Considerazioni estive

Tra meno di due anni si vota per il sindaco e il consiglio comunale a Cesano Boscone.
Parto dal presupposto che l’attuale amministrazione debba essere cambiata, altrimenti il problema non si porrebbe. Quali sono le opzioni possibili?
Una rapida esplorazione del panorama politico, almeno quello visto in consiglio comunale (ma fuori non mi pare si sia mosso nulla) ci dice per prima cosa che la destra cesanese non esiste. Il principale gruppo di opposizione, Forza Italia con due consiglieri, ha brillato solo per la propria assenza. Mai una proposta, mai una critica, mai nulla di nulla. Spesso nemmeno la presenza in aula. Un vuoto assoluto di iniziativa politica. Davvero non si è capito il senso della presenza del consigliere regionale Altitonante a Cesano Boscone. Dunque non ci sarebbe da aspettarsi nulla da questa parte politica, incapace di profferire anche solo una parola.
Ma naturalmente non andrà così, si candideranno ancora e purtroppo qualche voto lo prenderanno, sebbene non paiono assolutamente in grado di amministrare il paese.
Discorso differente per l’altra forza di destra, il Movimento 5 Stelle. Qui la presenza in consiglio comunale c’è stata, costante e propositiva. Ha sempre incontrato l’ostile reazione della maggioranza che, di fatto, ha respinto quasi tutte le proposte pentastellate. Presenza costante e militante anche in paese. M5S si è sempre fatto vedere in giro con dei banchetti, con questionari, cercando un rapporto diretto coi cesanesi. Di fatto, M5S si presenta come un gruppo compatto di persone che, almeno apparentemente, sembrerebbe in grado di dare un governo al paese. I limiti che vedo nella loro azione sono quelli dell’autoreferenzialità, della mancanza di una politica delle alleanze e della poca autonomia locale (direi che il caso Genova insegni molte cose in questo senso). M5S può vincere le elezioni a Cesano solo se giunge al ballottaggio. Allora convergeranno sul suo candidato tutti i volti di destra, e, protrebbe avere anche la non opposizione (leggi astensione) di quella sinistra che aveva sostenuto la candidatura Negri ricavandone però solo una frustrante delusione. In questo senso però M5S dovrebbe avere l’accortezza politica di sapersi scegliere i propri avversari, mettendo dei paletti chiari tra sé e le altre forze politiche. Mi spiego meglio: un elettore di sinistra deluso può anche tollerare una vittoria di M5S se pensa che questa vittoria non cozzi troppo col proprio modo di ragionare. Ragione per cui questo elettore, pur deluso dal Negri, non permetterebbe mai ad un candidato fascista di diventare sindaco di Cesano. Anzi, di fronte a questa possibilità si sentirebbe, obtorto collo, obbligato a scendere in campo per impedirlo. Ma, se M5S desse garanzie su questo tema, per esempio riconoscendosi pienamente nello spirito antifascista della Costituzione Italiana . . ., sono convinto che molti, diciamo così, lascerebbero correre le cose verso il loro destino. Cioè non si impegnerebbero a sostenere l’amministrazione uscente.
Un altra area interessante è quella rappresentata dalle due liste civiche: Cesano2020 e CesanoCambia. I due consiglieri, Cella e Guastafierro, si sono trovati spesso a sostenere le stesse opinioni in consiglio comunale. Questo fa pensare che sia più che possibile un’unione di queste due liste. Unione che potrebbe allargarsi anche a quell’area del centro-sinistra delusa, penso alla neonata formazione MDP-Art.1. Sempre che non sorgano problemi sulle candidature e la lista . Questa area, diciamo l’area dell-ex Ulivo allargata, ma senza il PD renziano, potrebbe competere direttamente con l’amministrazione Negri e crearle grossi problemi. Magari, se non batterla, costringere Negri a delle alleanze vere.
Infine il PD. Il PD cesanese è saldamente controllato dai renziani. L’apparente anomalia è che il sindaco Negri non si dichiari renziano. Anomalia solo apparente poiché in questi tre anni il Negri ha dimostrato, coi fatti, di avere assimilato fino in fondo l’insegnamento del Renzi. Nel suo significato peggiore del “qui comando io e si fa solo quello che dico io”.
Con risultati, a mio parere, tutt’altro che brillanti.
La gestione del caso “asili-nido” è stato un vero momento di rottura. Un errore politico e amministrativo che potrebbe essere fatale alle ambizioni del personaggio. Al punto che forse al Negri converrebbe non ricandidarsi. Quando dovrà cercare una lavoro e presentare un CV sarà più utile dichiarare di non avere voluto ripetere un’esperienza “interessante ma coi suoi limiti” piuttosto che dover scrivere di essere stato bocciato dagli elettori. Ma son certo che non seguirà questo consiglio.
Dunque si ricandiderà senza nemmeno passare per le primarie, che sono monopolio del PD. E il PD cesanese, avendo già il candidato renziano “giusto” non avrà certo interesse a mettere in subbuglio tutto il centro sinistra locale.
Questo è come vedo le cose oggi, luglio 2017.
Non è detto che a primavera 2019 si arrivi così, tante cose possono succedere anche a livello nazionale che avranno impatti e conseguenze a Cesano Boscone.
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