La maggioranza, rimasta da sola in aula, decide di rilanciare il progetto piscina.

Torno, dopo mesi di felice assenza, ad assistere ad una riunione del consiglio comunale cesanese la sera del 29 novembre 2018. Lo faccio perchè le notizie sulla ripartenza del progetto piscina mi hanno inquietato e voglio saperne di più.
In discussione c’è la variazione di bilancio che riguarda anche il discorso piscina (anzi: impianto natatorio. Così preferiscono chiamarlo) per almeno 1.200.000 euro da subito, ovvero nei prossimi due anni. Questi soldi verranno presi; 600.000 dall’avanzo di bilancio previsto per quest’anno (che ammonta a più del doppio, se ho ben capito) e gli altri che verranno recuperati dai prossimi bilanci. Perché quando la piscina sarà consegnata al Comune, occorrerà pagare 1.200.000 di maxi canone. Per cominciare, perchè poi ci sarà un canone annuale per 20 anni. In cambio fino alla consegna dell’opera il Comune non spenderà nulla, tranne spese per consulenze .
Ma cominciamo dal principio. Due anni fa, dice il sindaco, la maggioranza ha cominciato a discutere su cosa fare dell’area piscina. Pensa e ripensa alla fine si accende la lampadina: si, la facciamo! Ma come? Certamente in altro modo rispetto al tentativo precedente (costato non poco al contribuente cesanese). Si chiede pertanto pubblicamente se ci sia qualcuno interessato all’opera e in 9 operatori rispondono. Quando si approfondisce l’argomento rimane una sola proposta in piedi, quella di un consorzio (Ercole) di tre aziende che (pare) dicano: noi costruiamo l’impianto natatorio (che sarà ben altro di una semplice piscina se, come è stato detto da un consigliere di maggioranza sono previste attrezature sportive, verde pubblico, tale che finalmente il centro di Cesano si unirà al Tessera (anche questa l’avevamo già sentita anni fa. Unire Cesano al Tessera, ma costruendo residenziale…)). Noi, dice il consorzio, costruiamo, tu Comune non ci dai nulla fino a quando ti diamo le chiavi dell’opera, pronta da aprire. A quel punto tu Comune ci paghi il maxi canone di 1.200.000 alla consegna, e poi il canone per i successivi 20 anni. Finita l’opera il Comune dovrà trovare chi gestisca la piscina, e questi, cioè il gestore, dovrà pagare, a sua volta, un canone al Comune. Il Comune, per garantirsi, chiederà al gestore una fidejussone, per essere certo di incassare. Questo il giro del denaro in estrema sintesi. Sempre che l’abbia capito bene!
Il sindaco poi ci ha fornito qualche numero, per capire quali ragionamenti sono stati fatti. Per esempio: si prevede che il potenziale bacino d’interesse per la piscina (pardon: l’impianto natatorio) sia composto dai soli cesanesi e da un 10% di Trezzanesi. Gli altri comuni limitrofi non sarebbero interessati . Si stima che le persone interessate al nuoto in Lombardia siano il 92 per mille. Percentuale che comprende chi nuota spesso e chi occasionalmente. Questo porta a stimare un pubblico potenziale di circa 2.700 perone. Il PEF (immagino sia qualcosa tipo, Piano Economico Finanziario ma non è stato specificato) è stato calcolato sulla metà di quella cifra, dunque su una affluenza di 1.350 persone reali. E i conti tornano. A quanto pare, tornano a tutti: agli operatori economici, ai revisori dei conti, ai consulenti. Questo è stato il punto su cui hanno battuto quasi tutti gli interventi, dei pochi intervenuti: il progetto è sostenibile economicamente. Il progetto non impatta il bilancio comunale e le spese previste per riasfaltare le strade. I soldi ci sono.
Questo mi pare il succo di quanto è stato detto dalla maggioranza, cautamente (il passato pesa e non poco) entusiasta del progetto.
Ora mi si permetta una prima considerazione critica. La domanda che io mi sarei fatto è la seguente: a Cesano Boscone oggi, nel 2018 e anni a venire, un’impianto natatorio serve? E’ utile? E’ indispensabile?
E siccome sto amministrando i soldi dei cesanesi forse sarebbe meglio chiederlo ai cesanesi cosa ne pensano. In effetti un consigliere la domanda se l’è posta e ha abbozzato una risposta articolata così: i giovani genitori sono favorevoli, pensando ai loro figli; i cesanesi più giovani sono favorevoli, pensando ai caldi pomeriggi d’estate, le persone più anziane ci chiedono: ma non sarebbe meglio spendere per mettere a posto le strade?
E’ evidente come pure io sia ormai da annoverare tra le persone anziane. Che però a Cesano se non son maggioranza, poco ci manca…
Un altro consigliere invece, quasi offeso, ha declinato l’ipotesi di consultare i cesanesi con un referendum: “e noi che ci stiamo qui a fare?” ha argomentato.
Però è una strana argomentazione per una maggioranza che ha pure speso dei soldi per la “partecipazione”. Il bilancio partecipato, le riunioni per discutere con i cittadini e ascoltare le loro proposte, la consultazione per l’erigendo Parco della Costituzione dove si poteva votare tra quattro progetti che proponevano le stesse cose ma disposte in modo diverso.
E va bene, quelli erano passatempi. Poi quando c’è da decidere sul serio ….
Dunque “il dado è tratto” come disse Cesare. La decisione è presa e questa maggioranza è solita, lo sappiamo ormai molto bene, ad “andare avanti come un treno” !
Verrà indetta una gara e chissà che non salti fuori qualcuno che si offra ad un prezzo minore. Per ora si parla di un opera dal valore complessivo di oltre 6.000.000 di euro.
Occorrerà poi leggere bene le carte per capire nei dettagli la cosa. Io per esempio, ma certo è un mio limite, se guardo l’affare dal punto di vista delle aziende costruttrici non vedo bene dove queste ci guadagnino. Loro tra due anni ci consegnano un opera che vale 6 milioni. 1,2 milioni lo recuperano alla consegna, gli altri nei successivi 20 anni. O la costruzione vale meno di 1,2 milioni e poi hanno una rendita ventennale o…non capisco!
Ma al momento le domande sono quelle due: 1) ci serve veramente? 2) i cesanesi cosa ne pensano? Sono disposti ad accollarsi questa spesa nei prossimi anni e poi per gli altri 20 ?
Ancora due cose:
  1. nella manovra di bilancio è stato registrato l’ingresso di 800.000 euro per il progetto lumen. I’illuminazione pubblica cambiata in questi anni. Doveva costare 1.800.000, poi circa 2 milioni, poi poco più di due milioni. Alla fine è costata 2.400.000. Un terzo di questi soldi, 800.000 appunto, ci sono finanziati da Regione Lombardia con fondi UE.
    Bene dunque. Ma… io non ricordo che in campagna elettorale si fosse parlato di questo progetto. C”era un cenno generico all’ammodernamento tecnologico ma nulla di specifico.
    Perchè, io mi dico a titolo d’esempio, se facciamo l’assemblea di condominio e decidiamo delle cose non può capitare che il giorno dopo l’amministratore parta col progetto di rifare tutto l’impianto elettrico perché è vecchio. Qualche condomino potrebbe dirgli, non l’abbiamo discusso in assemblea. Perchè l’hai deciso da solo?
    Invece quando si tratta di soldi pubblici allora…va tutto bene… Che poi questi lavori sono la ragione per cui non sono state riasfaltate tutte le strade e rifatti i marciapiedi. O almeno, vengono sempre citati come la causa di quei ritardi.
    A loro favore c’è da dire che quantomeno sono opere che interessano il 100% dei cesanesi e il 100% di chiunque si trovi a passare da Cesano. Non il 92 per mille…
  2. Il consiglio comunale del 29 novembre 2018 si è svolto in assenza dell’opposizione, uscita (i tre consiglieri presenti) al momento di discutere la manovra di bilancio. La ragione, dichiarata dalla minoranza, è in una delibera di giunta ancora sconosciuta ai consiglieri ma di cui il consorzio della piscina già era a conoscenza e di un parere dei revisori dei conti giunto solo oggi all’attenzione dei consiglieri. La maggioranza, sentita la Segretaria Generale, non ha ritenuto ci fossero validi motivi per rinviare la seduta come chiedeva la minoranza. Minoranza che in disaccorso ha abbandonato l’aula preannunciando un esposto al Prefetto per invalidare la seduta e le decisioni prese.
    Ovviamente, rimasta in aula la sola maggioranza, la discussione non c’è stata, essendo i rimanenti già d’accordo su tutto.
Rimane un’ultima considerazione politica da fare. Sono certo che sindaco e maggioranza avranno fatto i loro calcoli anche in termini elettorali. Si assumono la responsabilità di far ripartire il progetto piscina, di impegnare il Comune per 20 anni, garantendoci che hanno pensato a tutto e che tutto è a posto (interpellando consulenti banche e quant’altro).
Lo dobbiamo dire: le stesse assicurazioni le abbiamo sentite cento, mille volte negli anni precedenti. E sappiamo come è andata a finire. Fino ad oggi questa amministrazione è stata beneficiata da una buona dose di fortuna: vedi gli 800.000 euro appena arrivati o il progetto periferie o le sovvenzioni regionali per i nidi. Non è mancato certo il fattore C alla giunta Negri.
Speriamo, per il bene di Cesano, che la fortuna non giri proprio ora. Ma continuare a fare affidamento al fato mi pare troppo rischioso.
Si sta offrendo, sulla questione piscina e procedendo senza avere verificato il reale consenso popolare, una ghiotta occasione alle opposizioni. Che già ne aveva d’avanzo con strade, marciapiedi, asili nido, scuole di musica . Partecipazione…
Ancora una volta, l’ultima, voglio invitare questa maggioranza a desistere dal prendere decisioni di questo tipo pochi mesi prima delle elezioni.
Lasciate il progetto piscina alla campagna elettorale. Almeno si discuterà di qualcosa di concreto.
Oppure consultate i cesanesi subito. Vi ricordo che la Brexit è la conseguenza di un referendum consultivo. Se gli inglesi han preso una decisione tanto impegnativa con questo strumento, a Cesano possiamo ben decidere su una piscina.
Walter Zucchelli
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