I cesanesi (non tutti, la minoranza più numerosa) votano Salvini alle europee e Simone Negri alle comunali. Confermato il sindaco in carica.

Una prima considerazione di carattere generale la vogliamo fare, sebbene i dati sul sito del comune non siano ancora completi.
I cesanesi seguendo l’esempio lombardo e nazionale hanno premiato alle europee Salvini. Nello stesso momento per le comunali hanno fatto altre scelte. Non è la prima volta che succede. Anche in passato alle elezioni politiche, europee o regionali era il centro destra a prendere più voti (spesso se non sempre). Quando si passava al voto comunale invece il centro sinistra riusciva a vincere. Come è successo pure questa volta.
A quanto pare non accade solo a Cesano. Sembra quasi che più sia lontano l’ente che si elegge (e nulla è più lontano del parlamento europeo ente semi-inutile) più viene premiato il voto d’opinione. Questa volta tocca a Salvini, l’anno scorso a Di Maio, cinque anni fa a Renzi.
Si dice in Lombardia “chi vusa pussè, la vaca le sua”. Gli italiani non sanno più dove sbattere la testa politicamente e votano quello che strilla di più al momento. Quello che è sempre in TV, in tutte le TV, mattina, mezzoggiorno e sera. Poi, la volta dopo, delusi (e sono sempre delusi perché cambiano i personaggi ma la politica rimane più o meno la stessa) ci provano col personaggio seguente.
Quando invece si tratta di scegliere chi governa il territorio appena oltre la soglia di casa propria le cose cambiano. Il voto diventa più concreto, il personale politico più conosciuto. Ed ecco che si vota quasi sempre (anzi da quando c’è questa legge elettorale  almeno a Cesano è sempre) per il sindaco in carica. Che magari piace e non piace, convince ma non del tutto, è criticabile in certe sue scelte, ma…garantisce che le cose non cambieranno poi molto rispetto a come sono andate sino ad oggi.
Ovviamente non tutti votano così, c’è chi è convintissimo della bontà dell’operato del sindaco in carica. Del resto per vincere occorre prendere il 50 per cento più uno dei voti. Ed è la somma che fa il totale, quale che sia la motivazione con cui si sceglie.
In altre parole, i cesanesi, di questo centro destra (composto da quattro liste, di cui una (Forza Italia) aveva solo 11 candidati su 16 posti disponibili, e l’altra (Lega) ne aveva solo 14) non si sono fidati e non gli hanno concesso la guida del proprio comune. Questo spiega come mai le Lega, per fare solo un esempio, abbia preso 4.055 voti alle europee (quattromilaecinquantacinque) e sia poi scesa a meno della metà nelle comunali.
Diamo merito quindi al sindaco uscente Simone Negri di averci creduto a dispetto di tutto e complimentiamoci per questa sua sofferta vittoria.
Di solito si dice che nel primo mandato un sindaco si comporti molto bene mentre nel secondo, sapendo che non potrà ricandidarsi, “impazzisca” con idee strampalate e iniziative discutibili. Chissà che a Cesano quest’ordine non sia stato invertito e che le “pazziate” (asili nido su tutte) si siano esaurite nella prima parte del mandato.
Adesso è tempo di “ordinaria amministrazione”: asfaltare le strade, sistemare i marciapiedi, non fare inutili piste ciclabili (in via Colombo per es.) e cose del genere. Purtroppo andrà avanti (temo) l’inutile progetto sulla piscina. Ma vorremmo ricordare al velocemente rientrante sindaco di Cesano Boscone che a volte non c’è nulla di più rivoluzionario di una ordinaria amministrazione, a condizione che sia buona.
Una buona amministrazione che, se ben fatta, permetterà di lasciare un buon ricordo di sè.
Tra cinque anni.

Walter Zucchelli            27 maggio 2019

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