A proposito di piscina. Tema che pensavamo dimenticato ma che invece qualcuno ha pensato bene di rispolverare.

In attesa che le auguste autorità municipali si degnino di ragguagliare i cesanesi su cosa stanno pensando di fare a proposito di piscina, vorrei esprimere due concetti:
1) tempo fa un giornale locale aveva molto battuto sul concetto che il sud-ovest milanese fosse una “grande città”. L’idea cioè che Cesano-Corsico-Trezzano-Buccinasco debbano considerarsi un unico conglomerato. A questo io vorrei aggiungere, ovviamente, Milano. Nessuno di noi, o quasi, vivrebbe nel sud-ovest se non ci fosse Milano. I nostri comuni altro non sono se non parti, quartieri, della grande Milano. Esattamente come Baggio-Lambrate ecc.ra che erano comuni autonomi e poi sono stati assorbiti da Milano. Questo significa che occorre guardare ai problemi ed alle soluzioni con un ottica che non può essere limitata a quella comunale.
Cesano non sarà mai una copia in piccolo di Milano, dotata cioè di tutti i servizi del capoluogo, ma fa parte della grande Milano, o meglio: di Milano!
Cesano Boscone è un quartiere di Milano, con una sua amministrazione politica.
Dunque, per arrivare al punto, i servizi di cui gode Cesano vanno inquadrati in un’ottica che superi la dimensione Cesanese. Oltre tutto Cesano è ben piccola, meno di 4 km quadrati in tutto. Pertanto, mentre è giusto pretendere un trasporto pubblico il più possibile vicino a casa, non potrò pretendere di avere sotto casa ogni servizio possibile. Quello che conta, in questi casi, è che la struttura che mi serve, la piscina in questo caso, sia disponibile in zona, dove per zona è da intendersi l’area sud-ovest, inclusa Milano .
Per esempio a Muggiano (quartiere di Milano-Baggio) è appena stata aperta una piscina. Si tratta di scavalcare la tangenziale ovest e la si trova lì, dietro la vecchia scuola elementare. Distanza dal Tessera? da via Gramsci 1 a via Muggiano 14 Google maps dice che sono 3,5 km e che in auto ci vogliono 7 minuti. Da via Roma 1 invece sono 2,3 km per 4 minuti di auto. Insomma, non insisto oltre con gli esempi, è molto vicina! Chi abita a Milano ha sempre una piscina così vicino ? non credo proprio. Inoltre non è l’unica piscina della zona. A Corsico lungo la nuova Vigevanese ce ne sono di pubbliche e di private, a Trezzano c’è n’è una comunale, a Buccinasco mi pare ci siano sia pubbliche che private. Insomma non mancano. E non è sostenibile il concetto che Cesano debba per forza avere una sua propria (ma perchè?).

 
2) secondo concetto . Se qualcuno ci chiede un euro…ci pensiamo. Ci ripensiamo. Son soldi nostri e quindi… Quando invece si parla di soldi pubblici allora il nostro atteggiamento, chissà poi perchè, cambia. Diventiamo meno attenti quando non disinteressati.
Invece dobbiamo sempre pensare che pure quelli pubblici SONO SOLDI NOSTRI. Li abbiamo tirati fuori dalle tasche quando abbiamo pagato le tasse. E quindi devono essere spesi bene. Non possiamo pensare che non ci riguardi il come vengano utilizzati. Oltretutto come spendere i soldi pubblici, per fare che cosa, è (dovrebbe essere) l’essenza di un programma di governo. Alle elezioni scelgo un candidato perché mi ha convinto spiegandomi che i soldi li spenderà per fare questo e quell’altro.
Darei per scontato che chiunque si candidi a sindaco si proponga di spendere i soldi per mettere a posto le strade e i marciapiedi, per esempio. Anche se in questi ultimi anni ho imparato (per la prima volta in vita mia) che non è così scontato. Anzi non lo è affatto.
 
Riassumendo: l’idea di impegnare il nostro comune per i prossimi 20 anni per avere una piscina non mi trova affatto d’accordo. Ma questo è il meno. Il punto vero è che una scelta del genere non può essere fatta da chi amministra in beata solitudine. Abbiamo dei precedenti su questo argomento che ancora “sanguinano”, se un bilancio comunale potesse sanguinare.
Che un sindaco del PD venga a Cesano a proporre di impegnarsi per una piscina è opportuno come “parlar di corda in casa dell’impiccato”, per ricordare un vecchio detto.
Tuttavia, superando le questioni di buon gusto certe proposte sono state fatte, diamoci almeno due regole:
1) che un sindaco in scadenza di mandato non prenda impegni gravosi e che
2) si trovi il modo e la maniera di consultare i contribuenti cesanesi sulla proposta che si                 intende  fare. 
Sarebbe curioso che a Cesano Boscone, dove è stato fatto più di un percorso “partecipativo” per decidere dove posizionare le panchine al parco o cose simili, su progetti ben più consistenti e impegnativi i contribuenti non venissero esplicitamente interpellati.

 

Walter Zucchelli, 26 novembre 2018

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