mia persona colpendomi nei valori che ritengo fondamentali per chiunque, ma specialmente per chi ricopre un ruolo pubblico e cioè L’ONESTA’ e LA LEGALITA’. E’ stato stupendo in quell’occasione vedere crescere il consenso politico e umano della mia amministrazione con i cittadini che ci incoraggiavano ad andare avanti, esortandoci a non mollare. Alla fine siamo riusciti a superare le onde anomale e portare intatta, la nave nel porto.

Ha fatto il passaggio delle consegne col sindaco entrante?

E’ stato fatto eccome! E’ impossibile che possa accadere il contrario e non è accaduto, si tratta di un’autentica sciocchezza, in primo luogo perché ci sono delle norme che vanno rispettate, in secondo luogo perché ritengo di avere un’etica personale e politica che non mi ha mai abbandonato. In sintesi racconto com’è avvenuto il passaggio delle consegne:

– Il 21/02/2014 ai sensi dell’art. 4 del D.lgs 149 del 06/09/2011, ho sottoscritto e inoltrato , previa certificazione del Collegio dei Revisori, una relazione di fine mandato (112 pagine) alla CONFERENZA STATO-CITTA’ e ALLA CORTE DEI CONTI sezione controllo. Una copia, naturalmente, è agli atti della segreteria generale. Bisogna chiedere al Sindaco se l’ha letta e cosa ne pensa.

– Nell’ultimo anno del mio mandato, oltre ai vari incontri istituzionali, ho speso una quindicina di pomeriggi domenicali, con il mio capogruppo (oggi sindaco) per tenerlo informato e aggiornato su ogni attività di Giunta, su ogni progetto, su ogni argomento da proporre in consiglio comunale, trovandolo attento, interessato e consenziente. In tali occasioni non ha mai mosso rilievo sull’operato mio e dell’amministrazione. Succedeva però che al lunedì seguente, soprattutto alla vigilia dei consigli comunali, lo trovavo su posizioni completamente opposte (tutto tempo sprecato, come in tanti mi facevano osservare).

– Il pomeriggio del 10/06/2014, giorno della proclamazione a Sindaco, l’ho trascorso con Simone Negri, in Comune, per metterlo al corrente su tutti gli argomenti e atti di Giunta iniziati e non conclusi in quanto, per etica politica rinviati ai nuovi organi eletti; In quell’occasione gli consegnai una lettera (ne conservo una copia) con cui riepilogavo le proposte di deliberazione, le comunicazioni alla Giunta e altri argomenti tra cui la situazione dell’area RFI e della PISCINA. Gli consegnai inoltre un documento di riepilogo che avevo fatto predisporre dal comitato di direzione, sulle questioni di maggiore rilevanza da affrontare nell’immediato, rendendomi disponibile per qualsiasi necessità.

– Il 17/06/2014 infine, ho sottoscritto insieme al nuovo Sindaco la verifica straordinaria di cassa di fine mandato, alla presenza del collegio dei Revisori e dell’ufficio Ragioneria.

Cosa pensa della chiusura della questione piscina, secondo lei si poteva chiudere la faccenda ad un prezzo più basso.

Sicuramente si poteva chiudere un anno prima e con maggior successo. La mia amministrazione aveva già dato corso all’esame legale della pretesa richiesta della banca di escutere la fidejussione a carico del Comune, affidando l’incarico all’avvocato FABIO CESARE, a cui esprimo ancora il mio forte apprezzamento e ringraziamento per la sua professionalità e competenza con cui ha patrocinato la causa. E’ tutto merito suo la conclusione comunque positiva della transazione. Mi rendo conto però che per l’attuale amministrazione era necessario prendere tempo , perché la questione piscina era stata un punto cardine della campagna elettorale della coalizione pro-Negri e quindi era opportuno continuare a dire e scrivere montagne di stupidaggini nel tentativo ossessivo di screditare la precedente amministrazione. Mi ha molto meravigliato, nel merito, il silenzio ed il comportamento di persone che a vario titolo fanno ancora parte dell’entourage del Sindaco e che hanno vissuto con me , fin dall’inizio, l’intera vicenda. Trovo mortificante fondare un percorso importante del piano di mandato sulla presunzione, sulla demagogia, sull’ipocrisia e sulle polemiche, perché prima o poi il NULLA viene a galla.

In considerazione del fatto che si è rivisto in giro soprattutto quando c’è stata la questione asili nido, cosa ne pensa e come mai la sua amministrazione non aveva pensato ad una soluzione come la concessione?

Ho partecipato a eventi istituzionali ( XXV Aprile, 2 giugno, 4 novembre), Anniversari ( polizia locale, L’incontro) Mostre (Elvira Pavesi, Stefano Molaschi). Molto meno ai consigli comunali per evitare imbarazzi e imbarazzanti strumentalizzazioni. La vicenda degli asili nido non mi ha meravigliato. Non so quali siano state realmente le motivazioni che abbiano indotto l’amministrazione a prendere questa triste decisione, ma credo che la propagandata politica di discontinuità del Sindaco e la presunzione di capire senza ascoltare e/o leggere siano state fondamentali per la situazione che si è creata. Non si è tenuto conto delle opportunità che avevano indotto la mia amministrazione a bandire l’ultimo concorso possibile per la selezione del personale. Sono state ignorate le indicazioni date per la programmazione dei fabbisogni triennali del personale riportate nel progetto di bilancio 2014/2016. Non sono stati messi in atto percorsi per l’eventuale erogazione dei servizi associati con altri Comuni. Non è stata prevista una sperimentazione concertata per la valutazione dell’impatto della decisione. E’ mancata una analisi strategica comparativa per la valutazione dei costi/benefici/qualità e la considerazione che un Comune non è semplicemente un’azienda, ma soprattutto un ente erogatore di servizi a cittadini richiedenti e a quelli titolari di diritto di cittadinanza. L’altra ipotesi possibile, a cui non voglio credere, è che il piano strategico dell’attuale amministrazione preveda la politica dell’esternalizzazione di tutti i servizi e lo svuotamento di fatto delle funzioni comunali. Le mie amministrazioni hanno certificato i nidi (nostro fiore all’occhiello) e non hanno mai pensato ad una soluzione di concessione, nonostante le difficoltà e le “ onde anomale”. Le nostre politiche erano strategicamente improntate alla internalizzazione dei servizi , politiche completamente opposte a quelle dell’attuale amministrazione. Eppure abbiamo subito contestazioni molto più feroci. Penso infine che ci siano i mezzi e le condizioni per una retrocessione dalla triste decisione .

Se la sente di dare un giudizio complessivo su questi primi anni di amministrazione Negri?

No, mi auguro che lo facciano gli elettori in piena serenità, senza dare credito alle campagne elettorali (vorrei tanto che le abolissero con una buona legge elettorale), dove vince chi spara stupidaggini più grosse e promesse impossibili. Io osservo che il paese è bloccato, che la politica cesanese è pervasa dal pensiero unico (non vedo differenze e/o distinguo in maggioranza e tra maggioranza e opposizione) , che stanno andando in frantumi il senso di appartenenza e il tessuto associativo, che non c’è una idea di città e che a breve avremo una colata di cemento a caro prezzo nell’area posta tra la via Nazario Sauro e la piazza Moneta , per la realizzazione di un parcheggio a raso, autentico scempio ecologico/urbanistico nel cuore della mia città, cioè una brusca frenata alla politica di miglioramento del territorio perseguita in un ventennio, fino al giugno del 2014.

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